Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Mi potete fare una breve sintesi... sulla peste del 1300?

Se potete con termini semplici.... 10 punti la migliore!!!!!!!!

3 risposte

Classificazione
  • C@rol
    Lv 7
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Le carestie, le guerre e le epidemie che si abbatterono in Europa nei primi decenni del trecento non furono che

    l’ inizio di una catastrofe ancora + grave che sconvolse la vita economica e sociale dell’ intero continente e cioè la peste nera del 1347. Non era la prima volta che la peste faceva la sua comparsa in occidente in particolare nel mediterraneo, vedi al tempo della dominazione romana

    ( Marco Aurelio ne fu vittima) e durante la dominazione bizantina ( la peste giustinianea del 541 – 767). Focolai di peste sopravvissero sempre in Pakistan, India, Cina..Questo spiega la ricomparsa in Europa in concomitanza con l’ espandersi dell’ impero mongolo. Pare, infatti, che il morbo sia stato trasmesso dai mongoli ai genovesi assediati a Caffa in Crimea, e dai questi diffuso in Italia e poi nel resto del continente. Da allora la peste mantenne un intervento ciclico di 7 – 12 anni. Scompare nel XVIII secolo per maggiore attenzioneall' igiene e forse in alcune parti del mondo, ancor oggi è presente, pur se limitata a focolai ristretti. Tra il 1148 ed il 1350 , secondo calcoli approssimati, circa 1/3 della popolazione europea morì di peste con punte del 50% in alcune regioni. A quel tempo la medicina europea poco poteva rispetto a questo morbo, non conosceva l’ origine, né i modi del contagio. Il terrore della peste suscitò ovunque reazioni di panico, crisi di follia e violenze collettive. I vincoli di solidarietà vennero meno: appena una persona manifestava i sintomi del morbo veniva abbandonata da tutti, anche dai parenti, a volte venivono sepolti ancora vivi ( v. Vita dei papi avignonesi, autore anonimo). Quasi tutte le specie di animali vennero accusati e sterminati tranne i topi

    ( oggi sappiamo che era una malattia dei topi e che il passaggio da questi all’ uomo avveniva attraverso le pulci). Nel medioevo per spiegarne le cause si fecero le supposizioni + disparate ( te lo dico in sintesi, per il poco spazio a disposizione): si pensò essere una malattia

    dell’ aria od una particolare malefica congiunzione astrologica OD UNA PUNIZIONE DIVINA. I rimedi dal punto di vista medico ( questo a quel tempo offriva la medicina): purghe, salassi, diete e perfino preghiere. Ci si inventò gli untori, i seminatori della peste, bastava un fragile indizio per essere considerato un untore ed essere torturato e massacrato. La tradizione cristiana del capro espiatorio ricevette un nuovo impulso, si guardò con sospetto alle minoranze, ai diversi, ai lebbrosi, allo straniero, alle streghe….Le prime vittime gli ebrei, accusati di aver propagato la peste attraverso veleni gettati nei fiumi e nelle fontane. Furono catturati e massacrati a centinaia

    ( germania, Italia, spagna, Fiandre, Svezia....molti ebrei si rifugiarono allora in Polonia ed in austria). I ricchi si davano alla fuga isolandosi nelle loro ville di campagna, altri cercano la salvezza nel masochismo collettivo,

    nell’ autoflagellazione…La peste introduce il macabro anche nell’ arte. Incapace di allontanare il terribile flagello, l’ uomo cercò di esorcizzarlo. S. Sebastiano trapassato dalle frecce divenne il protettore degli appestati. C’ è un affresco del trecento interessante, sul trionfo della peste. Nella introduzione alla prima giornata del decameron G. Boccaccio lascia una limpida descrizione dei sintomi della peste e della sua incontenibile propagazione. Dai Ricordi del mercante fiorentino G. Morelli ci sono, tra l' altro, consigli per evitare la peste.......

