Banca d' Italia: la disoccupazione reale è all'11%?

...e Sacconi dice che sono dati esoterici (!).....ma si può rispondere in questo modo?....perché non prendere atto della realtà?.........Draghi non è il mago Telma....

Aggiornamento:

@x Spavaldo....sicuramente la tua visuale sul mercato nazionale è meglio di quella della Banca d'Italia: complimenti!

Aggiornamento 2:

@x Spavaldo....ma dove è andato a finire: ....prima scrive delle caxxate, poi cancella la risposta.....boh?

9 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    dal blog di Luca Pagni su Repubblica:

    E’ accaduto che nel Bollettino di Bankitalia ci sia scritto che il tasso di disoccupazione non è all’8,5% perché ’una misura piu’ ampia del grado di sottoutilizzo dell’offerta di lavoro, che include i lavoratori scoraggiati e l’equivalente delle ore della cassa integrazione guadagni, collocherebbe tale tasso sopra l’11 per cento”.

    Ed è quello che si va ripetendo da tempo anche in questo blog (forse pure noi siamo dei veggenti): non c’è una inversione di tendenza nel mercato del lavoro, perché i posti non crescono e la situazione è peggio di quanto non dicano le cifre, sia che arrivino dall’Istat o da Eurostat.

    Non solo: la crisi colpisce soprattutto i giovani, che trovano occupazioni sottopagate o del tutto precarie. Come scrive anche Bankitalia: ‘Il tasso di disoccupazione continua a essere piu’ di tre volte maggiore tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni”. E se lo stipendio non arriva, o è sotto le medie europee o è saltuario, come possono consumare le famiglie e come possono ripartuire i consumi? E infatti non ripartono. E il potere d’acquisto continua a scendere drammaticamente: ”Nella media del primo semestre il reddito disponibile reale delle famiglie consumatrici ha subito un calo nell’ordine di un punto percentuale sul periodo corrispondente del 2009″, si legge ancora nel bollettino.

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    perché non prendere atto della realtà?

    prendere atto della realtà vorrebbe dire prendersi delle responsabilità ed eventualmente fare una politica di lungo periodo

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    Draghi è a capo della Banca d'italia ed ha altre mansioni

    il ministro dell'economia dovrebbe essere coinvolto

    il ministro dello sviluppo economico dovrebbe essere coinvolto

    il ministro del lavoro e politiche sociali dovrebbe essere coinvolto

    ciao!!

  • 1 decennio fa

    Sia Tremonti che Draghi citano dati giusti. Il primo però esclude dalla statistica le persone che sono in CIGS (cassa integrazione straordinaria, cioè il primo passo verso la perdita del lavoro), mentre il secondo include anche questi che sono i futuri disoccupati che entreranno nel computo statistico utilizzato da Tremonti allo scadere della Cassa integrazione.

    Entrambe le statistiche tengono conto solo dei lavoratori stranieri regolarizzati.

    Il lavoro in nero non viene considerato nelle statistiche ma allo stesso tempo chi ha perso il lavoro in nero non viene computato nelle statistiche, quindi citare il lavoro nero come fonte di dati per controbattere i dati forniti è fuorviante dal punto di vista matematico-statistico.

    Aldilà della sterile polemica da bar sport iniziata da Tremonti e continuata su questo forum, invito a dare una occhiata all'articolo che linko. Ciascuno potrà rivedere le proprie posizioni sulla base di dati. L'avvertenza è che gli autori dell'articolo non sono Dio e quindi non hanno la verità in tasca.

  • 1 decennio fa

    Il problema è sempre quello, quando si fanno delle statistiche che si pretende dipingano lo stato reale delle cose: la definizione di ciò che si vorrebbe misurare. Il dato di Tremonti è probabilmente giusto se si definisce disoccupato solo chi risulta tale all' ufficio di collocamento, escludendo tutti quelli che hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro, tutti quelli che si arrangiano con lavoricchi in nero come meglio possono e tutti quelli che sono usufruiscono attualmente della Cassa Integrazione e che saranno in gran maggioranza disoccupati quando questa finirà, a meno che l' economia non riparta alla grande, prospettiva che equivale a una favola sia in relazione alla crisi mondiale, sia alla politica del nostro ministro tutta centrata sul contenimento del debito, sia alla situazione specifica italiana, ben diversa ad esempio da quella tedesca.

