Anonimo
Anonimo ha chiesto in SportCalcioCalcio Italiano · 1 decennio fa

Posso ricordarvi che la farfalla granata non smette di volare?

Sono passati 43 anni. Era il 15 ottobre 1967, una sera uggiosa di un autunno torinese come molti, quando la "Farfalla Granata" ha spiegato le ali ed è volata in cielo. Corso Re Umberto, poco lontano dal centro del capoluogo piemontese; un'auto, causa nebbia ed oscurità, non si accorge della presenza di Gigi Meroni, che sta attraversando la strada e lo centra in pieno. Muore così uno dei più grandi giocatori della storia del Toro, ma soprattutto si spegne la vita di questo eccentrico, e mai banale, ragazzo di 24 anni.

Durante la mattinata di oggi, una delegazione del Torino F.C. poggerà alla base del cippo commemorativo una corona di fiori in ricordo della Farfalla Granata.

La carriera di Meroni inizia nel Como, la squadra della sua città natale, nelle cui giovanili milita fino all'età di 19 anni, quando viene ceduto al Genoa. Come in un sogno, Gigi si ritrova improvvisamente catapultato in una realtà ben diversa da quella di provincia, vissuta fino a quel momento; ora è nel calcio che conta, è nella squadra più antica d'Italia, una delle più titolate, in quegli anni. Quaranta presenze con la maglia rossoblu, poi la cessione, nel 1964, ai granata. Rimpianto dalla tifoseria del "grifone", subito amato da quella granata. Il suo carattere è molto estroverso, spesso fuori dagli schemi. Genio e sregolatezza, in campo e fuori. Dribbling ubriacanti, l'uomo dell'ultimo passaggio sul tappeto verde, capace di far rinacere il suo amico Combin, dato per finito dalla Juve e rinato tra le file granata a suon di gol, propiziati dagli assist della Farfalla Granata.

Fuori dallo stadio semplicemente un personaggio unico. Difficile descriverlo. Fuori da ogni schema. Meroni ascolta i Beatles e la musica jazz, dipinge quadri legge libri e scrive poesie. Convive nella "mansarda di Piazza Vittorio" insieme a Cristiana, la "bella tra le belle" dei Luna Park della quale si innamorò follemente tanto da presentarsi al matrimonio imposto dai genitori di lei per cercare di fermare la cerimonia. Disegna i vestiti che indossa, sui modelli di quelli dei Beatles, passeggia per Como portando al guinzaglio una gallina, si traveste da giornalista e chiede alla gente cosa pensa di Meroni e ride se la risposta è che non lo conoscono.

Convocato in Nazionale da Edmondo Fabbri, rifiuta. Il motivo è molto semplice: il ct azzurro gli ordina di tagliarsi i capelli. Gigi, per come era fatto, non avrebbe mai potuto rinunciare al suo ego, neppure di fronte ad un'opportunità del genere, quella di vestire la maglia azzurra. Accade così che la convocazione viene rispedita al mittente. Alla fine però Meroni vestirà comunque l'azzurro, nella sfortunata spedizione ai Mondiali del '66; per lui il bottino in Nazionale è di sei presenze e due reti.

Torino-Sampdoria, 4 a 2 per i granata. L'ultimo volo della farfalla. La sera, dopo l'incontro, viene convinto dal compagno di squadra Poletti ad abbandonare il ritiro. I due si dirigono verso una gelateria, stanno attraversando il corso, quando all'improvviso sopraggiunge una macchina. Alla guida un giovane di diciannove anni, grande tifoso granata e ammiratore di Gigi, Attilio Romero, che in futuro diventerà Presidente della società granata. Corsi e ricorsi storici. Inutile la corsa in ospedale, troppo gravi le fratture ed i traumi riportati. Meroni si spegne la sera stessa, lasciando dietro di sè un grande vuoto.

Ai funerali partecipano migliaia di persone per colui che fu il giocatore più amato e nello stesso tempo odiato d'Italia. Nel punto in cui fu investito i tifosi di Gigi ancora oggi portano fiori in sua memoria.

La domenica successiva alla sua morte si gioca il derby con la Juventus che il Torino vince per quattro reti a zero (cosa che non è più successa). Tre gol sono messi a segno dal suo grande amico Combin che scende in campo nonostante i 39 gradi di febbre. Il quarto gol lo sigla un giovane ragazzo, Carelli. Sulle spalle porta un grande peso, la maglia numero 7

Aggiornamento:

@Sara: prego. Certe cose vanno ricordate specialmente di questi tempi!

