Negli impianti fotovoltaici a scambio sul posto come avviene la connessione in parallelo alla rete nelle?

cabine di distribuzione ma soprattutto come si fa con gli stessi cavi sia a mandare che ricevere energia? E' vero che l'impianto FV immette nella rete elettrica Enel 1 Volt in più rispetto alla tensione di rete? Qualcuno potrebbe spiegarmelo o fornirmi qualche link in cui trovare tutto questo?

Grazie 10 pnt al migliore

Aggiornamento:

Grazie Mastro Geppetto.. vedo che rispondi sempre molto bene.. aspetto il continuo della risposta

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'inverter dell'impianto fotovoltaico è dotato di:

    . un sensore di fase della tensione di rete, ammessa come riferimento;

    . un dispositvo di parallelo con aggancio di fase fra ondulatore dell'inverter e rete;

    . un dispositivo di regolazione di caricoin base alle possiblità dell'inverter e della potenza e corrente in continua a disposizione dell'inverter.

    . un dispositivo di sgancio per minima tensione dell'inverter o per eccesso di armoniche in rete;

    . un limitatore di corrente per ecesso di assorbimento sui pannelli solari, sui semiconduttori, sul filtro e sul trasformatore;

    . uno sgancio immediato per erogazione fuori fase dell'inverter.

    Con la procedura (in grande parte analogica che è più tempestiva),

    Esempio per un impianto a 400 Vc.a. 48 kVA.

    le operazioni di messa in parallelo sono le seguenti:

    . l'oscillatore locale trifase si aggancia di fase sulla rete;

    . l'ondulatore eroga tensione in uscita;

    . quando il sensore di minima tensione avverte che l'inverter eroga tensione superiore alla soglia di tensione (es: 235 V rispetto il neutro) l'ondulatore viene collegato alla rete da n interruttore o statico in comando semibiridezionale (6 SCR ciascuno comandato da un treno di impulsi ogni semionda di corrente) o con un tradizionale teleruttore elettromeccanico

    . il dispositivo di regolazione del carico agisce sul controllo di tensione dell'ondulatore e sul controllo di fase dell'oscillatore fino a mettere in parallelo per la potenza richiesta l'ondulatore, esattamante regolando il duty cycle del tempo di consuzone dei semiconduttori dell'ondulatore. e con una fase tale da non aumentare eccessivamante la tensione nè da comportarsi come carico eccessivamente reattivo in rete.

    A questo punto l'ondulatore è in parallelo come ogni sorgente in parallelo alla rete. In caso di mancanza di erogazione avviene il processo inverso (mancanza di sole, avaria, ecc.)

    Per quanto riguarda l'incremento di tensione in rete.

    Ti rimando alla teoria dello scambio fra generatori in alternata per quanto riguarda le capacità di scambio in relazione alle reattanze di rete e alla reattanza dell'ondulatore.

    Qualitativamente una linea ad elevata reattanza (quindi che porta poca potenza) non è in grado di ricevere delle levate potenze da un impianto senza disturbare l'impianto stesso o con armoniche (gli ultimi ondulatori sono meglio filtrati) o elevando notevolmente la tensione in rete. Sperimentato un aumento di tensione dell'8% su un impianto collegto asu un fotovoltaico con problemi di durata dei dispositivi elettronici consumer.

    La correzione del problema consisterebbe

    . o nel consumo sul posto anche inutile;

    . o della riduzione dell'erogazione del pannello con sovratesnioni sui semiconduttori dell'ondulatore

    . o con la sostituzione della linea o della sotostazione di trasformazione che sia dimensionata per la bidirezionatà di scambio fino alla potenza dei carichi e della potenza (se superiore) dei generatori.

    Questo è il caso più costoso, perchè la sostituzione dell'esistente con un impianto del genere rischia di costare anche molto di più dell'impianto di produzione e di tutto quanto erogato nella vita del fotovoltico.

    Tanto che in uno stato europeo si sta prevedendo (se non lo hanno già fatto) di obbligare lo stacco degli impianti eolici nelle ore mattutine prelavorative e in altri due si hanno problemi di stabilità della tensione tanto da tenere accese le lamapade stradali in ore diurne, non trovando vantaggi economici ed energetici nella sostituzione degli impianti di distribuzione tradizionali.

    Tuttavia, per superare le punte, che occorrono proprio quando c'è scarsità di energia alternativa, uno di questi stati ha rinviato la chiusura di una centrale nucleare e sta facendo un gasdotto nuovo dalla Russia. Ed è uno stato in cui il PIL è in forte aumento e tecnologicamente avanzato al pari del Giappone.

    Mi spiace di non poterti dare dei link, credo che nessun link ti insegni a progettare inverter da decine di kW, i controlli e le sicurezze, e chi ha le conoscenze tecnologiche e le conoscenze dell'impatto della produzione distribuita su una rete non adatta, se le tiene ben tutelate.

    Puoi comunque approfondire l'argomento con i libri di ettrotecnica di base, di macchine elettriche in continua e in alternata, impianti per la produzione e distribuzione dell'energia elettrica, sistemi di sicurezza per le reti elettriche, generazione dell'energia elettrica, misure e sensori, integrati dalle basi dell'elettronica di potenza, del comportamento dei semiconduttori in regime switching e loro protezione, il filtraggio delle armoniche, controlli e stabilità dei sistemi.

    Non bastano, ti asssicuro, tre tecnici senior.

    Fonte/i: Si trova facendo i progettisiti di UPS e di inverter
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