? ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

Chi inventa un racconto giallo?

è per domani, non troppo lungo.. 10 punti al più veloce.. Grazie in anticipo!

4 risposte

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Era una notte fredda di dicembre. Ermaunt, il vecchio metronotte, aveva ormai compiuto il suo solito giro di controllo e se ne stava andando a casa, quando, improvvisamente, giunse il suono di uno scampanellio.

    I cani incominciarono ad abbaiare ed Ermaunt insospettito corse a vedere chi potesse essere ancora sveglio a quell’ora: forse era solo qualche gatto randagio!

    Il vecchio proseguì il suo giro. Si trovava in Via Lopez, quando, come per magia, risentì quello strano rumore. Una finestra della casa accanto si aprì e la signora Wiuller, famosa per essere una grande ficcanaso, inforcò gli occhiali e si mise a sbirciare con aria sospettosa.

    Ermaunt era sempre più allarmato. Il suo vecchio fiuto di poliziotto gli diceva che qualcosa di insolito stava succedendo.

    Non fece in tempo a finire il suo pensiero che un uomo uscì da un portone e, furtivo, con un sacco in spalla, si mise a correre, velocemente.

    Ermaunt lo seguì. Corse a perdifiato tra vicoli e viuzze…. finché…. lo spettacolo che gli si presentò davanti lo fece davvero impietrire!

    L’uomo con il sacco era salito su una slitta trainata da otto renne e in un baleno sparì nel cielo, lasciando una scia luminosa…

    Il vecchio Ermaunt ancora oggi non crede ai suoi occhi.

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  • 10 anni fa

    giooooo!!!ci sei?!?!RISPONDIMI PERO'!!!.Mamma caterina chiama suo figlio ........si dirige verso la cucina.....inizia a preparare la cena e poi si siede in salotto sulla comodissima poltrona rossa e inizia a cucire i pantaloni bucati di giorgio.......si accende la radio ee..........AHHHHHHHHHHHHH!!!si sente un urlo su in camera da letto.....va a controllare e vede giorgio disteso a terra tutto insanguinato....la finestra aperta, le belle tende arancioni svolazzavano rotte al di fuori della finestra...........il presunto assassino aveva lasciato un indizio........aveva perso la scarpa.....caterina chiama la polizia .........non risponde nessuno.......allora si fa aiutare da alcuni vicini a trasportare giorgio all' ospedale.....dato che la polizia non rispondeva....si dirige direttamente al distretto di polizia.......nessuno.......allora si arrangia.Dato che lei era un investigatrice segreta..analizzò la scarpa ......era insanguinata e allora ne analizzò il sangue.....cercò tra i vicini e uno risultò avere le stesse identiche scarpe e lo stesso identico sangue........giorgio si risvegliò e disse a sua madre che aveva visto un uomo grosso rubare qualcosa dalla sua camera.............in effetti i soldi non c' erano più e l' uomo che sospettava era grosso........alla fine l' uomo si rivelò il vero assassino perché caterina lo aveva scoperto all' angolo della strada parlare con un suo complice ........dicendo che presto lo avrebbe pagatoperchéè aveva rubato i soldi i casa di giorgio e che lo aveva quasi ucciso per sua sfortuna.......................................................................... CIAOOOOOOOO SPERO TI ABBIA AIUTATO!!!!

    Fonte/i: IL MIO CERVELLO!!"!
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  • Giungemmo a destinazione circa alle 9,15 lasciando con grandissimo dispiacere il nostro amico autista, il quale ci aveva vivacemente intrattenuto per la maggior parte del viaggio. Appena usciti dal veicolo eravamo quasi totalmente assiderati per il gran freddo e inoltre c’era una strana aria un po’ spettrale che faceva venire la tremarella a tutti. La prof era molto preoccupata anche se tentava in tutti i modi di nascondere la sua ansia. Infine Marino propose timidamente: - Io direi di imboccare questo sentierino, certamente ci condurrà alla nostra abbazia. - - Però potevano mandarci una guida! Con questo tempo io non ho nessuna voglia di incamminarmi in questa specie di stradina di sassi - soggiunse Chicca. - Tu hai sempre da lamentarti, vero? - la riprese freddamente Elena. Così decidemmo di seguire la stradina come aveva suggerito Marino e per cercare di non evidenziare il fatto che avevamo inevitabilmente paura ci mettemmo a chiacchierare del più e del meno fingendo di non notare l’aspetto antico e lugubre del posto, di non far caso a qualche acuto e stridulo verso di animale e a qualche strano tic di Cristian.

