Cosa----> Esiste anche "l'omicidio di anima"....è pari, più grave, o meno grave, a quello del corpo?

il caso di Daniel Paul Schreber (1842 - 1911), un famoso giudice tedesco, Presidente della Corte di Appello di Dresda, che fu seguito da Sigmund Freud.

Il giudice Schreber, all'età di 42 anni impazzì, fu curato, migliorò la sua salute, ma, otto anni dopo, ebbe una grave crisi, dalla quale, sembra, non si riprese mai del tutto e non fu più possibile definirlo una persona "normale".

[...]Lo scopo dell'educazione di Schreber padre era: "Diventare padrone del bambino per sempre". Fin dai primi mesi di vita, se il bambino faceva qualcosa di "sbagliato" (ad esempio mangiare un dolce) i genitori dovevano "distrarre e sottrarre", che significa togliere dalla vista del bambino il dolce e farlo distrarre facendogli fare qualcos'altro.

Ogni disobbedienza del bambino andava annotata in una lavagna posta nella sua stanza, dove veniva anche scritta la punizione che, a fine giornata, sarebbe stata impartita.

Il padre doveva parlare "con disprezzo" al bambino che non obbediva e guardarlo con "minaccia e disapprovazione".

La filosofia di Schreber padre si può riassumere nel proverbio: "Un punto a tempo ne risolve cento", e cioè interventi educativi precoci, immediati, repressivi. Come lui stesso scrisse: "Tutte le ignobili o immorali emozioni devono essere stroncate al loro primo apparire".

Ogni gesto del bambino doveva essere controllato e corretto. Schreber padre aveva inventato una serie di strumenti per controllare la posizione assunta dal corpo del bambino. Così il "Reggitesta" era una fascia che si attaccava, da una parte ai capelli del bambino, dall'altra alla cintura impedendo al bambino di abbassare la testa. Il "Raddrizzatore della schiena" era un supporto metallico e spigoloso da collegare al tavolo, in modo che il bambino fosse costretto a stare dritto, per non urtare il metallo del supporto.

I bambini dovevano dormire sempre a pancia in su, per evitare che la pressione del materasso sui genitali potesse eccitarli; così Schreber padre mise a punto una serie di legacci per tenere i bambini fermi a letto. E se i bambini tenevano le spalle basse, ecco il "Raddrizzaspalle" che consisteva in cinghie di cuoio e molle di metallo, legate attorno alle braccia e poi passate dietro la schiena, in modo da provocare dolore se si abbassavano le spalle.

Per evitare "mollezze e tentazioni alla sensualità", era meglio che i bambini dormissero in stanze non riscaldate. Le pulizie personali dei bambini andavano sempre fatte con acqua fredda. A partire dal sesto mese di età, "per irrobustire il bambino" anche l'acqua del bagno doveva essere fredda. E siamo in Germania e non ai Caraibi.

Si doveva far attenzione a che i bambini usassero in modo uguale le due parti del corpo; fargli fare "esercizi visivi" per imparare a osservare come volevano i genitori; far usare a lungo un giocattolo prima di sostituirlo con un altro; non far avvicinare i bambini all'arte che ne potrebbe sviluppare troppo la sensibilità e le emozioni, distraendoli quindi dai loro doveri; si doveva controllare anche come i bambini salivano le scale, per vedere se usavano il corpo in modo simmetrico.

Per evitare i "danni delle polluzioni notturne insane e debilitanti" e le tentazioni della masturbazione, oltre ai bagni freddi, se si riscontrava una certa agitazione serale nel bambino, gli si doveva praticare un clistere di acqua gelata, da trattenere a lungo, prima di andare a letto.

Nello stesso tempo si invitava il bambino alla preghiera, affinché fosse "eccitato dalla presenza di Dio" e provasse la "voluttà dell'anima" piuttosto che quella del corpo.

