selvatica ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 1 decennio fa

quale è la civiltà corretta....o come la vorresti Tu ?

Tratto da: "Sai che gli alberi parlano?" Ed. Il Punto d'Incontro

Prima che arrivassero i nostri fratelli bianchi per fare di noi degli uomini civilizzati,

non avevamo alcun tipo di prigione.

Per questo motivo non avevamo nemmeno un delinquente.

Senza una prigione non può esservi alcun delinquente.

Non avevamo né serrature, né chiavi e perciò, presso di noi non c erano ladri.

Quando qualcuno era cosi povero, da non possedere cavallo, tenda o coperta, allora egli riceveva tutto questo in dono.

Noi eravamo troppo incivili, per dare grande valore alla proprietà privata. Noi aspiravamo alla proprietà, solo per poterla dare agli altri.

Noi non conoscevamo alcun tipo di denaro e di conseguenza il valore di un essere umano non veniva misurato secondo la sua ricchezza.

Noi non avevamo delle leggi scritte depositate, nessun avvocato e nessun politico, perciò non potevamo imbrogliarci l'uno con l'altro.

Eravamo messi veramente male, prima che arrivassero i bianchi, ed io non mi so spiegare come potevamo cavarcela senza quelle cose fondamentali che - come ci viene detto - sono cosi necessarie per una società civilizzata.

Cervo Zoppo

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Lettura interessante ed esplicativa.

    Gli indiani d' America hanno perso perchè non organizzati, non sorretti dalla legge, inconsapevoli di altre civiltà e tipi di società.

    Non bisogna dimenticarsi che il continente americano fu il luogo dove la feccia europea, galeotti e prostitute, ma anche sette religiose non accettate nel vecchio continente, fu mandata a colonizzare un territorio vergine sotto tutti i punti di vista.

    La società violenta che ne venne fuori mancava della diplomazia tipica dell' Europa e si prese gli spazi come era abituata a fare, con uccisioni ed espropri illegali.

    Una società utopica non dovrebbe avere prigioni, tutti dovrebbero essere allo stesso livello senza status che distingua gli uni dagli altri.

    Ma come ho già detto è utopia. Nelle mie più infantili ideologie rimango attaccata a quella più convincente e cioè che la causa di tutti i mali sia l'ingiustizia sociale e lo spasmodico rincorrere la ricchezza a scapito di chi non ha più niente.

  • ciccio
    Lv 4
    1 decennio fa

    è quella in cui, date le regole Tutti le rispettano, perchè Tutti hanno contribuito a formulare tali regole e perchè Tutti ne avranno il loro equo ritorno

    molto bello il mondo descritto da Cervo Zoppo, tuttavia, quando il numero di individui inizia ad essere alto rispetto alle risorse disponibili, ecco che è necessario mettere delle regole, regole che aiutino tutti a vivere degnamente la loro esistenza

  • Senza dubbio è un bel passo, ma molto improbabile che sia esistita una simile cultura senza delinquenti, leggi e un capo ben preciso, a meno che non si trattasse della cultura del giardino dell'Eden dove si presume che bene e male non esistessero, o meglio, coincidessero.

    Ogni società è basata su delle regole che devono essere rispettare. Queste regole sono chiamate leggi e sono fondamentali in ogni cultura, tanto quanto la figuara di un capo che ne guidi e ne indirizzi gli orientamenti. L'essere umano non è avvezzo al semplice rispetto delle leggi, anzi spesso le trasgredisce. E' una cosa naturale e che ci rende quello che siamo. Non esiste alcun individuo che almeno una volta in vita sua non abbia trasgredito una legge e non si sia comportato male.

    La libertà, in una società, nasce proprio dall'esistenze di tali leggi. Essa è regolata e la società forse più corretta è quella che limita la nostra libertà individuale entro il rispetto delle leggi, essere stesse ispirate a principi di rispetto e comprensione altrui.