    Seguendo il sentiero di sassi che risaliva una piccola collinetta ci trovammo dinanzi ad un’imponente edificazione fortificata preceduta da un altrettanto enorme cancello dall’aspetto assai vecchio e arrugginito.Regnava fra tutti un silenzio di tomba e a romperlo improvvisamente fu un rumore sinistro proveniente dalla porta d’ingresso dell’abbazia. Si avvicinava lentamente un rumore di passi, successivamente iniziammo ad intravedere la figura massiccia di un uomo che ci veniva incontro con fare un po’ impacciato e preoccupato. Era chiaro che stava letteralmente morendo di freddo, infatti indossava solamente una specie di grande saio bianco di tela, un tantino sfilacciato in fondo, e uno di quei copricapo che indossano quasi tutti i monaci. Stranamente non era pelato in testa, anzi, aveva i capelli neri, mossi e anche piuttosto lunghi! Sembrava straniero.

    La prof era felicissima di aver finalmente trovato la famigerata guida e con tono particolarmente inquieto e nervoso gli rivolse la parola dicendo: "Poteva almeno raggiungerci prima, ora per favore ci conduca in un luogo riparato!" Come tutta risposta avemmo frammenti di parole pronunciate confusamente, una dopo l’altra, e apparentemente prive di logica. - Ecco, questo ha dei problemi! - bisbigliò ridacchiando Pozzo.- Ma perché sono perseguitata dalla sfortuna! Lo sapevo che dovevo rimanermene tranquilla a casa stamattina! - esclamò disperata Elena.- Siete veramente stupidi, non avete capito che è un monaco straniero! - li assalì bruscamente Daniele.- Già, ha ragione Dany, ed è per la precisione di nazionalità filippina – concluse infine Erika. - Mmm ….. che fortuna! – disse la prof con aria non troppo contenta – Ora traduci, per cortesia, quello che ha detto. - Certo, ha detto che è dispiaciuto, ma che non lo avevano avvertito della visita e che avremo comunque una guida. - Bene, brava, grazie. Penso che alla fine di questa gita dovrete tutti ringraziarla! – Il monaco ci aprì cortesemente il cancello ed entrammo in quello strano luogo avvolto da un alone di mistero e di paura. L’abbazia era strutturata in modo assai complesso: era di forma tetragonale, i lati settentrionali s’innervavano a strapiombo dalle falde della collina, mentre quelli meridionali s’innalzavano sul piano. Vi erano tre ordini di finestre per ogni facciata dell’abbazia, la prof e Teo supposero che erano tre semplicemente per il fatto che ciò che per gli uomini sulla terra è di forma quadrata, quando si parla di Dio diventa triangolare al fine di ricordare la Santa Trinità. Più che un luogo di culto sembrava un vecchio castello diroccato, soprattutto per i suoi colori scuri e poco uniformi. Il filippino ci condusse all’interno dove potemmo conoscere anche altri due monaci, questi, però, italiani e molto meno gentili del primo. Indossavano ambedue il medesimo saio e copricapo, quello di destra aveva un fisico abbastanza esile ed era molto alto, l’altro era, invece, bassino e grassottello. Avevamo proprio la sensazione che non gradissero la nostra presenza in quel luogo. A farci ora da guida per descriversi la parte interna, fu il monaco alto e magro. Quando iniziò a parlare ci accorgemmo che aveva un certo accento simile forse al siculo. Ci disse che l’abbazia di Tashico era stata fondata nel 1549 da un antico ordine di monaci eremiti. