DadeMinions ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Che ne pensate di questo pezzo del mio racconto?

Il telefono squillò. Una mano lesta e decisa alzò la cornetta.

<< Pronto >> disse una voce femminile, << Si, te lo passo subito. >> continuò la voce.

La donna si diresse verso la camera del figlio. Sulla scrivania trovò un bigliettino, dove vi era scritto: “ Mamma sono a fare la doccia ” .

La mamma andò così nel bagno. Bussò e senza aspettare una risposta aprì la porta del bagno. Dentro il figlio con arrotolato un asciugamano dalla vita in giù si stava mettendo il gel tra i capelli. Appena sentì l’ uscio aprirsi si girò di scatto.

<< Ma’ che c’è? >> chiese spazientito. Il ragazzo odiava essere disturbato mentre si metteva le mani tra i capelli.

<< Al telefono per te, Samu. È Giacomo. >> e gli porse il cordless.

Samuele, il ragazzo, si lavò le mani tutte appiccicate di gel e poi prese il telefono. Prima di rispondere indicò alla madre con la mano di andarsene.

<< Pronto >> disse dopo che la donna, sbuffando, chiuse la porta dirigendosi ai suoi fornelli.

<<Sam che fai oggi? >> disse la voce all’ altro capo del telefono.

<< Nulla perché? >> rispose il ragazzo.

<< Ti va di venire a fare un giro in piazza con me? >>

<< Va bene. Ci vediamo sui gradini della chiesa fra 40 minuti. >> rispose Samuele e buttò giù.

Dopo aver appoggiato il telefono sulla mensola del bagno tornò ai suoi capelli castani. Era un ragazzo alto e dagli occhi mori, con un carattere scherzoso e spensierato. Era però abbastanza iracondo. Come tutti gli adolescenti di 13 anni iniziò a rimirarsi i suoi addominali scolpiti. Andava in palestra, a Rimini, ogni giovedì. Lui abitava in un piccolissimo borgo di campagna, dove c’era poco e niente. Solo un bar-tavola calda, una chiesa con annesso cimitero, un campetto da calcio, un ristorante e parecchi posti verdeggianti tutti da scoprire. Nel centro del paese c’era una minuscola fontana e un tabacchi. I restanti edifici erano tutte case. La sua era vicino al bar Ugo, il proprietario, l’ uomo più grosso che avessero mai visto. La sua finestra della camera dava proprio sulla facciata laterale del bar.

Torniamo a Samuele. Ora il ragazzo si stava infilando un paio di pantaloncini di jeans e una maglietta della Duff. Avvisò sua mamma che andava alla chiesa, prese le chiavi di casa e uscì nella calda giornata d’ agosto.

non fate caso agli eventuali errori, ditemi com'è il contenuto. Non è per niente interessante vero? commenti anche negativi ma non insulti, grazie.

Aggiornamento:

@Darkena: che ne pensi di così:

1) La donna si diresse verso la camera del figlio, ma non c’era. Sentì a quel punto il rumore della porta della doccia che si chiudeva e l’ imprecazione del figlio. Era sempre stato difettoso quell’ aggeggio.

2) La sua era vicino al bar. Il proprietario era l’ uomo più grosso che avesse mai visto.

3) Ora il ragazzo si stava infilando un paio di pantaloncini di jeans e una maglietta della Duff. Avvisò sua mamma che andava alla chiesa, prese le chiavi di casa e uscì nella torrida giornata d’ agosto.

Aggiornamento 2:

M infatti succede m dopo.. questa è solo l prima parte..

Aggiornamento 3:

E' l' inizio di un racconto

10 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sarò sincera: non è interessante perchè è l'inizio, l'inizio è sempre noioso, in una storia del genere.

    Non mi interesserebbe sapere che in un paesino sperduto un ragazzo esce con un amico... dovrà pur succedere qualcosa per tenere alto l'interesse dei lettori, perciò non mi aspettavo subito un colpo di scena.

    I nomi usati... si, da paesino ci stanno, anche se a me non piacciono molto, sono più per i nomi particolari.

    I periodi, alcuni sono anche troppo brevi, prova ad aggiungere qualche particolare, magari.