    C'è una società che mi piacerebbe vedere un giorno: un mondo effettivamente e veramente libero, basato appunto su leggi che rispettino la persona e i sentimenti di amore e rispetto; una società dove si possa discutere senza essere spesso condannati per le proprie idee solo perchè diverse. Tu dirai che questa società somiglia molto a quella in cui viviamo, ma non è proprio così. Basti pensare a quanto ogni giorno fatichiamo per farci ascoltare, comprendere e accettare nelle nostre idee e nel nostro ragionamento. Trovo che proprio l'affrettatezza con cui spesso si venga giudicati per le proprie opinioni, sia uno dei fattori più deleteri di questa società. Ma si sa, è pur sempre essa una caratteristica dell'uomo. Non ce ne possiamo liberare forse, ma ben consci del nostro limite, sta a noi anche trasgredirlo e instaurare una nuova forma di rispetto sociale. Ci sono tanti begli ideali nel mondo: il senso di appartenenza, di nazionemi piacerebbe che si coniugassero con valori nuovi e meno violenti in cui una patria o una nazione può essere meta di chi lo desideri in qualsiasi parte del mondo egli sia nato.

    Però se è vero che siamo quello che siamo, miseri individui senza grazia alcuna, è anche giusto affermare che al di là di ciò che vorremmo, quello che abbiamo è anche quello che in definitiva ci meritiamo.

  • 1 decennio fa

    Ho la sensazione netta che la favola del Cervo guardi i fatti da un solo punto di vista à têtes renversées come un razzismo capovolto.

    Io che non credo nelle razze, figuriamoci nel razzismo, resto perplesso; la favola del Cervo si attaglia a tutte le culture, solo che i tempi di attagliamento non coincidono, per cui, se per alcune avviene oggi, l'oggi di esse si inserisce in in una maglia dove molte differenti culture l'hanno vissuto 10.000 anni fa, o 5.000 o 2.000; ciò mi fa sperare e, quindi, credere nel globalismo... totale, senza buchi neri, cui non so se avrò la fortuna di assistere nemmeno all'inizio.

    Non capendo la suddivisione in razze, né di altra sorta - a mo' di quelle ottocentesche del tutto appiccicate all'uomo come piante in un orto botanico - là dove le uniche differenze rispetto agli animali stanno nell'essere mammiferi superiori con pari capacità potenziali uguali per tutti.

    Il futuro più lontano è un traguardo di indifferenziazioni somatiche a livello tale che ognuno possa essere fratello di chiunque e di nessuno - in conseguenza di differenziazioni psichiche e caratteriali tra individuo e individuo.

    Quello che dice il Cervo mi sta bene, tutto, purché non si riferisca a uno stato di avvio ma, piuttosto, a un traguardo finale, globale.

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  • 1 decennio fa

    Il concetto di civilta corretta e un concetto sbagliato nn esiste qualcosa di assolutamente corretto cosi come nn esiste qualcosa di completamente sbagliato e nn esisto civilta che siano tali x tutta la durata della loro storia esse seguono una ciclicita avolte sono comuniste fasciste democratiche piu o meno corrette ma solo dal nostro punto di vista esse cambiano solo da fuori dentro a livello di ogni persona sono sempre le stesse possono cambiare se un numero sufficente di persone tende verso una certa "pendenza" ma poi anche quelle persone cambieranno...se tu vuoi fare una civilta CORETTA nn devi includere persone umani dentro dato che le persone sono formate da conflitti e tali conflitti si rispecchiano nella opera dell uomo qualunque essa sia :)

  • 1 decennio fa

    Perfettamente!!!...è una cosa bellissima quella che hai ricordato, sono i preconcetti e gli atti burocratici che ci legano al male.

  • connie
    Lv 7
    1 decennio fa

    Prima che arrivassero i nostri fratelli bianchi,le nostre donne partorivano fra le foglie, da sole, e se facevano figlie femmine le abbandonavano nel bosco(Cosi' succede ancora in Congo quando lo stregone viene chiamato per un malanno che esiste nella capanna. La liberazione dagli spiriti malefici avviene con l'abbandono dell'ultimo nato in quella capanna. Me lo ha raccontato una suora missionaria che con altre suore girano per i boschi alla ricerca di bambini anche di tre o 4 anni)

    Prima che...le femmine in cina erano obbligate a stringere i loro piedini( 30 di piede) fino al punto che, diventate adulte non camminavano piu'

    Prima che...non superavamo i trent'anni di vita

    E altre mille difficolta' che oggi abbiamo superate, quello che invece non abbiamo ancora imparato e' vivere l"AMORE,

    Se questo avvenisse vivremmo gia' il Paradiso in terra

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