Siete pro o contro chi vuole impiantare dei chip ai bambini dell'asilo?

● La notizia.

http://www.corriere.it/esteri/10_settembre_10/fran...

● La domanda.

Pensate sia un'iniziativa utile o cattiva?

Non esprimo la mia opinione in merito, a voi la parola.

Aggiornamento:

Scusate: impiantare sui vestiti. L'articolo spiega tutto.

21 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ti avevo risposto ieri, ma quando ho inviato, Answers è sparito...

    Prima di fare il processo alle intenzioni, esaminiamo la cosa in sè.

    Se il dispositivo serve a controllare i bambini dal punto di vista amministrativo "solo" quando sono a scuola, tipo registrare entrata e uscita, può andare bene a patto che uscendo si tolgano il dispositivo dopo essere passati sotto un lettore del tipo di quello antitaccheggio dei supermercati.

    Per fare ciò è sufficiente un sistema dalla portata di pochi metri al massimo.

    In nessun caso un dispositivo automatico può sostituire il controllo del tutore adulto, perchè viene a mancare la possibilità di tempestivo intervento in caso di necessità.

    Inoltre i bambini devono "imparare" a riconoscere da sè quello che devono e non devono fare, cosa che una macchina non può fare: se scappano li riprendono senza redarguirli e questo non giova alla loro crescita .

    A questo va aggiunto il probabile disimpegno di insegnanti e genitori e quindi una minore attenzione nella sorveglianza diretta, il che vuol dire che fra l'eventuale segnale d'allarme e l'intervento può succedere di tutto, se già non è successo.

    Quanto potrebbe essere utile in un contesto aperto?

    Certamente non con la portata di un antenna per telefonini, perchè:

    - a maggior ragione in un contesto aperto ci vuole più attenzione diretta, per quanto detto prima.

    - sarebbe inutile in caso di rapimento perchè basterebbe togliere l' indumento che porta il chip .

    Purtroppo però non credo che si possa configurare un ipotesi di abuso di mezzi di correzzione, nè da noi nè altrove, perchè un tutore ha il diritto- dovere di sapere dove si trova il figlio minorenne, a patto che non interferisca esageratamente e senza motivo nella sua possibilità di avere una vita propria.

    Occorre precisare, però, che qualuque dispositivo di sorveglianza indiretta non mette in nessun modo il tutore al riparo da un' eventuale "culpa in vigilando", perchè, se succede una qualunque cosa, la responsabilità resta sempre di colui che ha in custodia il minore.

    E sicuramente lo può esporre anche ad una "culpa in educando", per non aver adeguatamente istruito e responsabilizzato il minore dei pericoli a cui può andare incontro in conseguenza delle sue azioni.

    Il problema dei sistemi indiretti ed automatici è proprio quello di abbandonare affettivamente i bambini a sè stessi, come se non lo fossero già abbastanza.

    Secondo la moderna psicologia sociale, il fatto di abbandonare a sè stesso un bambino piccolo, cioè l'assenza di una figura educativa di riferimento anche solo in contesti temporalmente limitati, rappresenta di per sè un abuso e un trauma.

    Vogliamo che sia una macchina a badare ai nostri figli al posto di una baby sitter o di un'educatrice d'asilo?

    Già sono loro stesse dei nostri surrogati affettivi... già crescendo in questo mondo rischiano l'anoressia affettiva, non peggioriamo le cose, almeno, affidandoli alle cure - che ne so? - di una "Mamma Gamma".

    Nel valutare l'eticità di un sistema di controllo a distanza bisogna quindi fare sempre il calcolo dei rischi-benefici, intendendo come "rischi" l'eccessiva intrusività del mezzo e la possibilità che lo stesso possa venire utilizzato per scopi diversi da quelli originali, se non addirittura opposti.

    In questo senso, un sistema di controllo a grande distanza mi pare francamente sproporzionato agli obiettivi che si pone chi lo vuole introdurre e può ragionevolmente far pensare a fini diversi da quelli etici, nascosti negli sviluppi futuri, di natura commerciale o politica.

  • 1 decennio fa

    Più che utile o cattiva, mi sembra eccessiva.

    Come in spiaggia mettono un braccialettino con nome e cognome, potrebbero fare la stessa cosa se è davvero per la sicurezza dei piccoli. Mettergli un Gps in tasca è un po' troppo.

    Fonte/i: Iniziative di quella portata economica non vengono prese neanche per i detenuti, cioè..voglio dire. E mi sembra anche un metodo per deresponsabilizzare le maestre.
  • 1 decennio fa

    Un' oscenità frutto di quella demenza che passa per normale e che stupidamente vuole tutto sotto tecnologico controllo (e che ovviamente ogni volta fallisce mostrando la sua sublime inutilità, come rileva Sabrina). Perché il problema non è il controllo elettronico dei bambini, ma l' umana indifferenza che dei bambini non si cura e tutto avvolge come una nebbia fittissima ove si perdono i bambini, ma non solo.

    C' è troppo da fare, per questo occorre un chip sulla maglietta, sai mai che ci dimentichiamo da qualche parte.

