Alessio ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Vorrei un vostro parere sincero!!?

Capitolo 1

Alena era seduta su un un vecchio tronco caduto, mani sulle ginocchia e schiena ben dritta. Una leggera brezza muoveva i capelli biondi che le incorniciavano il viso. I suoi occhi guardavano avanti, persi nel nulla.

Era l’alba: il sole tingeva di rosso e arancione la pianura verdeggiante e l’alito del vento soffiava orgoglioso, facendo ondeggiare le chiome rosse degli alberi, fino alle grandi montagne innevate. Alena si alzò suo malgrado e s’incamminò sbadigliando verso il villaggio.

Continuò a camminare fischiando un motivo allegro, interrompendosi di tanto in tanto per pensare ad un modo per scusarsi con il padrone, ma non le venne in mente nulla di sensato.

Varcò i cancelli di Dharen e sbucò in una via affollata, rigurgitante di banchi e persone schive che non fecero minimamente caso a lui. Svoltato un angolo, si ritrovò in una piccola piazza, circondata da un muretto di pietra rovinata. Si fiondò poi in una stradina e, con un’occhiata veloce e un respiro profondo, entrò nella taverna. Era male illuminata, dal soffitto basso, con diversi tavoli e un bancone segnato dall’usura, pieno di piatti, pinte, posate e ciotole.

Bred, un uomo corpulento e di bassa statura, lo attendeva su uno sgabello malridotto. Il suo viso era nascosto dall’ombra.

«Salute, signore», disse la ragazza, posando il mantello su una sedia.

«Sei in ritardo!»

«Ho fatto più in fretta che potevo», mentì Alena, allungando la mano verso uno strofinaccio.

«Che razza di gente!», sbottò inviperito il taverniere. «Ti pago sei monete d’oro e arrivi anche in ritardo?»

«Ho fatto più in fretta che potevo», ripeté Alena, stavolta con tono seccato.

«E muoviti allora! Voglio vedere quelle stoviglie brillare! E anche i tavoli, il bancone, la finestra e…».

«Il pavimento », concluse la ragazza con un sorriso ironico«È sempre così».

Bren divenne rosso per la rabbia e prese a lucidare nervosamente un calice.

«Bene, sono contento che dopo tutto questo tempo qualcosa tu abbia imparato».

«Dite il vero, qualcosa ho imparato», replicò il garzone, mentre Bren se ne tornava in cucina. Alena passò con rabbia lo strofinaccio su una grande ciotola di terracotta.

Lo odio, pensò scuotendo la testa. Non fa che lamentarsi!

Finì lentamente di lavare le stoviglie e il bancone, poi afferrò la scopa e la passò sulle assi impolverate del pavimento, osservando il sole raggiante di mezzogiorno dalla finestra. Nessun rumore arrivava alle sue orecchie e c’era un gradevole silenzio.

Alcune ore più tardi, quando Bren aveva ripreso ad urlargli contro, la porta si spalancò ed entrò Loren , un giovane emaciato, dai capelli neri e gli occhi celesti.

«Salute Alena», disse. «Tocca me, se vuoi puoi andare a casa».

«Si, a domani».

«Domani siamo chiusi!», esclamò Loren. «Bren non te l’ha detto?»

Alena rimase un attimo senza parole. «Quello schifoso», imprecò, stringendo forte il manico della scopa. «Non me l’ha detto».

«Avete litigato ancora?»

«È colpa sua», ringhiò Alena, piena di rancore. «Non mi lascia in pace!»

L’amico si strinse nelle spalle. «Che ci vuoi fare», sospirò, grattandosi nervosamente la nuca.

Per niente confortata, Alena indossò il mantello e si fiondò fuori.

Percorse il vicolo e dopo alcuni passi si ritrovò nella piazzola buia, si allontanò dal villaggio e mentre camminava posò lo sguardo sul paesaggio che lo circondava: una distesa d’erba e alberi ammantati di oscurità. La valle era silenziosa, nell’oscurità, però, si vedevano le luci della casa della ragazza.

Il vento le scompigliava i capelli mentre camminava un po’ stanca. Aprì la porta di casa. I suoi genitori dormivano già quindi fece il più piano possibile.

Entrò in camera. Era piccola, con una finestrella priva di vetro e un lettino, un comodino e un piccolo tavolo. Si buttò sul letto e ripensò alla giornata trascorsa.

Aggiornamento:

Si l'o scritto io e scusate ma inizialmente il protagonista era maschio e cambiando qualcosa mi è saltato.....!!!

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    lo stile è un po'.... puerile, se mi consenti il termine.

    una descrizione che si appoggia a un sacco di aggettivi, personaggi poco definiti, scene un po' stereotipati e termini da rivedere ("si fiondò fuori...")

    per carità, non è peggio di come scrive Stephanie Meyer, per dirne una di famosa.

    Però scrivendo un fantasy bisogna, a mio giudizio, fare uno sforzo in più per rendere originale la scrittura, lo stile, e/o i protagonisti.

    In ogni caso complimenti.. e buon proseguimento!

  • 1 decennio fa

    Sono pienamente d'accordo con Lumren.

    E se proprio devo essere sincero, mi ha stancato... già alla 5° riga o giù di lì, mi è passata la voglia di andare avanti...

  • 1 decennio fa

    Parere su cosa? L'hai scritto tu?

    Comunque c'è un po' di confusione sul sess* di Alena perchè a volte sembra si stia parlando di un maschio e a volte di una femmina..

  • 1 decennio fa

    è un testo stupendo! è molto ben arricchito di particolari e sembra di essere proprio lì anche se non c'è molta descrizione(dovresti aggiungerne un po')

    sai io ho sempre voluto scriverema non ho quella vena artistica vorrei dei consigli per favore contattami a: antonio-bosco@libero.it

    ciao!

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    ho letto solo le prime 5 righe, e mi è piaciuto :)

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.