Geomatch ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 9 anni fa

Questo bizzarro Universo ci porterà alla follia ?

Un tempo era tutto chiaro: la Terra al centro dell'Universo e gli altri pianeti e le stelle a girare attorno a lei. E tutti erano contenti. Poi come sappiamo l'evoluzione delle conoscenza scientifiche ci ha portato a modificare radicalmente quella visione sbagliata, fino ad arrivare a costruire il modello dell'Universo come lo conosciamo oggi. Tuttavia è stato necessaro definire concetti esotici come Dark Matter e Dark Energy per far funzionare il nostro modello matematico di Universo, concetti che pero' ad oggi sono ben lontani da avere una definizione strutturale certa. Per assurdo quindi la nostra maggiore conoscenza dell'Universo, ci ha portato ad aumentare l'ignoranza visto che Dark Matter + Dark Energy costituiscono il 96% dell'Universo stesso.

Può il fatto di vivere in un Universo che non si conosce affatto, che non si comprende affatto, la cui origine è ignota, il cui destino è ignoto e le cui ragioni di essere e le cui finalità sono inspiegabili, portare alla follia, alla disperazione, alla pazzia qualsiasi essere razionale che non viva del suo solo giardino, delle sole cose di tutti giorni, del solo mondo degli 'esseri umani' ?

Is God kidding us ?

Aggiornamento:

@ la follia di cui sto parlando e' quella determinata da quel gap cosciente di ignoranza che ci separa dalla totale conoscenza e comprensione dell'Universo in cui viviamo. E' come essere su un treno in corsa, di cui non conosciamo la destinazione o le origini dell'energia grazie alla quale si muove.

7 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Migliore risposta

    La cosmologia è ormai ascesa al rango di una moda. Si tratta, beninteso, di un fenomeno da salutare con favore, che può contribuire a tenere i lettori lontani dal pericolo di certi rigurgiti neospiritualisti. Tuttavia l’inflazione di pubblicazioni sul tema può disorientare: solo lo scorso anno sono usciti, tra gli altri, testi importanti come quelli di Lee Smolin, David Deutsch e Martin Rees.

    Giunge allora opportuno, questo conciso ma denso libretto dell’editore Di Renzo, in cui il più autorevole tra i cosmologi viventi, tennis Sciama – allievo di Dirac e mentore, oltre che degli stessi Deutsch e reese, anche di Stephen Hawking – affronta con rigore e chiarezza, senza peraltro temere l’impiego di qualche asperità tecnica, tutti gli interrogativi più urgenti della cosmologia contemporanea e le relative implicazioni filosofiche. Dopo un rapido excursus autobiografico – in cui parla della proprio formazione a Cambridge, del periodo oxfordiano e dell’approdo alla SISSA di Trieste – Sciama riassume criticamente nell’ordine lo scontro «ideologico» sulle origini dell’universo fra fautori, come Fred Hoyle, del «principio cosmologico perfetto» (che si concretizzò nella teoria dello stato stazionario) e sostenitori del «Big Bang» (tra i quali pone se stesso); il dibattito sulla «materia oscura», già vagamente intuiti da Laplace.

    Il punto forse di maggior interesse è però quello sulla possibile esistenza di molti universi, tema sul quale si è scritta più fantascienza che vera scienza. Sciama lo sviluppa fuori da ogni vaghezza filosofica, passando attraverso le forche caudine del principio antropico, della «regolazione fine» e della predittività dell’ipotesi. Ovviamente non conclude. Si limita a ricordare che l’ipotesi stessa non è meno bizzarra di quella dell’universo «unico»; e che comunque la scienza avanza attraverso un processo selettivo che screma, spesso, proprio le teorie più contrarie al buon senso.

  • 9 anni fa

    Forse che si, forse che no.

    Dipende da noi.

  • 9 anni fa

    Io credo che...

    sarà la follia di un uomo folle che ci porterà un giorno a scoprire quanto è grande l'universo...

    :)

  • 9 anni fa

    Non ci porterà alla follia, ma alla fine della rincorsa del sapere e del capire. Quando arriveremo a controllare la materia e non ci sarà piu' niente da scoprire e da desiderare si ricomincerà da capo. La chiusura del cerchio, non c'è inizio e non c' e' fine. Il giardino come tu dici e' una cosa che serve alla mente per dimenticare il sapere, si crea un punto di partenza e uno di arrivo (la vita e la morte) per dimenticare l'infinito davanti al quale c' e' la pazzia. Quindi tu come essere razionale, capito questo devi obbligatoriamente fare una cosa, vivere.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Ah, si! E proprio i folli sopravviveranno... Quelli che avranno il coraggio di guardare oltre le sbarre di quella prigione nella quale non si rendono conto di essere.

  • 9 anni fa

    ...uhm, yes...

    Il problema è illuderci di poter provare a capire... ma è solo una beffa.

  • bob g
    Lv 6
    9 anni fa

    Io credo che sia più facile cadere nella follia,nella disperazione,in un universo dove tutto è compreso nei minimi particolari,dove non esista più niente di ignoto,sconosciuto,non compreso,d altra parte si cade nella follia e nella disperazione,perchè si sa qualcosa,e si vuole fuggire da quella conoscenza presunta assoluta,no guarda probabilmente l assurdità dell universo,può condurre alla pazzia molte persone,ma la sua comprensione totale,assoluta,ne condurrebbe molte di più.

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