parere su un breve racconto?

Non avendo un ca@zo da fare mi sono messo a scrivere un racconto di poche righe su un mio risveglio dopo una nottataccia in gita a Monaco di Baviera.... vi chiedo qualche parere sullo stile e il modo di scrivere. Lo so che la sezione non è molto adatta però vista l'età media qualcuno potrebbe immedesimarsi nel racconto e magari rivivere qualche bel momento vissuto durante le gite. Per i piccolini che non hanno ancora vissuto l'esperienza di una gita all'estero potrebbe essere istruttivo :D...

Sono sveglio ,disteso sotto il lenzuolo a fissare il soffitto da diversi minuti, ma le mie gambe si rifiutano ancora di muoversi. L’aria viziata che mi percorre le narici è impregnata di un’acre puzza di fumo e in tutta la stanza 312 domina una leggera penombra .

Girando lentamente la testa verso il comodino intravedo un posacenere stracolmo di cenere e filtri color ocra fatto con lo stesso marmo striato delle lapidi, assomiglia ad una fossa comune per mozziconi.

Allungo il braccio a tentoni riuscendo ad afferrare un pacchetto di Lucky Strike e con un po’ di difficoltà mi accendo una sigaretta… le cifre luminose della sveglia indicano le 4.58 a.m.

Faccio uno sforzo per scendere da quel materasso morbido e accogliente e vago senza meta per la stanza cercando di evitare cumoli di vestiti sporchi, bottiglie semivuote di alcolici scadenti e adolescenti in coma profondo sulla grigia moquette polverosa.

Lanciato un ultimo sguardo alla fauna in semi-letargo del monolocale mi dirigo verso la finestra ed un attimo dopo averla spalancata lentamente, facendo attenzione a non svegliare nessuno, una folata pungente di aria gelida mi colpisce in pieno petto come un toro alla carica, rabbrividisco.

Mi guardo intorno e mi infilo la prima felpa che trovo, è rosa pastello e insiste per salire fino all’ombelico, ma poco importa. Tornato al davanzale, il mio sguardo si muove quasi automaticamente seguendo la linea sconnessa dei tetti orizzontali dei palazzi, sormontati da una fitta selva di antenne e parabole, e si sofferma all’orizzonte dove la palla rosso fuoco del sole sta lentamente nascendo.

La prima luce dell’alba colora una piccola porzione di cielo e le rade nuvole all’orizzonte di un intenso arancione, intorno ad esse inizia a farsi strada l’acceso ceruleo del cielo di inizio primavera, ma sul resto del paesaggio domina ancora una penombra simile a quella che aleggiava nella stanza. E’ tanto tempo che non vedevo nascere il sole, mi ero quasi dimenticato quanto potesse essere bello.

Nonostante l’ora per le strade c’è parecchio movimento: ad intervalli irregolari ,macchine sportive e utilitarie rumorose, sfrecciano lungo il monotono viale dell’hotel rallentando bruscamente in prossimità dei semafori ancora disattivati che lampeggiano costantemente di una luce gialla. Sui marciapiedi, tra i non pochi pedoni, catturano la mia attenzione due ragazzi dall’andatura barcollante che, da buoni amici di vecchia data, o spinti da una sorta di solidarietà etilica, si sorreggono a vicenda. Intanto una bella ragazza dalla lunga chioma bionda, coperta solamente con un top e una minigonna elasticizzata, li supera con un passo svelto, scandito dal rumore ritmico e regolare dei tacchi dei lunghi stivali di pelle che sbattono contro l’asfalto… ha tutta l’aria di essere una prostituta.

Fermo e immobile davanti alla finestra, rapito da quell’atmosfera quasi surreale, mi domando se la città si stia risvegliando o se sta ancora decidendo quando andare a dormire.

6 risposte

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  • 10 anni fa
    Migliore risposta

    Mi piace il modo in cui scrivi, anche se dopo un pò diventa stancante leggere.

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  • 10 anni fa

    =) complimenti davvero! è molto bello e ben scritto :)

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  • Anonimo
    10 anni fa

    BREVE RISPOSTA PERCHE' HO POCO TEMPO: OK

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  • 3 anni fa

    BRAVISSIMO! giuro, mi hai coinvolto nel tuo racconto, mi piace un sacco, come scrivi poi... veramente, ti faccio i miei complimenti! poi quando hai scritto della felpa rosa mi sono immaginata los angeles scena e mi sono messa a ridere. :)

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  • Anonimo
    10 anni fa

    Lo stile di scrittura è abbastanza banale, ma suppongo che ci sia di peggio.

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