John
Lv 7
John ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

Prendersi cura…...cura?

“Curare, curat”…dicevano i latini. Prendersi cura, allevia anche le nostre sofferenze; meno investiamo in solidarietà e più ci carichiamo di ansietà. Quando badiamo solo a noi stessi, non facciamo nient’altro che caricare la molla dell’ansia, che prima o poi scatta. Mi viene in mente quel medico svizzero, Albert Schweitzer, che ad un certo punto della sua vita, sentì come irresistibile la vocazione a mettersi al servizio dell'umanità più debole. “Mi riusciva incomprensibile che io potessi vivere una vita fortunata, mentre vedevo intorno a me così tanti uomini afflitti da ansie e dolori…”. Chi ha esempi da proporre ai giovani dei nostri giorni? È vero che siamo felici solo quando riusciamo a far felice qualcun altro?

Aggiornamento:

@ Cloclo; bella la testimonianza che hai portato…eroico quanto fa quella tua amica, che Dio gliene renda merito. Sono sicurissimo che sarà ricambiato ogni suo gesto, grazie.

Aggiornamento 2:

@ Mimì; prendo questa frase dalla tua bella riflessione; “È uno stile di vita che mette al primo posto l'accoglienza e il rispetto. Allora nessuno si sentirà mai solo; cureremo gli altri e di conseguenza noi stessi, così non ci sentiremo mai soli”.

9 risposte

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  • Mimì
    Lv 7
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Carissimo Nonno Eugenio,

    la tua osservazione è preziosa. E' avvalorata in campo psicologico e pedagogico,dalla metodologia di affidare ai piccoli o grandi portatori di handicap,compiti atti a curare animali di compagnia.Sono usati per questa "cura"cani, gatti,coniglietti,uccellini,ma anche animali più impegnativi per il loro addestramento,come i cavalli e i docili e pazienti asinelli.

    Si viene così a curare,attraverso la cura rivolta ad altri esseri. Si riesce a spostare il centro del proprio malessere,con il tentativo della risoluzione dei compiti e dell' affetto rivolto ad altri.E' il bene che ti ritorna quadruplicato,secondo la misura del cuore.

    Pensare agli altri e farsi carico dei loro problemi,significa spostare l' attenzione fissa al sè sull' altro,ma significa comprendere anche che tutti necessitiamo di mutuo scambio e aiuto. Nessuno è in grado di cavarsela da solo nella vita,ma tutti abbiamo bisogno l' un l' altro.

    Così il bene ritorna,con l' osservazione,la silenziosa e attenta riflessione interiore e con la migliorata autostima del Sè:

    - Sono capace e sono necessario per lui... Non posso non impegnarmi con tutte le mie forze e permettermi di mancare all' incarico e alla sua cura.-E così riflettendo,curo anche me stesso e il mio modo di ragionare.

    Gli uomini sono legati e responsabili tra loro nel male,ma anche nel bene.Non possiamo crogiolarci esclusivamente sui nostri dolori e sentirci solo al centro del mondo;non così.

    La sofferenza e il dolore sono il pane quotidiano dell' uomo e perciò devono essere condivisi per poter essere degnamente sopportati.

    Le parole del Dottor Schweitzer sono la spiegazione logica di ogni uomo che medita non solo sulla propria salute e sul proprio benessere,ma dell' Uomo che non può chiudere gli occhi sulle esigenze degli altri che sono costretti da dolori e impedimenti a vivere una condizione di vita disagevole.

    Prendersi cura,cura...non solo nel corpo,ma anche nello Spirito.Ottima la riflessione che sorridere agli altri,reca gioia a noi stessi.A volte basta poco per far gioire:un saluto,un sorriso,un cenno che invitano:-Ti ho visto,mi sei presente, cosa posso fare per te?- E' uno stile di vita che mette al primo posto l' accoglienza e il rispetto.Allora nessuno si sentirà mai solo,cureremo gli altri ma prima di tutto noi stessi e anche noi non ci sentiremo mai soli.

