Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 9 anni fa

Buddhismo: cosa è il Nirvana?

Nella filosofia buddhista, cos'è il Nirvana e come si raggiunge?

Se il buddhismo crede nella reincarnazione, allora il Nirvana è la fine di queste reincarnazioni reiterate? E, in tal caso, che significa che il Nirvana è il Nulla Assoluto? Dove andiamo, quindi, dopo la morte (una delle tante dopo molte vite?) Se non ci reincarniamo più e raggiungiamo il Nirvana, che fine facciamo? Da qualche parte dobbiamo pur andare, non vi pare? Ma il Nirvana, quindi, è la cessazione di QUALUNQUE forma di esistenza dopo la morte, o una specie di stato paradisiaco, più simile a quello descritto nella dottrina cristiana (a cui comunque io credo?)

Aggiornamento:

@ TROLL: elegantissimo TROLL. Per caso, sei un reduce dei New Trolls?!? Provieni da Cambrige?

XD

Aggiornamento 2:

@ matt

@ Alice Rosati

grazie per i copia e incolla da wikipedia che mi avete fatto... avrei voluto sentire delle opinioni personali, però.

Aggiornamento 3:

@ marco meta: sei l'unico ad aver espresso qualcosa di originale e di non scritto altrove... almeno ci hai provato, credo.

Ciao.

3 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Migliore risposta

    Il Nirvana puoi intenderlo come felicita' eterna, ma a differenza della dottrina cristana presuppone l'abbandono dell'ego. Dell'Io personale che è attaccamento e causa di sofferenza esso stesso.

    Ti ringrazio. In realta' ne parla lo stesso Budda nel Dharmapada:

    .

    422

    É il saggio, il vittorioso,

    l'eroe senza macchia

    che ha trasceso la paura e il desiderio,

    il risvegliato.

    423

    Ricorda le sue precedenti dimore,

    conosce il cielo e l'inferno.

    La sua saggezza è perfetta.

    É giunto alla fine del viaggio.

    Ha fatto tutto ciò che doveva fare.

    É divenuto uno con la totalità dell'esistenza.

  • Anonimo
    9 anni fa

    Nel Buddhismo il Nirvana è il fine ultimo della vita, lo stato in cui si ottiene la liberazione dal dolore (duhkha).

    La dottrina del Nirvana nel Buddhismo solitamente non viene definita con termini positivi, ma negativi: dato che il Nirvana è al di là del pensiero razionale e del linguaggio, non è possibile affermare quello che è ma, piuttosto, quello che non è. Ciò premesso occorre precisare che la dottrina del Nirvana acquisisce significati diversi a seconda della scuola buddhista, del periodo storico e del luogo in cui essa fu esposta.

    - Secondo il Buddhismo dei Nikaya la fine delle sofferenze, dei dolori e delle passioni, ivi comprese quelle piacevoli, è raggiungibile solo con il Nirvana. Il Nirvana è riuscire a liberarsi dei tre peccati fondamentali: la brama, l’odio e l’illusione. Nirvana non è il "nulla", esso non viene mai descritto e chi lo ha realizzato lo indica come un’immensa, inimmaginabile e imperturbabile consapevolezza ed è raggiunto solo dagli arhat.

    - Per il Buddhismo Mahayana il Nirvana delle scuole del Buddhismo dei Nikaya, e quindi quello degli arhat, è un Nirvana inferiore che non corrisponde allo stato di Buddha pienamente illuminato (sanscrito Samyak-sam-buddha). È un Nirvana statico (sans. pratisthita nirvana) a cui il Mahayana oppone il nirvana non statico (sans. apratishtita nirvana). Coloro che raggiungono il Nirvana del Mahayana (i Buddha pienamente illuminati e gli aryabodhisattva) non ricadono nelle attività samsariche (samsara) ma neanche nella staticità del Nirvana delle scuole del Buddhismo dei Nikaya, ovvero rifiutano sia le passioni ma anche l'imperturbabilità del Nirvana statico, questo almeno finché ci sono esseri sofferenti da salvare. Per le scuole Mahayana, Madhyamika e Cittamatra, non vi è peraltro differenza tra samsara e Nirvana e quindi non vi è un luogo al di fuori dell'ordinario in cui realizzare la verità ultima e lo stesso Nirvana. Così secondo Nagarjuna: «Non vi è la minima differenza fra samsara e nirvana, né la minima differenza fra nirvana e samsara». (Madhyamakakarika, XXV, 19)

    Nel Buddhismo il Nirvana e' il traguardo ultimo della propria pratica del Dharma.

    spero di esserti stata d'aiuto!

  • 9 anni fa

    Il termine nirvana[1], dal sanscrito nirvāṇa (devanāgarī: निर्वाण, pāli: निब्बान nibbāna, cinese: 湼槃 niepan, giapponese: 涅槃 nehan) esprime un concetto proprio delle religioni buddhista e giainista, successivamente introdotto anche nell'induismo. Ha un ruolo fondante soprattutto nel buddhismo, dove possiede il significato sia di 'estinzione' (da nir + √va, cessazione del soffio, estinzione) che, secondo una diversa etimologia proposta da un commentario buddhista di scuola Theravāda, libertà dal desiderio (nir + vana)

    Nel Buddhismo il nirvana è il fine ultimo della vita, lo stato in cui si ottiene la liberazione dal dolore (duhkha). La dottrina del nirvana nel Buddhismo solitamente non viene definita con termini positivi, ma negativi: dato che il nirvana è al di là del pensiero razionale e del linguaggio, non è possibile affermare quello che è ma, piuttosto, quello che non è. Ciò premesso occorre precisare che la dottrina del nirvana acquisisce significati diversi a seconda della scuola buddhista, del periodo storico e del luogo in cui essa fu esposta.

    Fonte/i: wikipedia
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