alimentazione vegetariana e inquinamento, dove sta il lgame?

ciao a tutti, vorrei che mi aiutaste a chiarire questo mio dubbio.

qualche settimana fa ho rivolto una domanda su answers circa l'alimentazione vegetariana e tra le tante risposte un utente mi disse che non solo mangiare vegetariano sia una buona abitudine alimentare (ok, fino a qui ci so') ma che se tutte le persone cessassero di mangiare carne alcuni grandi problemi che affliggono il nostro pianeta sarebbero notevolmente ridimensionati, problemi quali la desertificazione, l'inquinamento e le carestie.

ecco, bene, è questo il punto che non capisco, e vi sarei grata se voi mi spiegaste dove sta il legame tra l'alimentazione vegetariana e l'inquinamento.

Lev Tolstoj dise :

"Fino a quando ci saranno macelli, ci saranno anche campi di battaglia"

analogamente a lui, un filosofo, non ricordo se Socrate o Platone individuava nel abitudine di mangiare carne la causa di tutte le guerre e i conflitti.

cosa ne pensate di queste affermazioni??

e bèh...ancora una domanda (so che forse avrei dovuto fare tre domande separate)..questa forse vi sembrerà sciocca....

ma il miele è proibito in una dieta vegana?? (io senza miele non ci ptrei stare...)

grazie in anticipo per risposte, spero che non mi lapidiate (non so perchè ma in questa sezione c'è sempre qualcuno che risponde in modo aggressivo e provocatorio, quasi che io ho paura a fare le domande ^^)

Bye!!

10 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La bistecca che distrugge il pianeta.

    L’impatto ambientale del consumo di carne è molto più devastante di quanto non si sia pensato fino ad ora.

    Lo affermano gli scienziati americani Robert Goodland e Jeff Anhang, co-autori di Livestock and Climate Change, uno studio pubblicato sull’ultimo numero dell’autorevole World Watch magazine dove affermano che oltre metà dei gas serra (o GHG) prodotti oggi dall’uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di bestiame.

    Già nel suo dossier del 2006 Livestock's long shadow (La lunga ombra del bestiame) La Fao aveva attestato come il settore della produzione di carne sia causa del 18% delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane: una percentuale simile a quella dell'industria e molto maggiore di quella dell'intero settore di trasporti (che ammonta a un 13,5%).

    Ma secondo le più recenti rilevazioni effettuate da Goodland e Anhang il bestiame e i suoi sottoprodotti immettono nell’atmosfera oltre 32.6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio all’anno, ovvero il 51 % delle emissioni di GHG prodotte annualmente nell’intero pianeta.

    La carne presente nella nostra dieta è responsabile, insomma, dell'immissione in atmosfera di una quantità di gas serra - anidride carbonica (CO2), metano, ossido di azoto e simili – ben maggiore di quella immessa dai mezzi di trasporto o dalle industrie. Il motivo? Per la produzione di 225 grammi di patate si emette una quantità di CO2 pari a quella generata dal guidare un'auto per 300 metri. Per la stessa quantità di asparagi, è come guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto di più: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri.

    La conclusione dei due ricercatori è drastica quanto inevitabile: “Per invertire il devastante trend che sta inesorabilmente modificando il clima del pianeta Terra basterebbe sostituire i prodotti animali con quelli a base di soia o di altre colture vegetali. “Questo approccio avrebbe effetti molto più rapidi sulle emissioni di GHG e sull’effetto serra di qualsiasi altra iniziativa per rimpiazzare i combustibili fossili con energia rinnovabile”, affermano i due esperti.

    Non si tratta, insomma, dell’ennesima moda alimentare o imperativo etico-religioso ma di una condicio sine qua non per assicurarsi che il nostro meraviglioso pianeta esista ancora per i figli dei nostri figli. Prima che sia troppo tardi.

    Robert Goodland è nato in Guyana e ha vissuto in Canada. Per un dottorato di ricerca in Ecologia si è trasferito in Brasile. Gli è stata conferita una medaglia dall'International Union for Conservation of Nature, è stato il Senior Advisor per l'ambiente Gruppo della Banca mondiale a Washington, DC tra il 1978 e il 2001. La Library of Congress elenchi 35 delle sue pubblicazioni. Ha fatto parte del indipendenti valutazione dell'industria estrattiva del petrolio del Gruppo della Banca mondiale, il gas e il portafoglio minerario (2001-2004), e ha lavorato per il Pannello di controllo nel 2005 e 2006. E 'stato eletto presidente della Ecological Society of America (Metropolitan) e presidente della International Association for Impact Assessment.