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La peste è una malattia infettiva dei roditori, in particolare dei topi, ed è trasmesso da un bacillo scoperto solo nel 1894 da A. Yersin, che in un primo momento fu denominato Pasterurella pestis e che oggi in seguito allo smembramento del genere Pasteurella viene riferito al genere Yersina (Yersina Pestis). Si trasmette da un topo all’altro, o dai topi all’uomo, tramite le pulci che mordendo l’animale infetto e poi la persona sana trasferiscono il bacillo. Chi è colpito muore nel 60-80% dei casi nel giro di 5 giorni. La peste provocata dal morso della pulce del topo è detta peste bubbonica, poiché dopo il contagio compare sotto l’ascella a all’inguine del malato un bubbone, cioè un rigonfiamento doloroso delle ghiandole linfatiche. Per motivi ancora non chiari, la peste può attaccare il polmone e trasmettersi non solo da topo a uomo, ma anche da uomo a uomo tramite la saliva. In questo caso si parla di peste polmonare, molto più grave e contagiosa: il malato muore nel 99.9% dei casi in appena tre giorni. La peste bubbonica si riscontra specialmente in primavera e in estate, poiché in inverno la pulce va in letargo, quella polmonare invece predilige la stagione o i climi freddi, perché si trasmette da uomo a uomo tramite colpi di tosse e starnuti . Tutti e due i tipi di peste, considerate le forme di contagio, prosperano nei luoghi affollati e con poca igiene: per questo motivo le città medioevali furono più colpite delle campagne. Probabilmente nel 1348 l’Europa conobbe entrambe le forme di pestilenza, perché il morbo colpì sia a nord che a sud e si diffuse sia d’estate che d’inverno. Quasi sicuramente possiamo affermare che furono i roditori selvatici dell’Asia centrale, dove la peste è da sempre presente, a trasmettere le pulci e il bacillo ai nostri ratti “domestici” il topo nero e il topo marrone. Il topo nero (rattus rattus) si annida nelle case, nei granai, nelle stive delle navi, ed è stato definito un vero e proprio “commensale dell’uomo”. Non è difficile supporre che sulle dodici galee genovesi, partite da Caffa a fine estate 1347 per tornare in patria ci fosse un bel numero di topi neri, alcuni dei quali infetti. Nessuno allora avrebbe potuto immaginare che di li a qualche mese pochi topolini avrebbero portato la morte a milioni di Europei.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La peste è una malattia infettiva dei roditori, in particolare dei topi, ed è trasmesso da un bacillo scoperto solo nel 1894 da A. Yersin, che in un primo momento fu denominato Pasterurella pestis e che oggi in seguito allo smembramento del genere Pasteurella viene riferito al genere Yersina (Yersina Pestis). Si trasmette da un topo all’altro, o dai topi all’uomo, tramite le pulci che mordendo l’animale infetto e poi la persona sana trasferiscono il bacillo. Chi è colpito muore nel 60-80% dei casi nel giro di 5 giorni. La peste provocata dal morso della pulce del topo è detta peste bubbonica, poiché dopo il contagio compare sotto l’ascella a all’inguine del malato un bubbone, cioè un rigonfiamento doloroso delle ghiandole linfatiche. Per motivi ancora non chiari, la peste può attaccare il polmone e trasmettersi non solo da topo a uomo, ma anche da uomo a uomo tramite la saliva. In questo caso si parla di peste polmonare, molto più grave e contagiosa: il malato muore nel 99.9% dei casi in appena tre giorni. La peste bubbonica si riscontra specialmente in primavera e in estate, poiché in inverno la pulce va in letargo, quella polmonare invece predilige la stagione o i climi freddi, perché si trasmette da uomo a uomo tramite colpi di tosse e starnuti . Tutti e due i tipi di peste, considerate le forme di contagio, prosperano nei luoghi affollati e con poca igiene: per questo motivo le città medioevali furono più colpite delle campagne. Probabilmente nel 1348 l’Europa conobbe entrambe le forme di pestilenza, perché il morbo colpì sia a nord che a sud e si diffuse sia d’estate che d’inverno. Quasi sicuramente possiamo affermare che furono i roditori selvatici dell’Asia centrale, dove la peste è da sempre presente, a trasmettere le pulci e il bacillo ai nostri ratti “domestici” il topo nero e il topo marrone. Il topo nero (rattus rattus) si annida nelle case, nei granai, nelle stive delle navi, ed è stato definito un vero e proprio “commensale dell’uomo”. Non è difficile supporre che sulle dodici galee genovesi, partite da Caffa a fine estate 1347 per tornare in patria ci fosse un bel numero di topi neri, alcuni dei quali infetti. Nessuno allora avrebbe potuto immaginare che di li a qualche mese pochi topolini avrebbero portato la morte a milioni di Europei.

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