Repontino ha chiesto in Arte e culturaStoria · 9 anni fa

Regno delle due Sicilie. Alla ricchezza dello Stato corrispondeva altrettanta prosperità del popolo?

Ci sono studi che avvalorerebbero l'ipotesi di un regno ricco, all'avanguardia e con un livello di benessere medio non differente da quello degli altri Stati, se non addirittura superiore. Il tesoretto trovato dai Savoia, l'industria prospera e all’avanguardia smantellata nel periodo post-unitario per favorire quella del Nord, la mancanza di emigrazione, l'impero sul mare che compensava ampiamente le infrastrutture e le vie di comunicazioni carenti, brigantaggio visto come lotta partigiana, gli splendidi monumenti, sono tra i punti di forza di questa lettura.

Eppure, nonostante le bellissime ricerche e gli interessantissimi spunti, ho l'impressione che rispetto ai tanti abitanti di altri regni, la ricchezza e la qualità della vita percepita dal popolino fosse molto inferiore ad altri Stati. Qualcuno afferma per esempio che le tasse basse in partenza nascondevano l'inganno di imposte e illegali consuetudini vessatorie (di fatto tollerate) giustapposte da baroni e baronetti latifondisti ai balzelli reali come in una scatola cinese.

Da cosa nasce questa radicatissima cultura dell'arrangiarsi (sono meridionale e non c'è alcun giudizio di valore in quest'affermazione) profondamente radicata e raffinata nell’individualità ma poco nella proiezione civica? Cosa spinge una popolazione felice ad accogliere Murat come un liberatore ? Lo spirito illuministico e romantico è bastato per far indossare a migliaia di duosiciliani la camicia rossa di Garibaldi o essi erano motivati anche dal disagio sociale? Immensi agglomerati urbani circondano Napoli senza soluzione di continuità per lungo tempo praticamente senza industria (con un’ economia agricola assolutamente impari rispetto alle esigenze della popolazione : c’era così tanto lavoro a Napoli da richiamare gente dalle campagne com’ era per Londra o era più facile sperare nelle “feste” e nella “farina” abitando vicino alla metropoli probabilmente perché nel resto del regno non si riusciva a unire il pranzo alla cena e la “forca” era dappertutto?

Vorrei conoscere la vostra opinione tralasciando giudizi sul Risorigimento.

Aggiornamento:

@ historian. La mia domanda probabilmente merita la sua fine. garbata e intelligente ironia. Io comunque avrei sperato in argomenti . Come si fa tra persone educate che aprono un libro e sono disposte a mettere in discussione convinzioni sedimentate di fronte all'evidenza documentale. Tra l'altro esprimo dubbi su contenuti che probabilmente non conosce. C'è sempre tempo. Se vuole le faccio un elenco di buone letture.

Aggiornamento 2:

@ historian. La mia domanda probabilmente merita la sua fine. garbata e intelligente ironia. Io comunque avrei sperato in argomenti . Come si fa tra persone educate che aprono un libro e sono disposte a mettere in discussione convinzioni sedimentate di fronte all'evidenza documentale. Tra l'altro esprimo dubbi su contenuti che probabilmente non conosce. C'è sempre tempo. Se vuole le faccio un elenco di buone letture.

Aggiornamento 3:

Argomenti, bene. Mi scuso per l'irruenza. I suoi argomenti, forse non si è capito, sono i miei.

L'unica differenza è che lei sembra convinto che quello dei Borbone fosse un Regno povero e arretrato io, pur partendo dalle sue convinzioni, ho scoperto via via un Regno ricco e all'avanguardia da moltissimi punti di vista

Ecco dove sorge il problema.

Mi convince sia chi documenta i primati dei Borboni, sia chi descrive gente in miseria.

Ma perché con tanta povertà 'sta gente non emigrava e poi lo fa in massa dopo il '61?

Tanto per farle capire come la penso, venero Mazzini, non apprezzo né i Borbone e quanti cercano di attualizzare impropriamente eventi storici per avallare contrapposizioni e legittimare posizioni politiche.

Riguardo ai Savoia:

Il Maestro disse al giuramento dei ragazzi della "Giovine Italia" : 'L'Italia sarà quel che sarà il suo meridione". I Savoia non erano presenti alla riunione.

6 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Migliore risposta

    Vedendo com'è ridotto ora il meridone non direi...

  • 9 anni fa

    Mi ritrovo d'accordo con Seba Pezzi, direi quindi che la verità, come al solito, sta nel mezzo: il Regno delle Due Sicilie aveva certamente molte luci, ma anche molte ombre.

  • 9 anni fa

    - Eh, erano tutti ricchi sfondati...i Borbone volevano veramente bene al loro popolo...Le campagne del meridione rigurgitavano di ricchezza...

