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Lv 5
? ha chiesto in Matematica e scienzeMedicina · 1 decennio fa

Ciao Answerini!! A qualcuno di voi è mai capitato che...?

Ciao ragazzi!!! Uno degli ultimi giorni di luglio mi sono fratturata la falange ungueale dell'alluce del piede destro... Ero in vacanza a Marina di Sorso (in Sardegna) e per raggiungere l'ospedale sono dovuta andare il giorno dopo a Sassari, dove me lo hanno steccato e mi hanno dato una prognosi di 25 giorni. Premesso che l'ho battuto in piscina ed era lussato, appena uscita dall'acqua l'ho rimesso dritto, e speravo non ci fosse frattura, ma invece la sera è diventato una salsiccia e tutto nero!

Dopo 25 giorni ho fatto una lastra, la frattura si sta risaldando, ma ancora non è guarita del tutto. Mi hanno detto che per una frattura del genere ci vuole più di un mese (se mi va bene).

Mi hanno inoltre detto che è difficile rompersi quella parte, e mi hanno consigliato (con calma) di fare un test per la mineralizzazione. Sapete di cosa si tratta? Cosa ne pensate della mia frattura? Mi hanno fatto togliere la stecca e mi hanno detto di camminare con gli zoccoli di legno. Cosa ne pensate?

Vi ringrazio anticipatamente!

P.s. Ho 25 anni, NON SONO IN MENOPAUSA, non ho problemi con il ciclo, prendo la pillola anticoncezionale, e soprattutto l'emocromo è perfetto.

Aggiornamento:

Per favore risposte serie! Non sono una sprovveduta, ho detto della pillola per dire che non ho problemi mestruali, il discorso era legato alla mineralizzazione!

3 risposte

Classificazione
  • Andrej
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ciao,

    per cominciare posso dirti da quello che ho imparato dalla mia frequenza in ortopedia che una frattura dell'alluce non deve essere sottovalutata per il fatto che l'alluce è il dito più importante del piede perchè su di esso grava la maggior parte del peso del corpo ed è responsabile del buon bilanciamento dello stesso.

    Vorrei mettere bene in chiaro che le righe che ti scrivo non vogliono né possono essere una valutazione degli interventi messi in atto da dei medici professionisti. ( io sono solo uno studente infatti)

    Non ti vedo e non so nulla di te quindi ti fornisco le indicazioni terapeutiche che IN GENERE si usano in questo tipo di fratture.

    Tali informazioni non intendono essere indicazioni per il tuo particolare caso....infatti solo chi ti ha visitato e conosce il tuo stato generale di salute è in grado di personalizzare la terapia alla tua frattura.

    Chiarito questo importante aspetto, torniamo al discorso generale sulle fratture dell'alluce.

    Quando incorre un incidente di questo tipo, ci sono alcune cose che chiunque può fare sin da subito:

    1) evitare l'edema (gonfiore) che poi sarà il responsabile primo del dolore della frattura:

    con queste accortezze:

    a) applicare ghiaccio

    b) distendersi tenendo la gamba in sovra-elevazione (esattamente al di sopra del livello del cuore) perché così la gravità potrà portare via i liquidi prodotti dall'infiammazione o dallo stravaso di sangue.

    Se vanno via quei liquidi, va via il gonfiore e va via anche la maggior parte del dolore conseguente.

    c) tenere l'alluce a riposo evitando di caricarlo. Quindi non camminare; o al massimo muoversi usando delle stampelle.

    Quindi bisogna obbligatoriamente farsi vedere da un ortopedico: il quale dovrebbe ridurre la frattura ed immobilizzare il dito nonché prescrivere al paziente di non caricarci sopra alcun peso fino a guarigione. ( ci vogliono in genere dalle tre alle 4 settimane).

    Dovrebbe inoltre prescrivere calzature di protezione perchè se l'alluce prende un nuovo colpetto la frattura non guarirà tanto facilmente.

    La parola chiave per una buona guarigione è: il riposo,

    nel senso di evitare assolutamente ogni carico sul dito fratturato e facendo una buona riabilitazione cioè attendere dalle 3 alle 4 settimane dopo di che si potrà applicare ma gradualmente, dei carichi... cominciando con qualche passo in piscina ( l'acqua scarica il peso del corpo) e poi via via impegnando sempre di più il piede e il dito.

    Se si sente dolore si deve immediatamente diminuire il carico...e ritentare qualche giorno dopo.

    Solo così la guarigione sarà buona, diversamente si rischierà la formazione di una specie di callo che al primo urto impegnativo riproporrà una nuova frattura oppure si rischia il disallineamento dell'osso in guarigione.

    Va da sé che se la frattura fosse esposta oppure se coinvolgesse l'articolazione, la soluzione sarebbe la chirurgia che prevede l'installazione di pernini per fissare e mantenere l'osso in posizione corretta.

    Quanto al test di mineralizzazione non so quanto possa essere utile. Potrebbe dirti qualcosa sulla mineralizzazione dell'osso.

    Non so .....ma sei giovane...non dovrebbe raccontare chissà quali novità, ma ciò non toglie naturalmente che farlo è sempre uan buona precauzione. Infondo non è un test fastidioso e si esegue in breve tempo..

    Il problema di una guarigione ritardata potrebbe essere determinato dal fatto che la frattura ha coinvolto l'articolazione e in quel caso la guarigione senza un aiuto chirurgico è molto più difficoltosa ed incerta.

    Inoltre se l'arteria che nutriva l'ossicino fosse stata danneggiata dal trauma sarebbe un altro motivo di ritardata guarigione perchè verrebbe a mancare un sufficiente apporto nutritizio al tessuto osseo danneggiato con conseguente sofferenza dello stesso e guarigione non perfetta o comunque tutt'altro che rapida.

    Da ultimo, in bocca al lupo

  • 1 decennio fa

    il test di mineralizzazione è la MOC, non la fanno solo alle donne in menopausa.

    continua a portare gli zoccoli di legno e rifai un controllo tra un paio di settimane. contatta un endocrinologo se i risultati della MOC ti dicono che hai una densità inferiore alla media d'età.

    posso chiederti una cosa? come fai ad essere già specializzata in neurofisiopatologia se hai solo 25? tra l'altro in quest'altra domanda dicevi di averne 23

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Ak...

    sai che spacciarsi per medico quando non lo sei è reato anche se non fai diagnosi?

    capiamo insieme la questione titoli (non lo decido io, ma la legge):

    medico = persona che si è laureata in medicina e chirurgia (6 anni)

    neurofisiopatologo = medico specialista in neurofisiopatologia (5anni post-laurea)

    tecnico di neurofisiopatologia = persona che ha conseguito il diploma di laurea triennale

    vediamo di non sbagliarci più eh?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    potrebbe essere la pillola...

    o meglio uno degli effetti collaterali della pillola.

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