Le donne...secondo San Paolo?

Nelle riunioni della comunità le donne dovranno tacere perchè non è loro consentito di parlare, ma devono restare sottomesse e se vogliono sapere qualcosa lo devono chiedere, a casa, al marito . Devono avere sul capo il velo in segno di umiliazione per la loro bassezza: portare il velo significa vergognarsi a causa del peccato introdotto nel mondo ad opera della donna

San Paolo

Aggiornamento:

@under: la superficialità di cui parli la si dimostra trovando escamotage ogni qualvolta un fervente cattolico vede in qualche modo attaccare l'integrità morale della Chiesa. Mi sono limitata ad informare chi non lo sapesse, ciò che il padre della chiesa, quale san Paolo, riteneva della donna. Giustificare contestualizzando, è forse l'errore più grande che si possa fare qualora si parli di una condotta discriminatoria e razzista nei confronti di qualsiasi gruppo. Sarebbe come giustificare il ku klux klan che uccideva brutalmente gli individui di colore poichè in quel periodo alcuni trattati scientifici li ritenevano esseri inferiori, o giustifcare ancora una volta la chiesa perchè mandava al rogo le donne accusate di stregoneria...contestualizzando quest' ultimo punto basterebbe asserire che a quei tempi c'era molta ignoranza al riguardo e che quindi era qualcosa di "normale" dai!!

Aggiornamento 2:

@Marialu: e tu non capisci nulla di sintassi. Questa non è una domanda

13 risposte

Classificazione
  • Alfio
    Lv 4
    9 anni fa
    Migliore risposta

    E mica soltanto Paolo aveva una così bassa opinione riguardo le donne:

    ● Oddone, abate dell'Abbazia di Cluny (Collationum Libri Tres, Liber II, in: Jacques-Paul Migne, Patrologia Latina, vol. CXXXIII, col. 556)

    «Mentre non sopportiamo di toccare uno sputo o un escremento nemmeno con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare questo sacco di escrementi? [in riferimento alla donna, ndr]». (Christiane Klapisch-Zuber (a cura di), Il Medioevo, Laterza, Roma-Bari, 1993, p. 29)

    Clemente Alessandrino (Il Pedagogo, III)

    ● «Questo dunque è il segno distintivo dell'uomo, la barba, attraverso cui l'uomo si rivela per ciò che è. Essa è cosa più antica [della creazione] di Eva, ed è il segno della natura superiore [dell'uomo]. A quest'ultimo dio decise che si addicesse la pelosità e quindi sparse dei peli su tutto il corpo dell'uomo: l'unica parte liscia e morbida gliela tolse dal lato per farne il ricettacolo del suo seme: creò la tenera Eva, la donna, come aiuto per la generazione e per la cura della casa… ».

    Origene (Commentum in Lucam, Homiliae VIII)

    ● «Le nostre azioni sono femmine o maschi. Se ciò che facciamo è femminile, è corporeo oppure carnale. Se seminiamo nella carne, il frutto del concepimento della nostra anima non è maschio bensì femmina, e quindi fiacco, molle, greve di materia. Se invece contempliamo le cose eterne e abbiamo l'animo attento alle cose migliori, allora sì che produciamo i frutti dello spirito, tutti maschi. Poiché ciò che è presentato al cospetto di Dio, tutto ciò che appare agli occhi del creatore, è maschio, non femminile. E Dio non si degna di guardare ciò che è femminile e corporeo».

    Giovanni Crisostomo (De sacerdotio VI, 8)

    ● «Ci sono tuttavia nel mondo molte occasioni che fiaccano la rettitudine dell’anima. Tra queste in primo luogo vi è il rapporto con le donne. Il vescovo, oltre alla sua preoccupazione pastorale per il sesso maschile, non deve dimenticare le donne, che proprio per la loro facile inclinazione al peccato hanno bisogno di una maggiore attenzione. In questa circostanza, il cattivo nemico può trovare molte strade per insinuarsi di nascosto. Perché gli occhi della donna toccano e inquietano la nostra anima, e non solo gli occhi delle donne dissolute, ma anche gli occhi delle donne virtuose».

    Giovanni Crisostomo (In epistula ad Ephesini, XIII, 4), in riferimento alle donne che pretendono di insegnare:

    ● «Siamo giunti a un punto tale di malvagità che è pienamente giustificato chiedersi perché le donne non insegnino. A tal punto siamo scesi al livello della loro debolezza».

    Girolamo (Expositio in epist. I ad Cor., c. 14)

    ● «È contro l'ordine della natura e della legge che le femmine parlino in una riunione di uomini».

    Cirillo d’Alessandria (In Joannis evang. lib. XII, XX, 15)

    ● «In massima parte la mente delle femmine è più rozza, né può facilmente capire cose difficili».

    Alberto Magno (Quaestiones super de animalibus, XIII)

    ● «La donna... rispetto all'uomo ha una natura difettosa e imperfetta».

    Tommaso d’Aquino (Somma teologica, Ia, q. 92, a.1, ad. 1)

    ● «Rispetto alla natura particolare la femmina è un essere difettoso e manchevole. Infatti la virtù attiva racchiusa nel seme del maschio tende a produrre un essere perfetto, simile a sé, di sesso maschile. Il fatto che ne derivi una femmina può dipendere dalla debolezza della virtù attiva, o da una indisposizione della materia, o da una trasmutazione causata dal di fuori, per esempio, dai venti australi che sono umidi, come dice il filosofo».