    Il Piemonte ha rovinato proprio tutto....sfortunato proprio il meridione, sarebbe potuto diventare la Svizzera del sud...

    @ Repontin...

    Sì....certo, buone letture.... ne ho proprio bisogno...basta leggere: "Cronaca della spedizione dei Mille" di Ippolito nievo nella quale lo scrittore afferma che la Sicilia era simile all'Africa e che le uniche persone ben nutrite che andavano in giro erano i preti...

    oppure: Piero Pieri: "Storia militare del Risorgimento Italiano" ove si legge che i ricchi napoletani sorteggiati per la leva (1 su cinque aveva la sfortuna di essere chiamato) pagavano i poveracci squattrinati perché facessero il militare al loro posto...

  • davide
    Lv 7
    9 anni fa

    ciao,

    la storia è lunga e travagliata, innanzitutto negli ultimi anni si stà scoprendo una storia ben diversa da quella dei libri di scuola che ho sempre letto e che un po' tutti ci siamo tramandati per 150 anni

    Partiamo dai dati di fatto, visto che i massacri dei meridionali sono ancora tutt'ora "segreti di stato"

    questa la situazione economica:

    Regno delle due sicilie: 443,2 milioni di lire-oro

    Lombardia 8,1

    Veneto 12,7

    Ducato di Modena 0.4

    Parma e Piacenza 1.2

    Stato Pontificio 90.6

    Regno di Sardegna 27

    Granducato di Toscana 84.2

    beh al posto di Cavour in molti avrebbero voluto allearsi con il regno, ma il conte penso' bene di attaccare di nascosto il regno appoggiato dagli inglesi che avevano bisogno del zolfo ( siciliano), oro a quei tempi!

    La situazione industriale era a dir poco floreale, sono sempre dati di fatto, la gente conosceva l'istruzione mentre al nord a stento mangiavano,a San Leucio c'era uno statuto eccezionale, dove tutti avevano una casa e l'acqua potabile e energia elettrica, unico al mondo....ed è sempre un dato di fatto.

    La storia è stata raccontata dai vincitori e i PARTIGIANI Meridionali furono chiamati BRIGANTI e DEPORTATI in due campi di concentramento uno a fenestrelle e l'altro a milano, ma nessuno ne parla o si commemorano i morti cosi' come oggi si fà con gli ebrei

    E' come se la seconda guerra mondiale l'avesse vinta la Germania e non si parlava dei campi di concentramento....

    tuttavia dopo il 1860 e lo svuotamento delle casse del mezzogiorno il sud rimase arretrato e in mano ai signorotti "attuali boss", Garibaldi entro' a Napoli grazie a loro, a un certo don Vincenzo.

    Qualcuno mi deve spiegare perchè i colonnelli ITALIANI sterminarono tantissime città, fieri di questo sterminio di massa di popolazioni inermi, massacro durato ben 10 anni, la maggiornaza coleva i Borbone non i Savoia, chissà perchè

    Insomma, che fu il Piemonte a rendere il Sud arretrato, andandolo a colonizzare, invece che annetterlo semplicemente; contadini siciliani aspettavano che gli venissero consegnate le terre, che invece rimasero ai baroni.

    il Sud fu trattato come una riserva di materie prime e non fu affatto industrializzato, ma schiavizzato

    Al Sud le cose non sono andate bene sin dall'inizio, inutile dire che è il contrario

    Riguardo i Milioni di deportati del Sud in due principali campi di concentramento a Torino e Milano, tutto questo fu appoggiato da un certo Lombroso, il quale sosteneva che i Meridionali fossero una razza inferiore, chiaramente notizia non veritiera, ma che in seguito fu sostenuta da Hitler.

    http://www.youtube.com/watch?v=7ndtFjJW_zo

    Youtube thumbnail

    &playnext_from=TL&videos=ErPYOkMJGFk

    Il problema piu grande è che gli hanno dedicato un museo!!!

    firma anche tu:

    http://www.nolombroso.org/petizione/

    Onore e rispetto per i deportati Merdionali

    Tutto quello di cui possiamo andare fieri, è stato? fatto prima del 1860... poi sono arrivati i "fratelli d'italia"

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  • Secondo me st cavolo di tesi della sicilia ricca e prospera è una moda portata avanti da qualcuno. Perchè almeno dalla fine del periodo normanno la Sicilia e il popolo siciliano versavano in condizioni disastrose

  • 9 anni fa

    Un bella domanda, non c'è dubbio, a cui dare una risposta non è per niente semplice. Purtroppo come è risaputo la Storia la fanno i vincitori, e quindi in assenza di documenti e dati certi si può dire tutto e il contrario di tutto. Ho una mia opinione, ma per poterla esprimere sono costretto a un lungo preambolo, articolato in due punti.

