Federico! ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

esiste un rapporto tra scienza e tecnologia?

qst k vi ho appna kiesto è un tema k dv svolgere entro settembre... mi potete dare una manooo??? grz in anticipo e 10 punti assicurati al migliore.... grz millee....

ps. possibilmente anche cn esempi grz

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    la scienza e la tecnologia sono strettamente correlate sotto molti aspetti, e questo legame si puo riscontrare in molti campi: dal farmaceutico, dove la creazione di farmaci si basa sulle tecnologie spesso più all'avanguardia, al medico, in cui la ricerca contro tumori e malattie è possibile solo grazie alle nuove scoperte tecnologiche, all'industriale, e anche all'agrario, per dirtene alcuni. la scienza e la tecnologia vanno di pari passo, e spesso dipendono l'una dall'altra. se mancasse la ricerca e l'innovazione in uno di questi 2 campi, l'altro non potrebbe evolvere.

    un testo da internet:

    l legame tra arte e tecnologia / arte e tecnica è sempre stato difficile da interpretare.

    La relazione tra concezione ed esecuzione, nei secoli si è andata evolvendo lentamente, una storia che affonda le radici indietro nel tempo. La relativa lentezza con cui le innovazioni tecniche hanno influenzato il modo di fare arte, ha da sempre portato a rendere facilmente riconoscibile l’oggetto artistico e gli ambiti della sua creazione. Questo rapporto è sconvolto nell’età contemporanea, in cui si manifesta con maggiore evidenza una frattura tra le forme artistiche “tradizionali” e quelle “innovative”. Il dibattito sulla “legittimità di cittadinanza” dei nuovi strumenti in ambito artistico si riaccende periodicamente, e con una sorprendente identità di argomentazioni, accompagnando la comparsa di ogni nuova tecnologia (basti pensare al cinema, al video e, in tempi più recenti al computer).

    La fotografia e il cinema -ma anche l’industria editoriale, la radio e più tardi la televisione- hanno messo radicalmente in discussione il ruolo dell’arte e degli artisti nella società, introducendo un nuovo, ingombrante protagonista: la macchina.”La sovrabbondanza di mezzi è il primo grande pericolo che l’arte deve affrontare. Quest’espressione è invero illogica (non c’è una sovrabbondanza di mezzi, ma un’incapacità di impadronirsene), ma si giustifica nella misura in cui riesce ad esprimere l’assurdità della nostra situazione. [...] L’industria, la speculazione e la scienza applicata alla vita devono portare fino in fondo questo processo della dissoluzione dei tipi artistici esistenti prima che possa seguirne qualcosa di buono e di nuovo”. (G. Semper, Scienza, industria e arte, 1852).

    “Gli artisti attuali sono le punte consapevoli di un vasto iceberg pubblico in stato di sonnambulismo. Sono loro a mettere in discussione gli effetti delle ultime tecnologie, computer, sistemi interattivi, multimedia, realtà virtuale e qualsiasi altro congegno appaia all’orizzonte del mercato, non in modo ingenuamente politico, ma a un più profondo livello psicosensoriale. Chi siamo? Cosa ci stanno facendo queste macchine? Quali riflessi ci danno di noi stessi? Come trasformano l’immagine di coloro che ancora pensiamo di essere? [...] L’arte nasce dalla tecnologia. È la forza contraria che bilancia gli effetti dirompenti delle nuove tecnologie nella cultura. L’arte è l’aspetto metaforico di quelle stesse tecnologie che utilizza e critica.”

    (Derrick de Kerkchove, The Skin of Culture: Investigating the New Electronic Reality, 1995).

    Nell’ambito dei tentativi di ricondurre a una “tassonomia” univoca tutte le espressioni artistiche, nasce, a un certo punto, la definizione di “media art”, che però gli ultimi sviluppi mettono in crisi, proprio per la difficoltà nella catalogazione delle arti secondo il mezzo utilizzato.

    I tre elementi che hanno messo in crisi il concetto di medium sono:

    - Il fatto che gli stessi strumenti venissero usati per arte e per comunicazione/cultura di massa, che stempera l’ambito artistico, fino a quel punto elitario, nel mare magnum degli imput accessibili a chiunque.

    - La riproducibilità dell’opera. Su questo punto c’è un acceso dibattito tra chi vorrebbe che la definizione di espressione artistica abbracciasse solo i lavori “unici” e chi accetta un allargamento del campo, in nome di una maggiore diffusione e visibilità dell’artista.

    L’avvento del digitale sembrerebbe poter ricomprendere ed unificare tutte le precedenti espressioni “mediali” (con i suoi principi - transcodifica, immaterialità, computer come meta-medium, macchina generale programmabile).

    ti metto un link utile:

    http://scienzaetecnologia.myblog.it/

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