  • per l'inquinamento per diversi motivi:

    1. gli allevamenti intensivi producono scorie molto concentrate che vengono rilasciate nell'atmodfera sotto forma di gas metano oppure nell'acqua vengono rilasciate le feci e altre deiezioni degli allevamenti... con relativa acidificazione dell'acqua che arriva nel mare ...ovvio che nelle feci ci sono i residui dell'alimentazione che nel caso degli allevamenti intensivi sonsiste anche in medicinali antibiotici ed altro.

    2. per gli allevamenti ci vogliono foraggi sempre più grandi che vengono ricavate dalle foreste

    quindi: -> rilascio sempre maggiore di CO2 con riduzione dalla parte che lo assorbe quindi andiamo a controbilanciare l'ambiente egli ecosistemi.

    Il punto 2 spiega la tua seconda domanda: lo spazio si v a cercare spessissimo in paesi poveri con popolazione povera che crepa di fame e quindi ne consegue una lotta per lo spazio: spazio per il mangime delle bestie o spazio per nutrire il popolo?

    per la terza domanda: si e no dipende... so che in progetti di ecovillaggio vegan si pensa ad usare il miele solo una volta l'anno usando l'eccedente dalla produzione delle api, cosi da far in modo di non sfruttarle. perchè di solito queste creature vengono sfruttate, stressate e muoiono in pochissimo tempo...già che non vivono tanto a lungo :-(

    e senza api, come disse Einstein, non vivremo tanto a lungo perciò dare un poco di tregua a loro non sarebbe male ;-)

  • 1 decennio fa

    1) Gli animali "da carne" vengono nutriti anche con legumi e cereali. Sono alimenti molto proteici e vengono dati anche ad animali erbivori, come le mucche. Lo scopo è di farli crescere più velocemente. Per questa ragione, gran parte dei cereali e dei legumi coltivati nel mondo servono a nutrire (perlopiù contro natura) animali che diventeranno cibo o produrranno latte o uova per l'uomo. Per far fronte all'immane domanda di carne c'è la necessità di ricavare sempre più spazi per l'agricoltura. Legumi e cereali potrebbero essere usati direttamente per nutrire l'uomo e, se si considera che occorrono in media 10 - 15 kg di vegetali per ottenere un kg di carne, questa strategia è catastrofica. Inoltre gli allevamenti intensivi sono una delle principali cause di emissione di gas serra e di inquinamento delle acque. Per far spazio a nuove coltivazioni, si abbattono le foreste. Di qui, siccità, inondazioni, carestie. In un mondo vegano, il numero di animali che si impiegano per l'alimnentazione umana diminuirebbe enormemente e potrebbero tornare a nutrirsi secondo natura. E il cibo prodotto potrebbe essere usato per nutrire direttamente gli esseri umani.

    2) Molti filosofi antichi ritenevano che l'uccisione di animali fosse contro la natura dell'uomo e lo rendesse peggiore. Per questo si riteneva che il consumo di carne favorisse le manifestazioni di violenza. Concordo anche con la frase di Tolstoj: finché non si imparerà rispettare la vita degli animali non si rispetterà neppure quella degli uomini.

    3) Nella produzione del miele le api subiscono dei maltrattamenti. Nell'operazione di smielatura è inevitabile che alcune api vengano uccise. Inoltre la fecondazione della regina avviene artificialmente. Il seme viene estratto dal maschio dopo la sua uccisione. Il miele quindi è inadatto ai vegani.

  • 1 decennio fa

    perchè litri e litri di acqua vengono impiegati per portare avanti gli allevamenti.

    perchè kg e kg di cereali vengono impiegati per dar da mangiare a gli allevamenti (che potrebbero invece sfamare esseri umani)

    si, il miele non si mangia.

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  • 1 decennio fa

    Ciao, ti hanno già detto tutto riguardo l'inquinamento, per le carestie, penso si riferiscano al 3o mondo, ti spiego:

    Chi vive nel terzo mondo, è così povero da non potere mangiare un pugno di riso al giorno, mentre i paesi ricchi allevano 25 miliardi di animali l’anno e li foraggiano con prodotti della terra che potrebbero sfamare tutti gli affamati del Globo.

    Anzi, basterebbe addirittura l’utilizzo solo del 15% delle coltivazioni specifiche per animali.

    Ma il fatto che fa più scalpore è che alcuni paesi come l’Argentina o il Brasile producono alimenti o direttamente animali per i paesi industrializzati a scapito della foresta amazzonica e dei poveri brasiliani (grazie anche a McDonald’s).

    Anche molti paesi Africani sfruttano il loro territorio per l’occidente ma di certo per “non” avere cibo in cambio.

    Infatti l’unico grande Paese dove povertà ed alimentazione trovano un equilibrio è l’India hindu.

    Qui infatti l’abitudine vegetariana garantisce il minimo anche ai più poveri.

