? ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

urgente!! testo argomentativo adatto a questa traccia?

L' abuso di alcolici e sostanze stupefacenti riguarda una percentuale allarmante di giovani e giovanissimi. Quali i motivi? quali forme di educazione e di prevenzione la famiglia e la scuola possono mettere in atto?

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Perché ci si droga:I motivi che spingono un individuo a drogarsi sono stati ampiamente esplorati nella letteratura scientifica. Tre sono le interpretazioni predominanti: quella psicologica, quella sociologica, quella storico antropologica.

    Secondo l’interpretazione psicologica, tende a drogarsi chi soffre di carenze affettive, nella vita, tali da cercare nella droga l’illusione della forza e della libertà.

    Spesso alle spalle del tossicomane vi sono storie di famiglie difficili e disunite e sempre più spesso nella stessa famiglia vi sono più figli che si drogano, il che conferma la natura contagiante del fenomeno.

    L’interpretazione sociologica dà invece del fenomeno una spiegazione meno legata ai fattori personali dell’individuo. Vede nel ricorso alla droga un rifiuto della società. La droga aiuterebbe, attraverso le allucinazioni e le sensazioni che essa procura, a creare la certezza che i cambiamenti desiderati sono in effetti possibili, che ogni cosa fantastica e immaginata può essere realizzata; lo stesso desiderio di cambiamento può essere vissuto, sotto l’effetto della droga, come cambiamento reale, contribuendo così ad allargare il distacco dei pensieri dalla realtà. La motivazione prevalente alla ricerca di droga, in questo caso, è quella di gruppo: sono due o più individui che intendono provare, sperimentare una nuova realtà per curiosità, per piacere, per sentito parlare, per non essere da meno degli altri.

    Il drogarsi insieme diventa così una specie di modello di società contrapposta a quella in cui vivono, lavorano, soffrono e lottano gli altri uomini.

    In ogni caso la droga non è un rimedio; peggiora sempre la situazione. Chi si sente emarginato, lo sarà, intossicandosi, ancor di più; chi non ha ideali, non li potrà sostituire con le allucinazioni: chi crede di trovare una via di salvezza imbocca sicuramente una strada di distruzione fisica e mentale. La via della droga sembra all’inizio facile e senza pericoli: al suo termine c’e’ sempre una rovina, spesso una tragedia.

    L’uso dell’alcol è un rituale di legame sia per gli adulti che per gli adolescenti. I comportamenti adolescienziali, anche quando sono rischiosi e dannosi, svolgono precise funzioni nel processo della loro crescita.

    Nella crescita risulta primaria la costruzione e il rafforzamento della propria identità: l’alcol permette di diventare e di sentirsi adulti facendo ciò che gli adulti fanno.

    Il consumo di alcol essendo diffuso sia tra gli adulti che i coetanei permette l’identificazione sia con i primi che con gli amici. Il bere moderatamente permette sia di “sentirsi giovani” che “sentirsi adulti”.

    Lo sviluppo dell’identità, realizzandosi anche attraverso la prova dei propri limiti e l’esplorazione delle proprie possibilità (più nei maschi che nelle femmine), fa sì che il consumo dell’alcol possa configurarsi talvolta come una sperimentazione di sé, fino all’ubriacatura (accettato più nei ragazzi che nelle ragazze).

    Naturalmente, esistono molti altri modi per vedere “quanto si resiste”: l’attività sportiva, l’assunzione di impegni, la lettura, l’approfondimento intellettuale.

    Per molti adolescenti il consumo di alcol, anche smodato, rimane uno dei modi più facilmente accessibili e culturalmente accettati per realizzare una qualche forma di esplorazione e sperimentazione, in cui è anche contemplata una certa dose di trasgressione verso il mondo adulto. Poiché l’alcol è parte integrante della cultura adulta, la trasgressione non può realizzarsi attraverso il consumo in sé, ma oltrepassando i limiti socialmente accettati.

    Un’altra funzione che riguarda soprattutto il gruppo dei forti bevitori e di quelli che si ubriacano spesso è quella che si esprime nel linguaggio comune come il “bere per dimenticare”. Il consumo eccessivo di alcool serve alla fuga e all’evasione dalle difficoltà e responsabilità. La sbornia risulta una strategia perdente in quanto non risolve i problemi, anzi pone nuove difficoltà relazionali; la stima di sé e il sistema di autoefficacia diminuiscono progressivamente.

    Questi soggetti ricercano l’alterazione dello stato di coscienza e la fuga dal mondo reale non solo con l’alcool, ma anche con altre sostanze psicoattive oppure con i videogiochi, la musica assordante e le luci psichedeliche.

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