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ciao,ricerca su una pianta a scelta!!!10pnt?

3 risposte

Classificazione
  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Nome comune: Gerbera.

    Genere: Gerbera.

    Famiglia: Asteraceae (Compositae).

    Etimologia: il termine dovrebbe derivare dal cognome del naturalista tedesco T. Gerber.

    Provenienza: Africa o Asia.

    Descrizione genere: comprende circa 70 specie di piante erbacee e perenni delicate o semirustiche, adatte alla coltivazione in piena terra, solo nelle zone a clima mite o in vaso, nelle regioni caratterizzate da inverni rigidi. Presentano foglie lanceolate e lobate, disposte a rosetta. I fiori, a capolino, possono essere variamente colorati e compaiono in estate. Sono molto duraturi (fino a due settimane se colti in piena fioritura), caratteristica che li rende adatti alla commercializzazione come fiori recisi.

    Specie e varietà

    Gerbera jamesonii: viene detta anche “Margherita del Transval”, a causa della regione del Sudafrica dalla quale proviene (il Transval appunto). Presenta foglie lobate, che invecchiando diventano pubescenti nella pagina inferiore. I capolini crescono fino a 8-12 cm. di diametro e presentano i fiori del raggio di colore rosso-arancio. Può raggiungere l’altezza di 60 cm. circa. Da questa specie sono state create varietà e ibridi dai fiori semplici o doppi, variamente colorati.

    Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

    Temperatura: la temperatura minima invernale non dovrebbe essere inferiore a 5°C.

    Substrato: terriccio da giardino.

    Concimazioni ed accorgimenti particolari: può essere coltivata all’aperto nelle zone in cui la temperatura non scenda quasi mai sotto lo zero. In inverno sarà bene comunque proteggere la base della pianta con paglia. Nelle zone a clima rigido, sarà necessario coltivarla in vasi che andranno spostati, all’inizio della stagione fredda, in un luogo luminoso, dove la temperatura si mantenga superiore 5°C.

    Le gerbere possono essere forzate a fiorire nel periodo invernale: si sospendono le annaffiature a partire dal mese di maggio; a settembre si ricomincia la somministrazione di acqua, insieme a una giusta dose di concime liquido, per favorire la ripresa vegetativa.

    Moltiplicazione

    Si moltiplicano per divisione dei cespi, da effettuarsi in marzo trapiantando in vasi, riempiti con normale terreno di coltura, i getti laterali che possiedano almeno 3-4 foglie, avendo cura di accorciarle, se troppo lunghe. Si può procedere anche alla semina in terrine o vasi riempiti di una miscela a base di terriccio, terra da giardino e sabbia. I semi devono essere piantati, appena sotto la superficie del terreno, in posizione verticale. Generalmente la germinazione avviene in 10-12 giorni. Nel giro di 30 giorni si ripicchettano le piantine, che potranno essere messe a dimora alla comparsa delle rosette di foglie.

    Malattie, parassiti e avversità

    - Se annaffiata troppo frequentemente o in maniera eccessiva, la gerbera può essere colpita da marciume radicale.

    - Danni possono essere provocati anche da afidi: in tal caso si consiglia l'impiego di aficidi.

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  • 10 anni fa

    LA DARLINGTONIA CALIFORNICA

    La Darlingtonia californica, unica specie del genere Darlingtonia, è una pianta carnivora, originaria del Nord America, in particolar modo delle zone montane dalla California settentrionale all'Oregon meridionale. La pianta fu scoperta nel 1841 dal botanico William D. Brackenridge sul monte Shasta. Nel 1853 fu descritta da John Torrey, che chiamò il genere Darlingtonia in onore del botanico americano William Darlington.