  • 1 decennio fa

    L'ossessione del controllo è uno dei miei peggiori incubi: "1984" di Orwell personalmente lo ritengo l'horror involontario più pauroso che sia mai stato scritto. Ai chip sottocutanei non fatemici neanche pensare: piuttosto preferisco il suicidio, e temo pure che questa idea estrema sfiorerà la mente a più di qualcuno particolarmente sensibile SE arriverà quel momento (io sono sempre molto scettico riguardo a certi argomenti, ma notizie come questa mi fanno rabbrividire).

    Gli uomini più di ogni altra cosa desiderano essere liberi, ed esasperarli in questo modo è da idioti in quanto spaventosamente controproducente; basti vedere il triste primato degli indici di suicidi giornalieri che si registravano nella ex Reppubblica Democratica Tedesca, il più sofosticato sistema totalitario di controllo dei cittadini che sia mai stato concepito, peggio ancora della Germania nazista e della Russia staliniana.

    Mi spiace essere così drastico, ma una vita del genere non è più vita...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Intanto si comincia coi vestiti.....e poi sotto pelle.

    Si, si....impiantate, impiantate...così i genitori, che per la maggior parte sono già "moooolto presenti" coi bambini, si sentiranno ancor più in diritto di lasciarli parcheggiati all'asilo con meno ansia di andarli a prendere, magari un'oretta o due in più del solito; o di guardarli con meno attenzione al parco....tanto hanno il chip.

    Che dire: abbiamo trovato le nuove "baby sitter" del futuro.

    E se il chip improvvisamente smette di funzionare?

    (ovviamente c'è parecchio sarcasmo misto ad amarezza nella mia esposizione).

  • 1 decennio fa

    Contrario è dire poco, pensa che io lo dicevo 10 anni fa che il sistema per controllarci tutti sarebbe arrivato con la scusa dei figli e bambini per sapere dov'erano e la loro sicurezza, con conseguente ns. tranquillità. Questo è il primo passo per il controllo totale delle persone, rifiutatevi se lo propongono, anzi, protestate o fra un po' sarete veramente tutti dei matrix. Il prossimo lo faranno per facilitarvi i pagamenti, con il cip nel braccio paghi più facilmente e non devi firmare. Ribellatevi, dico a voi, perchè se solo uno lo propone a me lo prendo a cazzotti.

    @Pinolino Grazie, 20 anni di rugby, resta poco :))

  • Luisa.
    Lv 6
    1 decennio fa

    piuttosto che micro chip, io mi soffermerei nell' addestrare meglio il personale , che a mio avviso avrebbe una scusa in piu' per stare a perdere tempo e a chiaccherare , invece di occuparsi dei piccoli . è un lavoro molto delicato , impegnativo e di massima responsabilità . perciò piu' corsi d' informazione , anche pedagogico . e meno cose inutili .

  • 1 decennio fa

    Ho letto e riletto l'articolo e sono andato oltre: non si evince da nessuna parte che il chip sia 'sottocutaneo'. Si parla di una maglietta. Dopo un iniziale e istintiva repulsione che penso sia naturale, su tutto ciò che è 'elettronica deputata al controllo degli spostamenti dell'uomo', insito nella mia natura di anti-tecnologia, in questo caso, trattandosi di bambini sono assolutamente d'accordo, e spiego il perchè:

    Viviamo in un'epoca in cui i bambini sono a fortissimo rischio di rapimenti e di adescamenti. Naturalmente il controllo deve avvenire, come del resto è, soltanto a cura delle autorità preposte, tutto ciò a patto che:

    - I video non siano visionabili da genitori (ce ne sono di ansiosi che fremono ogni istante che il loro piccolo è fuori della loro portata visiva e vanno in depressione il primo giorno d'asilo)

    - I dati e le informazioni sui bambini siano assolutamente off limits, non preda di circuiti di marketing e pubblicità

    - I bambini siano consapevoli di ciò che indossano e lo scopo, e che qualcuno li tranquillizzi che sono liberi nei loro spostamenti, che sono controllati solo in caso di pericolo

    - Che il congegno NON sia sottopelle, nè ora nè in futuro, ci manca solo la lobotomizzazione dei film di fantascienza ed è veramente la fine

    - Che il congegno non abbia effetti nocivi a lungo termine, come già esiste per i telefonini in conversazione troppo a lungo

    Se tutte queste e altre possibili cautele sono garantite, come lo sono (sembra) in America, dico, perchè no? gli asili sono troppo spesso bersaglio di malintenzionati, e non vengono più colpiti solamente i figli dei ricchi.

    Goffredo

    Fonte/i: La notizia stessa
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io credo che sia un provvedimento piuttosto eccessivo. Se loro ritengono utile impiantare chip sui vestiti di bambini che semplicemente stanno in un asilo (luogo che dovrebbe essere tranquillo e lontano dai pericoli per i bambini), figuriamoci cosa si dovrebbe fare quando si porta il bambino in giro! Lì sì che può accadere qualcosa (sono accadute tante tragedie), eppure nessuno ha pensato di mettere chip ai bambini ogni volta che escono coi genitori o sotto casa.

  • 1 decennio fa

    ovviamente sono pro. magari gli smontiamo pure il cervello e gli mettiamo quelli di un cyborg così anzichè fare casino da bravi bambini lavorano in una catena di montaggio di giocattoli cinesi.

    e naturalmente braccia meccaniche per tutti.

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