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Possiamo conoscere il Vero?

Secondo alcune correnti di pensiero l’uomo non può raggiungere mai questo obbiettivo, ma al massimo avvicinarsi alla conoscenza; e questo comporterebbe la necessità di sospendere il giudizio circa la questione presa in oggetto. Si parte infatti dalla constatazione dell’enorme varietà delle visioni del mondo e delle cose, differente da uomo a uomo, da animale ad animale, tra esemplari della stessa specie, tra condizioni dello stesso individuo; e s’arriva a ritenere che «l’uomo non possa accedere alla verità ultima, e che la più alta forma di saggezza consiste proprio nel riconoscere questo fatto».

Aggiornamento:

Sesto Empirico elencò dieci “tropi”, volti a dimostrare l’impossibilità del raggiungimento del Vero: (da Wiki) « Il primo modo è quello secondo il quale per la differenza fra gli animali non si hanno uguali rappresentazioni dalle stesse cose. È naturale che disuguaglianze e diversità…producano grandi contrasti di affezioni…e grandissima discordia di rappresentazioni. E se le stesse cose appaiono dissimili per la diversità fra gli animali, potremo anche dire quale appaia a noi l’oggetto ma sospenderemo il giudizio su quale sia esso in realtà.

Aggiornamento 2:

. Poiché non potremo essere noi giudici delle rappresentazioni nostre e di quelle degli animali, essendo noi stessi parte in causa, e per ciò più bisognosi di un giudice, che capaci di giudicare.

Il secondo modo…deriva dalla differenza fra gli uomini. Perché se anche per ipotesi si conceda che siano più credibili gli uomini delle bestie, troveremo, a causa delle differenze che esistono fra di noi, indotta una sospensione del giudizio. Delle due parti di cui si dice che l’uomo sia composto, l’anima e il corpo, per ognuna di queste differiamo fra noi…Perciò anche nel desiderare e fuggire le cose c’è molta differenza…e della grande, anzi infinita differenza fra le menti degli uomini è massima prova la discrepanza fra le affermazioni dei dogmatici…anche riguardo a cosa si debba cercare o evitare…anche per questo sarà indotta la sospensione del giudizio. .

Aggiornamento 3:

…esaminiamo il terzo modo…proveniente dalla differenza fra le sensazioni. Che differiscano fra loro le sensazioni è evidente: le pitture alla vista paiono aver rientranze e sporgenze, non certo al tatto. Il miele appare gradevole alla lingua per alcuni, sgradevole agli occhi.... Perciò quale sia in realtà ognuna di queste cose, non possiamo dire; possiamo dire quale ci appaia di volta in volta.... E non riuscendo i sensi a comprender gli oggetti, neppur la mente ci riesce. Sicché anche per questo discorso pare concludersi la sospensione sugli oggetti esterni.

…prendiamo anche il quarto modo, detto delle circostanze…nei casi dello stato naturale o innaturale, della veglia e del sonno, dell’età, del muoverci o star fermi, dell’odiare o amare, affamati o sazi, ubriachi o astemi, delle predisposizioni, dell’aver coraggio o paura, dolore o gioia. Essendoci cosí grandi disuguaglianze…è forse facile dire quale appaia ciascun oggetto, non quale sia.

Aggiornamento 4:

Il quinto modo riguarda le posizioni, intervalli di tempo e luoghi, poiché per ognuno di questi le stesse cose appaiono differenti. Per esempio lo stesso portico visto da un’estremità pare restringersi, visto stando a metà sembra tutto uguale… lo stesso remo, immerso in parte in acqua sembra spezzato, visto fuori dell’acqua sembra diritto…il collo di una colomba, se diversamente inclinato, sembra di colore diverso. Siccome tutti i fenomeni si vedono in un luogo, in un intervallo, in una posizione…siamo costretti anche da ciò ad arrivare alla sospensione.

Il sesto modo riguarda le mescolanze: …poiché nessun oggetto si coglie in sé stesso, ma almeno con altro, si può ben dire qual è la mescolanza dell’oggetto con ciò che viene percepito insieme; ma non quale sia l’oggetto in sé…

Aggiornamento 5:

Il settimo modo riguarda le quantità e costituzioni degli oggetti, intendendo per costituzioni le composizioni…per esempio, i granelli di sabbia, presi a uno a uno, paiono ruvidi, messi in un mucchio danno impressione di morbidezza…Cosí il rapporto di quantità e costituzione confonde la percezione degli oggetti.

L’ottavo modo è quello della relazione…Questo si dica in due sensi: rispetto al giudicante e rispetto alle cose percepite insieme. Che tutto è relativo s’è già detto, rispetto al giudicante, che tutto appare relativo a un dato animale, a un dato uomo, a un dato senso, a una data circostanza; rispetto alle cose percepite insieme, che tutto appare relativo a una data mescolanza, località, composizione, quantità, posizione.