    È chiamata anche pianta cobra per la tipica "lingua nettarifera" simile a quella di un cobra

    Descrizione

    La Darlingtonia è una pianta insettivora, il rizoma è breve e striscicante; le foglie, alte da pochi cm fino a oltre 1 m, sono a forma di tubo espanso, verde smeraldo, avvolte su se stesse con un caratteristico coperchietto all'apice che ricopre una piccola apertura. In tal modo l'acqua piovana non può entrare a diluire il liquido viscido, una sorta di "succo gastrico" prodotto dall'ascidio.

    L'opercolo è fittamente ricoperto di macchie bianche e trasparenti. I fiori sono isolati, da giallo verdastro a bruno rossastro, posti su dei gambi lunghi svariate decine di cm. All'interno dell'opercolo sono localizzate delle ghiandole nettarifere che attirano gli insetti. Questi, quando stanno per riprendere il volo, si dirigono verso la luce e cozzano contro la cupola, fino a cadere in fondo all'ascidio dove verranno digeriti dalla pianta grazie agli enzimi secreti da cellule costituenti le pareti interne.

    Ambiente La Darlingtonia va sistemata in serra fredda in ambiente umido e ombreggiato a temperatura possibilmente costante. In estate può essere collocata in posizione soleggiata e interrata in sfagno umido, provvedendo a mantenere il substrato ad una temperatura non elevata.

    Coltivazione

    Procedere al rinvaso a fine inverno/inizi primavera, utilizzando un substrato costituito da torba acida di sfagno e perlite sul fondo e da sfagno vegetante in superficie.

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  • LA PIANTA CARNIVORA!!!!!!!!

    Le piante carnivore (dette talvolta piante insettivore) sono delle particolari piante che intrappolano e consumano protozoi ed animali, specialmente insetti ed altri artropodi, al fine di ottenere i nutrienti essenziali per la loro crescita.

    Questa singolare caratteristica è il risultato di un adattamento a quegli ambienti, come paludi, torbiere o rocce affioranti, in cui il suolo per la forte acidità è povero o privo di nutrienti e in particolar modo d'azoto, che viene così integrato dalla pianta attraverso le digestione delle proteine animali.

    Il primo a scrivere un trattato sulle piante carnivore fu Charles Darwin nel 1875.[1]

    Ne esistono circa 600 specie diffuse in tutto il mondo[2] (vedi l'elenco completo), divise in più di una dozzina di generi e in 5 famiglie. Oltre a queste, esistono anche circa 300 specie di piante protocarnivore, divise in diversi generi, che possiedono alcune ma non tutte le caratteristiche per essere considerate vere carnivore.

    Dionaea Genere costituito da una singola specie, originaria delle regioni centrosettentrionali degli Stati Uniti. Si tratta di una pianta insettivora che trae parte del proprio nutrimento dall'ingestione di insetti e altri animali di piccole dimensioni. Cresce su terreni acquitrinosi, in prossimità di stagni e paludi. Può raggiungere 30 cm d'altezza e presenta piccoli fiori bianchi, sorretti da un modesto fusticino. Alla base del fusto sono inserite foglie modificate, formate da una lamina tondeggiante, divisa in due metà dalla nervatura principale e con strutture simili a denti acuminati ai margini. In mezzo a ciascuna delle due porzioni fogliari sono inserite tre setole rigide e sensibili che, non appena vengono sfiorate da un insetto attirato dai secreti dolciastri della pianta, fanno scattare la 'trappola': le due sezioni fogliari si richiudono repentinamente, imprigionando in modo irreversibile la preda, che viene quindi demolita da particolari succhi gastrici prodotti dalle ghiandole presenti sul lato interno della foglia. Una volta digerito l'animale, la trappola si riapre per predisporsi a una nuova cattura.

    Dagli insetti queste piante ricavano le sostanze azotate necessarie alla loro sopravvivenza e solitamente presenti in quantità scarse nei terreni su cui si sviluppano.

    Classificazione scientifica: La specie descritta appartiene alla famiglia delle droseracee e il suo nome scientifico è Dionaea muscipula.

    MI AIUTI???

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=At...

    Fonte/i: WIKIPEDIA + ME
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