Riflessioni sulla morte di un cittadino qualunque...?

(ho usato cittadino, per non creare divergenze con il libro "morte di un uomo qualunque)

-Ed eccovi ancora insieme a Peppe su Radio Learn, sono le sette spaccate, la giornata sta per cominciare per molti di voi, mentre per altri e già comi....-

Meccanicamente allunga il braccio verso il comodino, e rantola con le dite alla ricerca della sveglia che riesce a malapena a spegnere, allunga lo sguardo verso la parete e osserva l'orologio:

-Diamine, quel maledetto orologio si è bloccato ancora sulle 3 di notte...o le tre del pomeriggio? E' ora di cambiarlo cazzò...-

Abbassa di nuovo lo sguardo verso le coperte in cui è avvolto, tira un lungo sbuffo, e con un balzo si schioda dal letto, ritrovandosi seduto a gambe incrociate stiracchiandosi ogni articolazione conosciuta e non, e si tuffa subito in bagno dopo aver notato la solita infantile cunetta nel sottobosco.

Attraversa una sconfinata steppa di calzini e boxer sporchi, e raggiunge l'angustiato pacchetto di Yesmoke, mezzo vuoto, e ne strappa via due...troppo taccagno per permettersi altro.

A braghe calate, si siede sulla tazza e ne accende subito una, e dopo il solito sforzo, fa scivolare la testa sulla mano, lasciandosi andare ai soliti pensieri.

Da qui parte il timer: 5 minuti per l'espulsione, e il restante per essere pronto: Balza dalla tazza e scatta in piedi davanti al lavandino, dove si specchia: occhi assonnati da giorni, che non potrebbero star su nemmeno con l'attack, da una spazzolata veloce ma precisa al ciuffo, una rullata ai denti, e una chirurgica e meccanica passata di rasoio, e in una masnada di secondi si catapulta in camera, a fissare un ordinario armadio con decine di camicie ben curate e giacche di lino:

-Odio il Martedì...quasi quanto odio il mercoledì...-

Solita litania giornaliera, detto questo rovista fra gli appendini come fra i documenti, e tira fuori un abito su misura gessato in nero, e con movimenti automatici, si ritrova vestito in 4 minuti...ma solo dopo aver preso in mano la ventiquattrore, si ricorda che non ha messo ne deodorante, ne scarpe.

Risolto questa piccola dimenticanza, si sofferma ancora all'uscio:

-Chiavi prese, ....scarpe....portafoglio....palmare....gas chiuso....luci spente...direi che ci sia....AH NO! Sigarette!- Corre imperterrito e in ritardo in bagno e agguanta il famigerato pacchetto, e sempre con lo stesso sprint, esce di casa, e senza rendersene conto, si ritrova già in strada.

-Tempo di merdà...e non ho l'ombrello...cazzò, cazzò e cazzò, la giornata parte bene, senza contare che entro oggi devo chiudere la vendita delle J34 tedesche, in più devo finire ancora la presentazione della Hojinawa....-

Sempre più scocciato, accellera il passo, e in men che non si dica, arriva alla fermata:

-Scusi è già passato lo Z732?-

-No, oggi è in ritardo, ma del resto cosa ci dobbiam fare...-

-Già, non ho mai preso un pullman in orario..-

L'attesa si pregusta ardua, così strappa dalla tasca il pacchetto di Yesmoke e l'accendino si sfracella sul marciapiede:

-*****...- SI china a raccoglierlo...

Il pullman però ormai è arrivato, raccoglie l'accendino, e sale, dimenticandosi di togliere la sigaretta dalla bocca:

-Prego, fumi pure- Disse l'autista.

-Davvero si potrebbe?-

-No, ma farò finta di non vederla.-

-Grazie mille, oggi è una giornata no.-

-Non me ne parli. Per me è così tutti i giorni, gente che entra tutti i santi giorni.

-E gente che esce.-

-Si, ogni tanto qualcuno ce la fà ad uscire, sa di solito questi si riempiono sempre.-

-Già...-

-Dove scende lei?-

-Ho, la mia fermata è alla metropolitana.-

-Ah, al capolinea?-

-Si.-

-Allora si trovi un posto, perchè non sò se ne troverà.-

-Grazie ancora.-

Lasciata la cabina dell'autista, si dirige verso i posti in fondo, dovunque si posi il suo sguardo, vede posti completamente zeppi, con un fracasso terribile, ma fortunatamente riesce a trovare un angolino in fondo, e dopo aver aperto il finestrino, riesce ad accendersi una sigaretta.

C'è di tutto sul pullman: vecchie in ghingheri come se fosse Pasqua, donne con in braccio i loro neonati, impiegati fissi sul quotidiano, e giovani scolarette arrapate, che lui non disprezzava.

Certo, l'alone della pedofilia puzza, ma del resto guardare non costa niente, no?

Ad un certo punto, una di queste gli lancia un occhiata maliziosa, che lui ricambia con un sorriso, e comincia una rapido feedback di sguardi e intese, finchè lei si alzò, e andò verso di lui:

-Scusa, hai una sigaretta?- fissandolo negli occhi.

-Certo-

-Potresti accendermela?-rispose lei.

-Sicuro.-

-Grazie.- e tornò a sedere.

"diamine alla mia età acchiappo ancora" mormorò fra se.

Quando tutti scesero dal pullman, era anche il suo turno, e si fermò a ringraziare l'autista, ma era già sceso, così si incammina verso la metropolitana.

Ora, quest'uomo è morto Martedì, alle 7,40....non si conosce ne giorno ne anno, ne mese...ora sta a voi scegliere...q

Aggiornamento:

sta a voi scegliere quando è morto.

è morto mentalmente il giorno in cui la sua vita è diventata monotona, oppure quando l'autobus l'ha preso in pieno mentre tentava di prendere l'accendino?

(il racconto in pullman è offerto dall'autista lucifero),.scegliete.

5 risposte

Classificazione
  • .
    Lv 6
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Intanto è morto. Ora tocca discutere il quando.

    "E' morto mentalmente il giorno in cui la sua vita è diventata monotona", sì mi piace, potrebbe convincermi. Ma scelgo la seconda opzione: l'istante in cui l'autobus lo prende in pieno, che è lo stesso istante in cui lui si rende conto che la sua vita è stata monotona, vuota, buttata ai quattro venti, cosa che forse non avrebbe mai capito altrimenti. Il classico istante in cui tutta la vita ti scorre davanti in un flash di pochi secondi.

    E tu realizzi che questa vita, per quanto odiosa, è pur sempre la tua vita. E non ne hai un'altra.

    Ripensandoci, mi viene spontaneo dire che la persona in questione non stava poi tanto messa male: ho visto di peggio, gente indifferente, gente che nemmeno si alzava o provava ad alzarsi dal letto. Ecco, io credo che sia quella la sconfitta -chiamiamola così- più grande.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' morto.

    Chi se ne fotte come...tanto aveva una vita di mèrda :)

    Fonte/i: Terenzino Sboccia - 3 metri sotto terra
  • 1 decennio fa

    inquietante XD

  • Costui
    Lv 5
    1 decennio fa

    .....l'autista ero io...........e non ti dico cosa li ho fatto........

    Fonte/i: la mia mente maniacale
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  • Al primo tipo di morte si potrebbe rimediare... al secondo temo proprio di no...

    Non mi sembrava neanche se la passasse troppo male in fondo.

    Lucifero un simpaticone :P...

    Lettura piacevole u.u.

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