Aggiornamento 6:

Del nono modo, della continuità o rarità degli incontri, diciamo questo: il Sole è certo molto più impressionante di una cometa; ma poiché vediamo continuamente il Sole e raramente una cometa, noi dalla cometa siamo colpiti tanto da crederla un segno divino, mentre dal Sole non siamo per niente impressionati…possiamo anche dire quale ci appaia ciascuna cosa a seconda della continuità o rarità degli incontri, ma non quale sia, nudo e crudo, ciascuno degli oggetti esteriori.

Il decimo modo che attiene specialmente ai fatti morali, riguarda l’educazione, i costumi, le leggi, le credenze mitiche e le opinioni dogmatiche… Non possiamo dire quale sia di sua natura un oggetto, ma quale appaia a seconda dell’educazione, della legge, del costume ecc. Anche per ciò dobbiamo sospendere il giudizio sulla natura della realtà esterna. »

Aggiornamento 7:

E’ evidente che lo Scetticismo s’oppone a ogni tipo di affermazione dogmatica, a ogni sorta d’imposizione gnoseologica che abbia la presunzione d’affermare una tesi con certezza. Vi è poi la contrapposizione tra mondo sensibile e mondo reale, e quindi la tesi secondo cui possiamo avere soltanto un’opinione sulle cose.

Quindi voi cosa ne pensate? Ritenete che sia un’estremizzazione inutile, o che, dovutamente mitigato negli aspetti più estremisti, giovi alla ricerca del Vero, esaltando la liceità del dubbio?

Aggiornamento 8:

Ad Aristarco: non capisco proprio l'acidità della tua risposta. E, se proprio ritenevi la mia domanda inutile, bastava un po' d'educazione per non rispondere. Né è vero che la domanda è inutile! Io l'ho posta per avere delle idee altrui sull'essenza e sulla concezione del Vero, e ho riportato i modi di Sesto Empirico solamente a mo' di prova, di esempio (che condivido), pur ritenendolo abbastanza elementare, dopo secoli e secoli -e ho precisato che cosí com'è la teoria è forse esagerata-. M'interessava sapere chi ritiene infallibile e Vero quello, piuttosto che quell'altro; chi si fida d'un librone; chi confida solo nelle scienze esatte.

Sarebbe bastato tacere, e non hai taciuto: occasione persa.

19 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Un sano scetticismo dovrebbe sempre accompagnare le nostre speculazioni.

    Anche quando pensiamo di aver raggiunto una meta dovremmo rimetterla subito in discussione, rispolverando il dubbio. Fossilizzarsi su dogmi (di qualsiasi tipo!) è quanto di più deleterio ci sia nella ricerca del Vero.

    Forse il Vero non esiste proprio, forse esiste solo nella nostra mente.

  • 1 decennio fa

    Quando al mondo si saprà con certezza cosa sia falso e cosa sia vero, allora il mondo non avrebbe più ragione di esistere.

  • Non sono d'accordo: Per necessità dobbiamo inventare sistemi di catalogazione per poter riconoscere e definire ciò che percepiamo attorno a noi.

    Il Sole, per riprendere l'esempio citato, è una stella, esattamente come la stella Polare. Abbiamo capito che non c'è alcuna differenza (magari solo in dimensioni effettive, non so che tipo di stella sia quella polare) fra quel puntino a Nord e quell'enorme palla di fuoco nel cielo.

    Cambia qualcosa? Quando in passato non conoscevano la sua natura il Sole era forse più freddo? No, sorgeva e calava ogni giorno esattamente come oggi.

    Anche se le nostre percezioni possono essere errate, e lo sono, non cambia la realtà dei fatti.

    Il sole continuerà a sorgere e riscaldare anche se mi convinco che sia un ghiacciolo alla cedrata...

    Quindi bisogna solo riconoscere l'ignoranza e cercare di avvicinarsi sempre di più alla verità. Non che sia facile, per carità, ma ci si può arrivare.

    @Ariel: Naturalmente il principio di indeterminazione è corretto ma è possibile aggirarlo.

    Sicuramente conoscerai l'esperimento allo SLAC che valse il premio Nobel a Friedman, Kendall e Taylor nel 1990 per "fotografare" i quark:

    http://scienzapertutti.lnf.infn.it/P10/origini_fis...

    L'esperimento necessitava di conoscere sia la quantità di moto che la posizione delle particelle, in apparenza questo sarebbe impossibile appunto a causa del principio di indeterminazione. In realtà i tre fisici fecero collidere moltissime (davvero, moltissime) volte le particelle che stavano studiando. Dopo tutte queste collisioni avevano una mole di dati a volte diversi e a volte eguali fra loro. Con un processo matematico detto "trasformazione di Fourier" campionarono i risultati per trovare posizioni e tempi precisi, empiricamente precisi.

  • 1 decennio fa

    Mi allineo a Saturno e Haniel Elohim.

    Non vale la pena "non dormire" la notte per cercare una qualche verità "fissa".

    Sostanzialmente chi ha bisogno di certezze nel quale crogiolarsi è "l'impaziente" (come dice Saturno, se ho capito bene quello che dice) e l'unico modo per raggiungere una verità "obiettiva" (o oggettiva) è un cammino interiore personale, senza però avere LA PRETESA che questa verità valga per tutti (come diceva Haneil Elohim se ho capito bene).