    Purtroppo la cultura della carne non aiuta gli altri paesi poveri e neanche coloro che si definiscono patrioti della causa del terzo e secondo mondo.

    L’Unicef, la Fao e tutti i colossi che a loro dire combattono la fame nel mondo, sperperano risorse per continuare a proporre (o fingere di proporre) un sistema dispendioso e costoso ai paesi poveri.

    Non basterebbero 3 globi terrestri per allevare un numero di poveri animali sufficienti a sfamare tutti gli uomini della terra.

    Infine, per il miele, non si usa in una dieta vegan, ma al suo posto puoi usare il malto, che è quasi uguale, ti consiglio quello di riso o quello di miglio, a seconda dalla dolcezza che vuoi ottenere ^^

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non solo Tolstoj era vegetariano, anche come Orfeo, Abaris, Aristea, Epimenide, Teofrasto, Pitagora, Plutarco, Elisèe Rèclus, Helmut Kaplan, Tom Regan, Franz Kafka.

  • Gli allevamenti, soprattutto quelli intensivi inquinano molto perché vengono disboscate delle zone per fare spazio, e poi quel posto è come una fabbrica produce le più varie schifezze, la frase che ci hai proposto era di Platone che era anche lui vegetariano. Penso che la frase di Platone sia molto profonda e possa prendere vari aspetti. I vegani non mangiano miele perchè vengono sfruttate e maltrattate le api, io anche se sono vegetariana mangio solo miele biologico.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Per la risposta:

    http://www.alimentazionesostenibile.org/ebasta/dat...

    "..Se mangi un quantitativo auspicabile di carne non succede niente...."

    Si, hai perfettamente ragione, ... considerando che il quantitativo auspicabile è ZERO.

    "...Una persona normale si nutre sicuramente più di cibi di origine vegetale che animale. E che mangiare troppa carne non faccia bene, lo si sa da almeno 20 anni..."

    Che mangiare troppa carne non faccia bene, lo si sa.... ma poi non ci si comporta di conseguenza... cioè non si prova a ridurne il consumo o ad eliminarla del tutto...

    http://fendente3.wordpress.com/2010/03/01/area-cli...

    "...nessuno dice mai quello che più è ovvio: è l'industria che consuma, che inquina, che macina risorse..."

    Allora, facciamo l'esempio dell'acqua. Negli Stati Uniti il consumo dell acqua è così distribuito:

    Agricoltura 70%

    Industria 20%

    Consumo diretto umano 10%

    Per quanto riguarda l'agricoltura la maggior parte dell'acqua va alla zootecnia e alla produzione dei mangimi per la zootecnia. Quindi:

    50% (LA META' DI TUTTA L'ACQUA DISPONIBILE) va alla produzione della carne

    20% (Produzione di alimenti vegetali per il consumo umano)

    20% Industria

    10% consumo diretto umano.

    L'Industria non arriva a consumare neppure la metà dell'acqua utilizzata per la produzione della carne, considerare che per un chilo di carne di manzo occorrono 100.000 (centomila) litri d'acqua.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se mangi un quantitativo auspicabile di carne non succede niente.

    Una persona normale si nutre sicuramente più di cibi di origine vegetale che animale. E che mangiare troppa carne non faccia bene, lo si sa da almeno 20 anni.

    Per cui uno s'adatta. Ed adotta una dieta equilibrata il più possibile.

    Poi c'è anche gente che non riesce proprio a stare senza mangiar carne non dico una volta al giorno, ma quasi.

    Personalmente ne mangio talmente poca che se tutti facessero come me nemmeno ci sarebbero gli allevamenti.

    Che poi stiamo sempre lì a parlare della soia data alle vacche invece che agli uomini e nessuno dice mai quello che più è ovvio: è l'industria che consuma, che inquina, che macina risorse.

    A nessuno qui dentro viene in mente di comprare meno, di consumare meno, di risparmiare denaro facendosi le cose in casa acquistando le materie prime.

    Ora, non si pretende d'avere una sfoglina in casa, ma se ti compri 250 gr di tagliatelle, ad esempio, hai fatto viaggiare uova e farina alla fabbrica, le tagliatelle sono state fatte consumando energia, impacchettate nella plastica e nel cartone, spedite al deposito col camion, col camion portate al supermercato e di lì con la macchina a casa tua...cavolo, hanno viaggiato più di me.

    Ma ridurre i consumi, autoprodurre (compatibilmente col resto della vita, s'intende) non è un argomento che sentirai molto qui dentro. Qui si preferisce aderire al consumismo bio piuttosto che sbattersi a ridurre l'impatto sull'ambiente, qui te la prendi coi medici che fanno ricerca e mai con le industrie che inquinano a manetta.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ma sono il solo che quando si siede a tavola se ne sbatte di tutto il resto?

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