    Grazie della domanda Nonno Eugenio.Buona giornata a tutti anche se piove e incomincia a sentirsi il freddo.Mimì

    Ciao Cloclo,ora è spuntato il sole ma c'è freddo e il piumone ce lo gustiamo tutto...Un caro saluto.Mimì

  • Cloclo
    Lv 7
    1 decennio fa

    sì, è vero

    vorrei qui ricordare una mia amica che, dopo un viaggio in America Latina, ha organizzato da sola e coi suoi soldi un progetto di scolarizzazione in El Salvador. Ormai i suoi primi bambini sono diplomati e laureati ma il programma va avanti anche se riesce a farsi aiutare da altri che "adottano" uno studente. Lei si reca in El Salvador ogni anno per le vacanze di Natale: controlla come vengono spesi i soldi, vive nei villagi dormendo per terra, sta coi "suoi" bambini, rischia la vita. Ciò dimostra quanto può fare da sola una persona di buona volontà.

    Ma mi chiedo se questa sua disponibilità non dipenda anche dal fatto che non ha famiglia ed è totalmente padrona del suo tempo quando non è impegnata ad insegnare all'università.

    un saluto a tutti

    @Mimì:

    qui a Roma c'è ancora il sole e poche nuvole, i turisti sono vestiti "da mare", noi locali un bel po' di più! un abbraccio

  • 1 decennio fa

    Nella precedente domanda "Perchè sempre dirottare sugli altri ,problemi che sono nostri ? " ,non sono riuscita a rispondere xchè senza volerlo l'ho cancellata e non hai + modo di rispondere,ma è destino che debba farlo xchè penso che questa sia molto simile a quella e approfitto x assemblarla , ricopiando l'altra risposta.

    Non riesco a mettere a fuoco la domanda xchè x potere esporre e rispondere al titolo direi così " si può anche subire oltre che far subire agli altri " ed è questo infatti il rovescio della medaglia "Perchè causare sempre agli altri , danni x le nostre leggerezze ? " . Così che penso che tutti abbiamo bisogno di sfogarci , come sentire una buona parola di conforto ,come può essere anche gratificante essere di aiuto agli altri ed è questo il rimedio x mettersi in discussione e dove si demolisce si ricostruisce con basi + solide . Ma nel leggere il riepilogo sembra che la domanda parli "sullo scaricare i problemi ,le colpe nostre sugli altri . Ma a questo punto "la lagna" l'attribuirei di + all'esposizione del titolo sostituendola con " una vita all'insegna di giocare al rimpiattino"... Scusami x la mia forse pignoleria , ma non sapevo cosa rispondere effettivamente fra le due opzioni... Safi

  • 1 decennio fa

    Assolutamente si.

    Quando mi sento triste o preoccupata... Mi basta , non so, anche fare un piccolo gesto che provoca un sorriso ad un'altra persona e tutta la sofferenza comincia ad alleviarsi... Mi basta sapere che sono stata utile ed ho aiutato qualcuno in modo concreto e mi sento già meglio.

    Il sorriso che ti dona la persona che hai aiutato è la miglior cura per qualsiasi preoccupazione.

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  • Lv 5
    1 decennio fa

    ............a me è successo, quindi SI

    ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Buonasera nonno eugenio voglio condividere un'antica perla dei nativi americani della tribù dei sioux

    "Lungo il cammino delle vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario, vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete."

    penso che si commenti da sola, e che spero anche lei condivida il pensiero e che uso il termine mi "quoti"

    Si spesso regalare un sorriso fà bene agl'altri e a noi stessi, ne usciamo ricchi in senso spirituale

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si tratta di uno dei fondamentali per curare sè stessi.

    Voler bene fa bene!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Secondo me la felicità nn si raggiunge facendo felice qlkn altro .

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