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Mr. Yellow ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

È solo una mia impressione o le fiabe per bambini...?

Tipo quelle di Hans Christian Andersen o dei Fratelli Grimm, hanno un che di diabolico? Non fraintendentemi non voglio demonizzare ne gli autori ne i racconti, ma prendiamo un esempio semplice:

Hansel e Gretel; cavolo due bambini che rischiano di essere canibalizzati da una vecchia che poi bruciano senza pietà? O-O Secondo me c'è qualcosa che non va...

Sarà che mi sento tipo Johnny Depp in Paura e delirio a Las Vegas, ma qui la cosa mi puzza.

Non mi dilungo in ulteriori riflessioni, non ne sarei capace. Spero comunque in conferme.

A voi la parola...

Aggiornamento:

@Rachel: cosa c'è di fenomenale in un serial killer ucciso da una piu furba di lui?

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    molti filosofi sostengono che non esiste un caratteristica comune alla categoria che definiamo "bambini". In altre parola è la società ad imporre ai bambini come essere.

    E oggi va di moda l'idea che i bambini siano fragili, innocenti, buoni e che desiderino coniglietti rosa e fiorellini.

    Ed effettivamente loro fanno quello che noi pensiamo che dovrebbero fare, cioè sembrano volere cogniglietti e fiorellini perché noi pensiamo che loro li vogliano e quindi creiamo attorno a loro un ambiente che questo da, anzi impone, a loro.

    In realtà molti studiosi cognitivi affermano che la mente dei bambini, per sua natura, ama l'orrido, ama il disgusto, la paura e il sadismo (bruciare formiche?) Questo non significa che devono essere persone cattive che fanno male agli altri, ma la loro mente è desiderosa di dark, di brividi, di vita vera...

    Infatti un bambino preferisce molto di più l'equilibrio tra momenti belli e momenti brutti, com'è la vita vera, che non un posticcio finto paradiso, che non solo nasconde l'umanità che rende bella la vita, ma presuppone che ci sia poi un periodo dove ci sarà solo l'inferno, per controbilanciare.

    Ecco perché i bambini che vivono nella terra dei coniglietti rosa fino all'adolescenza, se non la maggiore età, e poi vengono buttati nel mondo vero; diventano persone o depresse e fragile o arroganti e fredde. Perché è tutto esagerato, al paragone con il finto mondo in cui vivevano, e tutti stranamente pericoloso. Se invece un bambino vive fin da subito nella realtà cosi com'è, con i suoi alti e bassi, con le sue giornate di sole e tempeste, allora non ci sarà mai un momento in cui si indurirà o deprimerà o ribellerà fine a se stesso, perché la vita che vedrà sarà sempre la stessa, e non ci sarà mai il passaggio brusco da un estremo all'altro.

    Infatti per quanto noi cerchiamo di imporre ai bambini un infantile aseticcismo inserendoli in ambienti sempre più asettici e finti (basta vedere certe scuole materne, ma anche elementari) non dobbiamo dimenticarci che loro non hanno neppure schifo delle loro feci e ne sono anzi affascinati, come sono affascinati dal sangue e da tutto quello che la nostra bigotta cultura ha dichiarato come sporco e cattivo... cioè tutto ciò che è puramente umano.

    Le fiabe erano pensate per i bambini veri prima che la cultura borghese finto-moralista li tramutasse in delicate amebe avulse dalla realtà per essere immerse in un mondo posticcio che loro stessi odiano, e che secondo me apre le porte per molti dei loro traumi futuri. Infatti prendo come esempio la mia vicina che ha quasi 5 anni e oltre ad avere paura dell'aria che respira e a non lasciare mai le gambe della madre, conosce solo un modo per ottenere quello che vuole (anche cose semplicissime come un bicchiere d'acqua che basterebbe chiederlo) cioè mettersi a piangere e urlare. E secondo me non si torna indietro. Sarà una ragazza pretenziosa che si lamenta di tutto e che alla prima difficoltà cercherà di farla finita.

    I miei genitori ci portavano al fiume, ho imparato a stare attento ma anche ad accettare che a volte è inevitabile farsi male, guardavano film seri con noi (ho visto Pomodori Verdi Fritti a 7 anni l'ho capito e adorato) non usavano strani nomignoli per le cose (il pene era pene, al massimo pisello) non inventavano per noi regole che non valessero anche per loro, non avevano timore di spiegarci un fatto visto al telegiornale o di spiegarci bene quando la zia è morta di cancro (così che siamo potuti andarla a trovare anche quando era ridotta a pelle e ossa in ospedale, piuttosto che rinunciare a vederla per quelle ultime volte solo perché eravamo piccoli) e io a 4 anni ero in grado di fare una conversazione sulle cose che mi interessavano, sapevo fare le cose da me o chiedere senza gridare o piangere con il viso che diventa viola e non avevo paura di tutto ne mi lamentavo di ogni cosa.

