? ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

sbizzarritevi! un pezzo romantico di un libro?

dove viene descritto un bacio travolgente, uno scambio di sguardi emozionante...

3 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ma scritto da noi o trovato in giro? Questo è scritto da me.

    Una volta in casa, Drache se la prese con calma e, come prima cosa, andò in cucina a bersi un po' d'acqua. Uscendo, prese una mela dal cesto della frutta e se ne andò in cerca di Khady. Khady si era già tolta i parapolsi e aveva alzato una gamba su una sedia per togliersi i parastinchi. Sentì netto lo stock del primo morso che Drache diede alla mela. Fece per girarsi.

    - Non voltarti.

    Khady bloccò il movimento. Si fermò un attimo e tornò a togliersi i parastinchi. Poi si sfilò da dietro la pistola e posò il pugnale sul comodino. Drache diede un altro morso alla mela.

    Khady infilò le mani sotto il giubbotto, lo alzò e lo fece passare sopra la testa. Si massaggiò un po' il collo e inarcò la schiena, poi passò a verificare l'equipaggiamento. Lo sguardo di Drache, che spaziava dal collo alle caviglie, sembrava nato per distrarla e dovette ripetere l'operazione due volte. Lui prese a sorridere soddisfatto e staccò un altro morso. Quand'ebbe finito, lei cercò di nuovo di voltarsi.

    - Ti ho detto di non voltarti. Spogliati.

    Lei allora si tolse le scarpe e le mise sotto la sedia chinandosi. Poi slacciò la cintura dei pantaloni e li sfilò, appoggiandoli sulla stessa sedia. Drache seguiva attentamente tutta l'operazione, continuando a sorridere e a mangiare la sua mela. Lei si sbottonò la camicia e, mentre la sistemava sullo schienale, lo sentì appoggiare la mezza mela che rimaneva.

    Quando cercò di sfilarsi la maglietta, trovò che le mani di lui erano già lì. Fu lui a toglierle la maglietta e lui a slacciarle il reggiseno e a farlo scivolare fino a terra. Rimase per un po' a guardarla e ad accarezzarle la schiena. Lei gli si appoggiò ad una spalla e gli offrì la bocca. Lui le carezzò le labbra e l'accontentò.

    Poi le baciò il collo e iniziò a fare sul serio.

  • 1 decennio fa

    "Mi sembra che il tuo Uomo-Gesù sia un po' un figlio di ******* quando si tratta di donne", replicò Roland. "Si è mai sposato?"

    Gli angoli della bocca di Callahan fremettero. "No", rispose, "ma la Sua ragazza era una prostituta."

    "Be'", commentò Roland, "è già un inizio."

  • 1 decennio fa

    Amo molto questo brano del Trionfo della morte di d'Annunzio.

    Erano su la collina, di notte. La luna saliva per l'arco del cielo.

    Una fresca umidità si dilatava nelle vaste masse vegetali ancor

    vibranti dell'acquazzone pomeridiano. Tutte le fronde

    lacrimavano, e quelle miriadi di lacrime adamantine

    riscintillavano al chiarore lunare transfigurando la selva. Come

    Giorgio urtò per caso un fusto, le gocce luminose caddero dai

    rami scossi su la persona d'Ippolita e la constellarono. Ella diè un

    piccolo grido; poi rise.

    - Ah perfido! - mormorò ella imaginando che Giorgio avesse

    voluto sorprenderla con quell'aspersione improvvisa; e si accinse

    alla rappresaglia.

    Alberi ed arbusti agli urti si spogliavano delle loro gemme

    liquide con un crepitìo vivace, mentre le risa della donna

    squillavano a intervalli giù pel declivio. Giorgio anche rideva

    rispondendo, subitamente immemore dei suoi fantasmi,

    lasciandosi conquistare da quella seduzione giovenile, lasciandosi

    penetrare da quella vivificante freschezza notturna in cui si

    scioglievano tutte le fragranze terrestri. Egli cercava di giunger

    primo all'albero che appariva con la chioma più carica, ed ella gli

    contendeva il passo con ardire correndo sicura sul pendìo

    sdrucciolevole. Giungevano per lo più insieme presso il tronco

    designato e lo scotevano insieme rimanendo sotto la pioggia.

    Nell'ombra mobile del fogliame, sul volto d'Ippolita il bianco

    degli occhi e il bianco dei denti rendevano uno splendore

    straordinario; e le minutissime stille, come un pulviscolo di

    diamante, rilucevano su i capelli lievi delle tempie, su le gote, su

    le labbra, perfino nei cigli, tremule nel tremolìo del riso.

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