    Non a caso molte scoperte e molte verità vengono riconosciute solo molti anni dopo dal "popolino" come tali, proprio perchè spesso neanche lo scopritore ha piena coscienza di aver colto una qualche verità, ma pensa tuttavia che il suo sia un libero pensiero liberamente esprimibile in un contesto di libertà espressiva quale è il nostro mondo.

    Senz'altro la nostra intelligenza è limitata e i nostri sforzi, benchè "ci danno senso di vivere" non sono la via "definitiva" e concreta per giungere "in paradiso" (a un punto di verità assoluta), tuttavia è bene non distruggere le speranze di chi le ha, è meglio lasciare alle coscienze la libertà di accorgersi da sole di quanto "i castelli in aria" siano infondati.

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    Il quinto modo riguarda le posizioni, intervalli di tempo e luoghi, poiché per ognuno di questi le stesse cose appaiono differenti. Per esempio lo stesso portico visto da un’estremità pare restringersi, visto stando a metà sembra tutto uguale… lo stesso remo, immerso in parte in acqua sembra spezzato, visto fuori dell’acqua sembra diritto…il collo di una colomba, se diversamente inclinato, sembra di colore diverso. Siccome tutti i fenomeni si vedono in un luogo, in un intervallo, in una posizione…siamo costretti anche da ciò ad arrivare alla sospensione.

    Il sesto modo riguarda le mescolanze: …poiché nessun oggetto si coglie in sé stesso, ma almeno con altro, si può ben dire qual è la mescolanza dell’oggetto con ciò che viene percepito insieme; ma non quale sia l’oggetto in sé…"

    Esattamente quello che insegna la fisica moderna:

    per misurare una qualsiasi cosa occorre definire quale sia l'elemento di comparazione, quale sia la grandezza "unitaria", ovvero, ogni misura ha senso se e solo se è rapportata a un sistema di riferimento (ovvero, la già citata unità di misura).

    Così, si deduce, ogni numero ha senso se si ha un concetto di riferimento di cosa sia un numero.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    il Vero ?......nel raggiungerlo lo stesso

    non è Proprio Vero !

    il raggiungimento di una verità

    trasforma il ricercatore ed il ricercato.....

    all'infinito......

    solo gli impazienti determinano il

    Vero .....si avvolgono di queste verità

    e dormono sonni tranquilli....ogni tanto

    aprono un occhio per vedere se anche

    gli altri stanno dormendo.....

    quel gesto ....li rassicura e li fa

    sentir vivi......

  • 1 decennio fa

    se qualcuno afferma di conoscere il VERO assoluto, il tutto, allora mettilo od in galera od in manicomio.

    ps: molti capi religiosi dovrebbero stare in galera od in manicomio

  • 4 anni fa

    si, lo userei probabilmente, non lo nego. ?Avete seguito l’anime, il manga o entrambi? l'anime ?Preferite come personaggio gentle Yagami oppure Elle? elle ?close to o Mello? close to ?Watari o Gevanni? watari ?Il vostro voto da a million a ten al manga/anime? 11 :)

  • 1 decennio fa

    Sesto Empirico è un filosofo greco antico vissuto nel II secolo d.C.. e non mi stupisco che si potesse appassionare al problema filosofico del Vero.

    Oggi, nel 2010, dibatterne mi pare interessante come discutere della teoria del flogisto.

    Il fatto che tanta answerini abbiano risposto come fosse un argomento di attualità, mi intristisce un po’.

    La questione di fondo è che si deve essere consapevoli che vi sono tanti tipi di domande.

    Ad esempio vi alcune domande che sono “sterili” anche se apparentemente hanno un certo fascino.

    Sono domande “apparentemente intelligenti” che, in realtà, portano ad un vicolo cieco.

    La tua domanda sul vero, mi pare appartenga proprio a questa succitata categoria.

    Cruciale è invece farsi domande “giuste” (e non è affatto facile) che permettano di ottenere delle risposte che ci permettano di andare avanti, di progredire.

  • 1 decennio fa

    Hai espresso, solo in maniera più completa ed attuale, le conseguenze del Principio di Indeterminazione di Heisenberg, del 1925 circa.

    Chiarisci bene, tra l'altro, l'impossibilità dell' Uomo di GIUDICARE o stabilire in assoluto ciò che sia VERITA' ultima, certezza assoluta.

    Possiamo solo giungere ad un buon grado di approssimazione, che cmq ci consente di progredire, e di utilizzare al meglio i nostri "talenti".

    Il DUBBIO E' VITA, e sale della Conoscenza, e terreno fertile della consapevolezza.

    Il dubbio è ben più e ben oltre ciò che è lecito.

    Buone cose, in gamba.

    Ariel

    .

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Leggendo tutto quello che molto correttamente hai riportato, volto ad informare, mi rendo conto che una sola vita per arrivare al Vero NON basta.

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