    -Che il Regno delle due Sicilie fosse uno Stato prospero, sia dal punto di vista culturale che economico non vi è dubbio.

    Da un lato la posizione geografica ha dato sicuramente un forte contributo, con un clima che permetteva due raccolti l' anno, e una posizione incuneata nel Mediterraneo (ricordiamoci che nel Medioevo Palermo era una delle città più prospere al mondo).

    Dall'altro lato abbiamo una amministrazione che, a partire dagli Altavilla, si contraddistingue per una forte tendenza alla tolleranza religiosa e alla multietnicità, che ha portato una ricchezza culturale unica. Senza soffermarsi troppo in dissertazioni che non mi sento neanche abbastanza competente per fare, mi limito ad alcuni lapidari esempi: la scuola medica di Salerno, l' università Federico II di Napoli, la corte itinerante dello "Stupor Mundi". Queste "glorie medievali" si sono insinuate profondamente nella cultura, nella società e nell'economia meridionale, che nei secoli successivi mantenne nei suoi territori un altissimo livello di cultura e benessere economico.

    -L'altro dato assodato, dal quale dobbiamo partire è il fatto che il Regno delle Due Sicilie fosse uno stato sovrano. Pur cercando di limitarsi dall'esprimere giudizi sul Risorgimento, dobbiamo tenere in considerazione che la "guerra di liberazione" perpetrata dai Savoia nel sud Italia va considerata a tutti gli effetti un falso storico. Fin dallo sbarco dei Normanni in Sicilia la corona del Regno è sempre passata di mano in mano per linea dinastica, con discendenze dirette o matrimoniali, e sebbene vi siano stati periodi in cui sia il Regno di Napoli che il Regno di Sicilia siano stati sotto l'autorità di corone straniere, al momento della spedizione dei Savoia il regno era saldamente in mano ai Borbone di Napoli. Senza addentrarci troppo nei meandri delle linee dinastiche, dobbiamo tenere in considerazione che gli stessi Savoia sono una casata originaria della Borgogna e casata regnante in Spagna.. quindi non esattamente una casata italiana.

    Fatto questo preambolo arriviamo al periodo Risorgimentale.

    Che il Regno delle Due Sicilie fosse uno Stato ricco, economicamente e culturalmente secondo me lo possiamo prendere come un dato di fatto. Resta da considerare come questa ricchezza era distribuita. Sicuramente gli strati alti della società potevano godere di un livello di benessere e di cultura molto elevato, ma nel complesso, alle altre realtà della penisola italica lo stato sociale doveva apparire retrogrado e medievale. Non ci dobbiamo dimenticare che nei secoli precedenti, mentre nel centro e nel nord del paese si facevano forti le realtà comunali, nel sud Italia regnavano casate con forte influsso da parte di realtà feudali fra le più radicate in europa, come quella germanica e quella spagnola. Poco da sorprendersi se pochi secoli dopo, mentre il nord è erede di una tradizione "comunale", il sud sia erede di una tradizione feudale e quindi spiccatamente "medievale". Ma la vera domanda è.. nonostante le apparenze, siamo così certi che il proletario di Milano o Genova del 1800 avesse un tenore di vita migliore del pescatore di Acitrezza? Sicuramente la vita nella Milano del XIX secolo può apparire più moderna, secondo i nostri canoni, ma non è forse nelle industrie di quel periodo che è nato il fenomeno dell'alienazione proletaria? Possiamo essere così certi che lavorare 14 ore al giorno nell'industria polverosa e fumosa del nord sia meglio che spaccarsi la schiena nei campi assolati del sud?

    In sostanza, la mia opinione, che tuttavia in mancanza di dati certi può essere anche confutata, è che le condizioni sociali disagiate del sud Italia risorgimentale siano un pretesto, se vogliamo anche un falso storico, messo su a bella posa per giustificare quella che, a tutti gli effetti, fu una occupazione militare bella e buona.

    Sul perchè così tante migliaia di persone abbiano accolto i moti risorgimentali, bhe possiamo fare varie ipotesi. Per prima cosa bisogna considerare che se tante migliaia di persone hanno accolto i moti risorgimentali, altrettante migliaia li hanno respinti e combattuti. Ma soprattutto, proviamo a usare la tecnica dell'assurdo. Se qualcuno si fosse recato nelle industrie e nelle periferie disagiate di Milano, fra i sottopagati portuali di Genova e via dicendo, e avesse promesso migliori condizioni di vita, liberazione dai padroni-sfruttatori, e liberazione da una casata regnante che impone tasse, non avrebbe forse raccolto attorno a se migliaia di "guerriglieri"?

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