    Eviterei di scrivere: Torniamo a Samuele, perchè non ti sei discostata dalla narrazione della sua storia, ma semplicemente la stai arricchendo, quindi non è necessario. Invece di "Ora il ragazzo..." io userei più un "Samuele si infilò..." anche perchè ora richiama il presente mentre tu narri al passato.

    Riguardati bene i generi di narratore: stai usando quello illimitato (che sa tutto di tutti, ecc.), limitato (sa quanto ne sanno i personaggi), oppure esterno (che si limita solamente a narrare i fatti, senza riportarne i pensieri e le emozioni)? Devi essere sicura di quello che fai, altrimenti non vale niente.

    Permettimi un'altro paio di sottigliezze:

    -Evita le ripetizioni: La mamma andò così nel bagno. Bussò e senza aspettare una risposta aprì la porta del bagno. (Non noti che quando rileggi stona?)

    E: ...iniziò a rimirarSI i SUOI addominali scolpiti. Anche qui, l'orecchio vuole la sua parte, no?

    -Un ragazzino di 13 anni non può avere gli addominali scolpiti, è matematicamente impossibile, anche perchè dovrebbe avere una specie di personal-trainer, e un'alimentazione adeguata. Inoltre la sua crescita è ancora agli inizi, la quale dura fino ai 20/25 anni, nessuno permetterebbe ad un tredicenne di andare in palestra, si rovinerebbe con le sue stesse mani.

    Scusa se ho smontato un po' di cose, ma non prenderla male.

    Poi il mio parere è discutibile, perciò prendi in considerazione quanto vuoi, e se vuoi.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Stavo per rispondere...ma direi che sarebbe inutile visto che concordo con l'utente Chiara :D insomma, dovresti dare un senso al racconto. E' un pezzo di un capitolo più grande, oppure, è un incipit, o ancora, un prologo?

    Più dettagli u.u vogliamo più dettagli u.u

    Sansa Stark

  • 1 decennio fa

    Lo trovo noioso...ad un certo punto ho pensato ke si potesse trasfomare in una cosa spinta o ke la madre potesse trovare il figlio morto nella doccia hihi. Cmq la mano lesta e decisa mi ha dato cm la sensazione ke la madre fosse in attesa d una telefonata e alla fine si è rivelata sl una kiamata x il figlio, gia questo mi ha fatto strano poi il foglio mi ha fatto sorridere, mi sembra una cosa assurda...figuriamoci se lo scriveva al massimo lanciava un urlo alla madre prima d andare in doccia x avvisarla. Poi nn mi interessa sapere ke la madre va ai fornelli e nemmeno il giorno in cui va in palestra il tipo nn mi è piaciuta nemmeno la parte del bar ugo e della facciata laterale e infine il torniamo a samuele lo eliminerei. Sxo d nn essere stata troppo critica e d nn aver detto cavolate!! xD

  • 1 decennio fa

    per essere un incipit è un po' fiacco

    non capita niente che incuriosisca il lettore...

    bisogna capire dove vai a parare... attenta agli stereotipi!

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  • 1 decennio fa

    Bisognerebbe vedere come si sviluppa il seguito, è presto per dire se è interessante o meno.

    Cmq non posso resistere alla tentazione di darti un paio di consigli:

    1) Difficilmente un ragazzo di 13 anni lascia alla madre un biglietto in cui dice che si sta facendo la doccia, è più probabile che la madre veda la luce in bagno, o senta i rumori, o cose così.

    2) "La sua era vicino al bar Ugo, il proprietario, l’ uomo più grosso che avessero mai visto" questa frase la cambierei perchè zoppica un pochino, cambia la punteggiatura.

    3) Non mi piace il "Torniamo a Samuele", non serve, appesantisce.

    Per il resto non mi sembra male, ma ripeto, bisognerebbe vedere come va avanti... è comunque un buon incipit.

  • 1 decennio fa

    ti dirò appena ho letto le prime righe pensavo fosse un racconto hentai

  • Anonimo
    1 decennio fa

    molto bello!! =)=)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    E miolto interessante potresti fare un libro:)

  • 1 decennio fa

    molto bello e interessante il racconto...

  • è bello, però non ha ne capo e ne coda.. cioè di cosa parla? Dovrebbe essere l'inizio di un racconto?

    Bellino comunque ;)

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