    Bonaventura da Bagnoregio (Comm. in sec. librum Sententiarum Pietri Lombardi, dist. XVI, art. 2, q. 2)

    ● «L'immagine di Dio si trova in maniera più eccellente nel sesso maschile che in quello femminile, non in ragione di ciò che attiene all'essere dell'immagine stessa, ma in ragione di ciò che vi è di secondario... l'uomo, poiché è forte e presiede alla donna, rappresenta la parte più elevata della ragione, invece la donna rappresenta quella inferiore... e ciò a motivo della virilità da un lato, e della debolezza e fragilità dall'altro».

    Tertulliano, ispirato da Paolo (1 Cor 14, 34-35 e 1 Tim II, 12), afferma nel suo Liber De Virginibus Velandis (cap. IX, 4-5):

    ● «Non è permesso a una donna parlare in chiesa, e neppure le è permesso di predicare, o di battezzare, o di offrire [l’eucarestia]. Né di rivendicare una parte in una qualsivoglia funzione maschile né, tantomeno, nei compiti sacerdotali».

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    Poteva mancare il raglio dell’asina di turno? No che non poteva!

    “l'umanità si è evoluta no?” (marialu docet).

    Se l’umanità si è evoluta non lo dobbiamo certamente ai cattoebeti come quelli che rappresenti, of course! Nella fattispecie, la storia dell’emancipazione femminile inizia con l’epoca delle rivoluzioni, che ebbe inizio nell’America del Nord nel 1776 e si concluse con le rivoluzioni europee del 1848. In particolare con la Rivoluzione Francese, vennero posti - in Francia e in tutta Europa - i fondamenti del mondo moderno. Per le donne la rivoluzione ebbe una grande importanza, soprattutto nacque l’obiettivo di una citoyenneté femminile al fianco di quella maschile, con tutto il "corollario" di diritti civili e politici che ne sarebbero conseguiti (cfr. Gisela Bock, Le donne nella storia europea, Laterza, Roma-Bari, 2001, p. 59 e ss.). Studia, ebete.

  • 9 anni fa

    Eh sì, il Cristianesimo è stato proprio fondamentale per l'odierna emancipazione della donna, non c'è che dire.

    Lontano anni luce dai veli islamici...

    Fonte/i: Ops scusate forse non ci vedo bene... c'è scritto anche nei moderni scritti paolini che le donne devono portare il velo?? Stiamo scherzando? Il testo dev'essere stato manipolato. @ under %: Dimentichi un piccolo particolare, che la Storia ha il coraggio di contestualizzare le epoche e ammettere i loro errori, invece la religione fa passare per attuali e divinamente ispirati pensieri che sono totalmente in contrasto con gli standard giuridici e civili moderni. @ Under %: Ottimo, allora siamo d'accordo, grazie per aver chiarito la tua opinione... dalla tua prima risposta non mi sembrava così chiara.
  • ocean
    Lv 7
    9 anni fa

    le stronzate sulle donne, chissà perché le partoriscono sempre uomini, e comunque sono l'unica cosa che riescono a partorire !

  • Penny
    Lv 4
    9 anni fa

    portare il velo significa vergognarsi a causa del peccato introdotto nel mondo ad opera della donna

    Come sempre, non è mai colpa degli uomini, loro non sbagliano mai, quando lo fanno la colpa è sempre di altri, meglio se donna. Ma come mai gli uomini non nascono da uomini?

    Sarà anche per un senso di rivalsa e di rivincita, ma mi piace quando il mio ragazzo si stende sul tappeto e mi fa da appoggiapiedi.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Per fortuna non siamo più nel Medioevo e certe scemenze le consideriamo scemenze senza darci peso. Purtroppo nei paesi islamici quelle cavolate sono considerate legge.

  • 9 anni fa

    Purtroppo la condizione femminile storicamente ha subito tutto ciò che non augurerei al mio peggior nemico.

    Se sei credente però puoi consolarti col fatto che la donna nella creazione è stata l' ultimo gesto divino quasi la perfezione e il sommo poeta pone maria all 'apice del paradiso quasi allo stesso livello di dio

  • 3 anni fa

    Quando decidi di formare una famiglia non sempre è facile come sembra, a volte passi la gioventù cercando di evitare una gravidanza prima del tempo, e quando vuoi che accada ti accorgi che potrebbe tardare più del previsto. Se hai problemi a rimanere incinta ti suggerisco di provare questo metodo http://GravidanzaMiracolosa.netint.info/?1973

  • 3 anni fa

    Se cerchi una soluzione per conquistare la ragazza che ti piace ti consiglio di guardare qua http://TaoDelSeduttore.latis.info/?jXDc

    chi ha il dono di parlare in modo fluido e di condurre con abilità un discorso è senza dubbio avvantaggiato. Parlando si approccia, si conosce e si seduce. Ma per chi proprio non è un grande oratore, una cosa da sfruttare a suo favore c’è: anche alle donne piace tanto parlare, quindi trovare un buon ascoltatore, che le faccia aprire e raccontare, potrebbe essere producente.

  • ma è scritto nella bibbia?

  • 9 anni fa

    Ricorda che stiamo parlando di una società (quella romana) in cui l'unica persona in famiglia ad avere diritti era il "Pater", mentre il resto dei familiari era mezzo gradino sopra la schiavitù (fai conto che il figlio prima di potersi sposare e formare una propria famiglia doveva prendere parte alla stessa cerimonia che permetteva allo schiavo di essere liberato, fonte manuale di Istituzioni di Diritto Romano). Mettici poi che secondo la Bibbia la causa del peccato originale, e quindi della cacciata dal paradiso, è la donna e la risposta vien da sè.

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