    Appare chiaro che le definizioni su cui si appoggia l' analisi statistica risentono enormemente degli interessi di chi le fa. Ora, se è chiaro qual' è l' interesse anche personale di Tremonti, non credo vi sia un interesse della Banca d' Italia a dare interpretazioni negative del fenomeno (al di fuori delle solite letture paranoiche pubblicitarie del governo), quindi credo che quest' ultimo dato sia di gran lunga più attendibile del primo.

    Per quanto riguarda l' esperienza personale posso solo constatare che dove lavoro io hanno chiuso due grosse aziende chimiche (una per fallimento, l' altra perché nonostante l' attivo, ha pensato bene di trasferire i suoi impianti in Polonia), dei circa 500 lavoratori in cassa integrazione nemmeno i 10% a più di un anno dalla fermata degli impianti ha trovato ricollocamento, nonostante gli sforzi del sindacato. Magari un giorno ritroveremo ingegneri chimici impiegati a far da cassieri al supermercato, sempre ammesso che al supermercato ci vada ancora qualcuno, perché mi sa che se va avanti così il problema presto non sarè trovare i cassieri, ma i clienti, qualsiasi definizione si voglia dare alle parole che si usano per poter misurare.

  • 1 decennio fa

    La disoccupazione fisiologica si attesta, secondo i manuali di economia politica, sul 6%.

    Quando uno Stato arriva all'8% è già in grave crisi.

    Se poi, bankitalia fa apparire un 11% da veramente l'idea di cosa sia il problema.

    Naturalmente la percentuale è solo il risultato statistico e siccome la statistica è la più grande menzogna matematica, non si riesce a valutare appieno il dramma della disoccupazione.

    Non bisogna dimenticare che disoccupazione significa che gente che precedentemente aveva un lavoro, ora non lo ha più ed è in cerca, da almeno sei mesi di un nuovo posto di lavoro.

    Poi esiste l'inoccupazione e qui le percentuali sono altissime. Vi sono comprese figure che non hanno mai avuto un impiego, le casalinghe, i giovani non iscritti agli uffici di collocamento etc etc.

    Da fonti che ora non ho tempo di citare, si evince che solo un terzo della popolazione ha una busta paga e che i restanti due terzi vivono grazie ai contributi <volontari> dei lavoratori che pagano le tasse.

    E siccome questa inoccupazione è tipica del centro-sud Italia e delle isole, allora si spiega la richiesta di federalismo leghista.

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  • 1 decennio fa

    da qui si vede come i nostri politici vivano in un mondo a parte, che non rappresenta la realtà

  • Anonimo
    1 decennio fa

    quelli del governo se ogni tanto uscissero da monte citorio e andassero in giro per le fabbriche e per i negozi allora vedrebbero la situazione reale peccato che non ci vadano se non ci lasciano la pellaccia.....

  • Anonimo
    1 decennio fa

    A Bergamo su 100 richieste di impiegati in un supermercato hanno risposto in 59. Evidentemente tutta questa disoccupazione non c'è.

    Al Sud il 30 % del Pil è prodotto in nero da un nugulo di occupati ,che ci puoi contare , risulta disoccupato nelle liste dell'Uffici di Collocamento.

    Se tieni conto che lavorano in Italia circa 4 milioni di immigrati , la maggior parte dei quali non risultano da nessuna parte, potrai avere un quadro esatto della situazione.

    La realtà è che la disoccupazione reale è al di sotto del 6 % .

    E te lo dice un altro dato ,molto significativo: dove sono tutti questi disoccupati ? Dovrebbero riempire le piazze. Dovrebbero essere oltre 6 milioni. Dove sono?

    ciao.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    la settimana scorsa han detto che è all'8%... cmq o io vivo in un posto che non è in Italia o è un dato farlocco...ovvio a loro non conviene creare allarmismo e soprattutto chi c'è al governo guadagna così voti..meccanisco semplice!

  • Tommy
    Lv 6
    1 decennio fa

    Sono d'accordo con @spavaldo, i numerosi disoccupati del sud sono occupati in nero, lo fanno per non perdere il sussidio di disoccupazione. E anche i numerosi stranieri che lavorano in nero( è risaputo) sono tutti occupati, Con questo non voglio dire che non c'è crisi di occupazione, dico solo che i dati non sono reali, ma se a voi fa piacere dire e sentirvi dire il contrario.... Saluti

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