Aggiornamento 2:

@Montalbano: forse sei giovane perchè il personaggio è stato molto famoso come anche l'episodio tragico. Comunque non c'è dubbio che fosse una persona speciale sia in campo che fuori. Se non fosse stato assassinato forse sarebbe diventato uno dei fuoriclasse italiani più importanti a detta di molti.

11 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Bellissima questa iniziativa di ricordare Gigi Meroni nell' anniversario della sua sventuratissima morte. Non lo vidi giocare direttamente per motivi anagrafici, ma è stato uno dei calciatori che si è messo maggiormente in luce negli anni in cui ha giocato; anni in cui calcavano i campi italiani personaggi del calibro di Gianni Rivera, Gigi Riva, Sandro Mazzola, senza dimenticare i Boninsegna, i Facchetti, i De Sisti...insomma, gente di grande spessore tecnico. Ma Meroni era unico: come nessun altro in Italia rappresentava una generazione così diversa da quella precedente, che amava la libertà, la musica, l' indipendenza, alla continua ricerca di un' armonia interiore che passava attraverso la coltivazione dei sentimenti più puri e gioiosi. Una generazione tanto diversa anche da quella di oggi, che tanto le dovrebbe essere riconoscente.

    E così come eludeva in campo gli avversari, Gigi gli stessi dribbling li effettuava al di fuori del terreno di gioco contro gli stereotipi, le convenzioni, le "gabbie" sociali e psicologiche nelle quali il suo ambiente cercava continuamente di catturarlo. Fu chiamato il George Best italiano: il modo di giocare agile e fantasioso, l'imprevedibilità, i capelli lunghi e l' anticonformismo lo accumunavano al grande talento irlandese. Ma Meroni non aveva gli eccessi del più illustre collega. Volava sul campo e nella vita con la gioia di un bambino, evitava terzini e mediani con la leggerezza di una rondine, di un soffio di vento, di una "farfalla"..appunto; sarebbe potuto diventare una stella del calcio europeo, ma non avrebbe mai rinunciato ad un'oncia del suo modo di essere per una tonnellata di gloria. Destro con abilità anche con il manicno,Meroni colorava la sua fascia con le finte, gli scatti, i dribbling ed i cross tipici dell' esterno imprevedibile e veloce, tecnico ed estroso; un pericolo costante per i difensori, una manna per i suoi attaccanti.Correva come un discolo che scappava ad una punizione per non aver fatto i compiti; leggiadro, beffardo...come se ogni passo conducesse alla libertà ed ogni metro fosse fatto di felicità. Era un'ala, Meroni, ed un incidente fatale lo tolse dai campi e dagli occhi dei tifosi..perchè gli fosse donata anche l' altra, affinchè potesse volare al di là del tempo e della spazio, oltre ogni limite e vincolo, in una dimensione sconfinata; ora illuminata dalla fantasia di una farfalla granata.

    Un caro saluto.

  • 1 decennio fa

    Grazie per aver riportato questa storia...

    ---

    Hai fatto bene! Io non la sapevo questa storia (ebbene sì, a quanto pare sono ignorante...), quindi ora la so e so qualcosa di nuovo, sinceramente non capisco quelli che dicono "non ho voglia di leggere"... Paura di farvi una cultura, eeeh?

  • Gio
    Lv 7
    1 decennio fa

    La storia granata è importante, peccato che in questo periodo non ha avuto rose e fiori. Sarebbe bello rivedere il Torino in A. Non bisogna mai mollare la propria fede calcistica. Bella storia, importante per una squadra come questa.

    Se vuoi rispondere: http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=At...

  • Amo il calcio, ma sono ignorante sulla storia granata di quel fantastico Toro che negli anni 40 ha vinto tutto.

    Valentino Mazzola e compagni (ammetto di non ricordarmi il nome di tutti questi eroi) sono nella mente e nei pensieri di molti appassionati di calcio anche nei tempi di oggi.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    MERONI VIVE

  • 1 decennio fa

    Grazie, non conoscevo questa tragica storia. Da quello che scrivi era una persona speciale, oltre che un grande campione.

  • 1 decennio fa

    NOVARA!!! NOVARA!!! NOVARA!!! NOVARA!!! NOVARA!!! NOVARA!!! NOVARA!!! NOVARA!!!

    bertani e speedy gonzalez non li ferma nessuno!

  • bravo qdeepq!

    é sempre importante non dimenticare!

    ma forza Milan lo devo scrivere!

  • 1 decennio fa

    un po lunga ma ne vale la pena di certo:)

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=An...

    grz ciao

  • 1 decennio fa

    la madonna!!!!!!!!o.o

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