Questi sono soltanto pochi accenni al tipo di educazione e al tipo di famiglia dove Daniel Paul Schreber è cresciuto. Un ambiente sessuofobico, malsano, sadico, morboso, intriso da fanatismo religioso. E, considerando che, le persone tendono a ripetere coattivamente per tutta la vita le forme di relazione umana imparate in famiglia durante l'infanzia, possiamo ben comprendere come questo "omicidio di anima" sia potuto avvenire.

I più volenterosi possono leggere tutto qui:

http://www.roberto-vincenzi.com/recensione_soul_mu...

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ho letto e quello che penso è che non occorrono simili casi limite,per arrivare a concludere che una famiglia ,la famiglia,può trasformarsi in una trappola o peggio che può portare a un individuo un carico di problematiche che da lì partono, perché li nascono e si sviluppano , e a provocarle sono i genitori.

    I genitori sbagliano ,non sono infallibili, ma è un fatto che qualsiasi famiglia e qualsiasi genitore dovrebbe fare estrema attenzione ad evitare di commettere, quel genere di errori che sono irrimediabili,irreparabili.

    Il problema che talune situazioni,in apparenza (non mi riferisco al caso specifico adesso) del tutto normali,in realtà non è che non possono ugualmente sconfinare in abusi,il fatto che di questi non notiamo segni evidenti nei bambini o che non accadono episodi eclatanti,non portano in quel momento, a pensare che possano nuocere e invece, col tempo se ne vedranno i risultati.

    Si potrebbero fare degli esempi,ma in realtà basta dire che alcuni individui più di altri, sono portati a mancare clamorosamente dall'essere anzitutto, degli attenti educatori per i loro figli e in parallelo, che non riescono a pensare a questi, ai figli in termini di vita,ma a vederli come una proprietà o una proiezione sulla quale fanno confluire i loro sfoghi e nel bene e nel male, e la realizzazione di loro aspirazioni fallite ecc.

    Se sono poi estremamente chiusi o ciecamente fissati su un qualche loro convincimento facile che finiranno col reprimere e uccidere, in casi limite,ma non necessariamente, quel qualcosa alla quale si da nome anima,chiaro intesa come spazio emozionale che è da tutelare e accrescere al pari del corpo.

    E dunque si ,io ci credo che esiste,che può accadere che si possa uccidere l'anima,e che nessuno può accorgersene, che alcuni compiono ciò,salvo constatarne i danni più tardi,come nel caso descritto.

    Sembrerebbe questo alla fine un delitto perfetto e del quale poche volte chi lo commette è chiamato a renderne conto o a pagare.

    Poveri quanti ci si ritrovano, ad essere vittime, di tali situazioni quasi sempre senza via d'uscita..

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    Non è quello attuato nei lager di Hitler, prima ancora della morte fisica?

    Credo sia molto più grave!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Se_questo_%C3%A8_un_u...

  • 1 decennio fa

    non ho parole per descrivere lo sdegno

  • Serena
    Lv 7
    1 decennio fa

    Si, l'omicidio dell'anima è anche peggiore di quello fisico.

    Se uccidiamo un uomo, per lui finisce ogni sofferenza, ma se ne uccidiamo l'anima i suoi tormenti saranno senza fine.

    Ed è proprio tra le mura delle pareti domestiche, lontano dagli sguardi e dalle coscienze, che si sviluppano i peggiori crimini, specialmente su chi è più indifeso, ovvero i bambini e le donne.

    Ciao

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    Cura mille volte di piu' l'accettazione e l'amore che ogni altra forma educativa.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    penso cheil padre del giudice fosse o proprio cattivo o malato, forse di disturbo ossessivo compulsivo portato all'ennesima potenza

  • Fra88
    Lv 6
    1 decennio fa

    Che tristezza.Ciò dimostra ulteriormente cosa significa negare la propria natura.Che vita infernale.Mi sorprende che non sia impazzito prima o che non abbia tentato di aggredire i genitori raggiunta una certa età.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.