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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

Qualcuno sa farmi un riassunto o relazione sul libro " Il bambino col pigiama a righe "?

Ciao qualcuno ha una relazione..Oppure sa farmi un riassunto che spiega bene questo libero ? Grazie in anticipo!!

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    RIASSUNTI

    Bruno è un bambino di otto anni che vive a Berlino con il padre Louis (un ufficiale nazista), la madre Elsa e la sorella Gretel. Un giorno il padre, viene trasferito vicino al campo di concentramento di Auschwitz per ordine di Hitler, e porta la famiglia con lui. Bruno decide di esplorare il giardino dietro la villa, anche se gli era stato vietato, fino ad arrivare alla recinzione del campo di sterminio, dove incontra Shmuel, un bambino ebreo della sua stessa età (nato il suo stesso giorno).Quasi ogni pomeriggio Bruno e Shmuel si siedono uno da una parte e l'altro dall'altra della rete e si confidano. La madre un giorno scopre le cose terribili che avvengono nel campo di concentramento. Comincia così a rivelare a Louis il desiderio di tornare a Berlino. Il padre crede che l'idea migliore sia che i figli ed Elsa tornino a Berlino. Ma Bruno non è felice perché finalmente ha trovato un vero amico. Il giorno stesso da la notizia a Shmuel, che gli dice che non trova più suo padre. Bruno la vede come una grande occasione per passare, per l'ultima volta, un po' di tempo con Shmuel e per scoprire cosa c'è al di là della rete. Così si mettono d'accordo: Bruno deve portare un po' di cibo per Shmuel, e Shmuel deve procurargli il pigiama (cioè la divisa dei detenuti del campo,simile,agli occhi di Bruno,appunto a un pigiama a righe). Il giorno dopo Bruno si infila il pigiama a righe, ed entra nel campo e quindi insieme incominciano la ricerca del padre. Entrando tutto il suo entusiasmo di esplorare è ormai svanito. Ma non fa in tempo a tornare indietro che suo padre, senza sapere che lui si trovi lì, ordina di avviare la marcia. Quel giorno sarebbe dovuto tornare a Berlino, e sua madre e Gretel non trovandolo incominciano a cercarlo disperatamente e avvertono il padre. La madre inizia a seguire la strada che porta al campo finché non trovano i vestiti di Bruno per terra, a pochi passi dal filo spinato. Nel frattempo, il padre entra nel campo e incomincia a cercarlo e si accorge che la marcia da lui ordinata aveva portato alla camera a gas, a nulla ovviamente serve il tentativo di fermare tutto, ormai accaduto. Il padre a distanza di un anno scopre la vera fine del figlio e si getta a terra aspettando che i soldati lo portino con loro, senza preoccuparsi di cosa gli sarebbe successo.

    il bambino col pigiama a righe narra la storia di un bambino che si trasferisce in una casa accanto ad un campo di concentramento per gli ebrei suo padre è un amico di Hitler ed è un comandante nazista.

    il bambino uscendo di casa per giocare arriverà fino al recinto spinato ed incontrerà un bambino ebreo di nome shmuel da quel momento nascerà una forte amicizia tra i due un legame così potente che li porterà entrambi alla morte.

    il bambino nazista che non capiva la crudeltà degli atti del padre decide di varcare il recinto ed unirsi agli ebrei per giocare un po ma insieme all' amico verrà portato in una camera a gas e lì morirà.

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  • 10 anni fa

    QUESTA E' UNA BREVE RECENSIONE

    La serena infanzia di Bruno s’infrange con il trasferimento del padre per motivi di lavoro. Insieme a tutta la famiglia lascia l’amata casa berlinese per recarsi in un luogo, che ha un nome troppo difficile per pronunciarlo correttamente. Si ritrova solo nella propria stanza e l’unica evasione sta nell’osservare dalla finestra una strana fattoria. Non sa spiegarsi perchè tutti quei contadini siano tremendamente magri e tristi, perchè indossino un pigiama per lavorare. La curiosità e il desiderio d’avventura lo spingono a varcare la porta proibita e correre alla scoperta del mondo circostante. Dall’altra parte del filo spinato incontra un altro se stesso, è un bambino della sua stessa altezza, stessa età, stesso giorno di nascita e, ancora non sa, dal suo stesso destino. La loro amicizia si trasformerà in un gioco pericoloso, complice un pigiama a righe...

    Il finale giunge inaspettato lasciando dentro un gran silenzio. La quarta di copertina del libro non dà accenni della trama, proprio per poter lasciar parlare i fatti, narrati così come si svolgono. Per questo alla fine ci si ritrova con un’angoscia non annunciata e non prevista. Quando l’animo ricomincia a far rumore producendo dei pensieri ci si accorge di provare la stessa pena per l’aguzzino e per il perseguitato poichè ambedue vittime di un ingranaggio distorto, dove la ragione umana perde ogni significato annebbiandosi d’insane ideologie.

    Il piccolo Bruno non appare nè come un martire nè come un eroe, solo un bambino, che sembrava nato dalla parte del più forte, invece tutti i bambini solo uguali nella loro innocenza e spesso in pericolo proprio per i raggiri degli adulti. Pagine di storia vera, meravigliosamente ricomposte come una fiaba da narrare alle generazioni più giovani, per regalare loro la coscienza degli errori passati in modo che sappiano schivare quelli futuri.

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