    Fonte/i: Le fiabe disney non sono così asettiche. Bambie è crudo, Pinocchio è crudo, Fantasia è un trip allucinante. Però Disney teneva anche all'aspetto estetico e sinceramente immaginare disegni bellissimi di una vecchia con le gambe bruciate e putrefatte... lo troverei fuori luogo, quindi capisco la scelta di rendere le storie meno cruente, più in linea con il tratto solare e gli splendidi disegni. Ma non era un modo per nascondere qualcosa ai bambini, infatti Walt Disney diceva sempre che non bisogna pensare ai bambini come a dei fiori delicati pronti a spezzarsi e che non bisognerebbe mai mentire ad un bambino convinto di proteggerlo con le bugie. Un ultima cosa: le favole non sono nate per mostrare ai bambini che esisteva il male nel mondo. Prima dell'era moderna non esisteva il concetto di nascondere ai bambini l'esistenza del male. E infatti i bambini il male ce l'hanno dentro come tutti gli altri. Il male non è un qualcosa separato dal bene, è solo una scelta di comodo. Un bambino è capacissimo di picchiare un altro bambino per rubargli un giocattolo. E' la scelta più comoda, fregarlo a qualcuno invece di trovare un modo più etico, ma più faticoso, di ottenere quello che uno vuole. Non esistono persone malvage, esistono solo persone che compiono scelte di comodo ignorando le conseguenza che hanno sugli altri, perché prevale la soddisfazione personale a tutti i costi. In realtà le favole, proprio come i detti, esistevano per essere delle lezioni di vita, per piccoli e grandi. Alcune hanno delle vere e proprie morali (non gridare al lupo, ad esempio) altre invece insegnano a continuare a seguire uno scopo anche attraverso le avversità oppure a non lasciarsi corrompere da chi promette troppo.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    In effetti quelle originali non le leggerei mai a un bambino prima di metterlo a letto. Io ho letto quelle originali a diciotto anni, e ho ringraziato il cielo per non avere permesso a mia madre di leggermi quelle vere bensì quelle "epurate" della Disney, dove tutto finisce bene e anche i cattivi si redimono.

    Qualcuno forse penserà che ciò non abbia contribuito a farmi avere un contatto con la realtà, e un po' forse è vero, ma sono certa che sarei cresciuta ancor più paranoica di quanto già non sono, se mi avessero raccontato che le sorellastre di Cenerentola si tagliano gli alluci per riuscire a calzare la scarpetta e che alla fine vengono loro cavati gli occhi dai corvi. Non è il massimo per conciliare il sonno, non credete?

    Permettimi di dissentire, Bronza tic tic, nella mia famiglia siamo cresciuti con Disney e con Barbie, e nessuno di noi è imbecille, te lo assicuro. Io ho i piedi per terra un giorno sì e tre no, ma non credo sia colpa dei cartoni che ho visto da piccola. Quanto ai cartoni animati giapponesi, li detesto sin da quando ero bambina, perché mi accorgevo immediatamente delle tematiche che venivano affrontate, e mi angosciavano (e se un bambino si angoscia, i genitori cominciano a farsi delle domande).

  • 1 decennio fa

    La migliore è Barbablu : avevo otto anni quando la lessi :-D e la trovai fenomenale

  • Ma sinceramente,chi dice che le fiabe siano state in passato rivolte ad un pubblico infantile? Ho letto la Sirenetta e ha un lieto fine triste; Barbablu idem; Cenerentola e Biancaneve mi hanno traumatizzato (e ho 20 anni). Insomma leggere delle gran amputazioni e cavamenti di occhi...non è proprio il massimo. Credo piuttosto che le fiabe e le favole siano state etichettate come racconti per bambini più tardi rispetto alla data di stesura dei racconti. E si sa. Il mondo dei bambini deve essere puro, immacolato, legiadro, bello. Ecco perchè si cambiano i finali (in meglio) delle storie. Provate a leggere Biancaneve ad un bambino di 6 anni. Si metterà a piangere e farà incubi.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Concordo con bronza tic tic che le favole servivano per mostrare ai bambini che nel mondo esiste il male.

    Comunque considera anche che, in origine, i fratelli grimm non scrissero le loro favole per un pubblico di bambini. Loro fecero semplicemente una raccolta degli antichi racconti popolari che circolavano fra la gente semplie già da secoli sotto forma di tradizione orale. Il loro intento era quello di conservare la cultura popolare, non di divertire i bambini.

    Infatti la disney ha addolcito decisamente tutte le favole (e secondo me ha fatto bene. Se leggessi hansel e gretel o anche cenerentola in versione originale ad un bambino, quello avrebbe gli incubi invece di divertirsi)

  • ?
    Lv 6
    1 decennio fa

    Beh, se trovi queste 'truculente', leggiti le originali. Cose pazzesche da film horror.

  • 1 decennio fa

    Concordo, sono orribili e truculente.

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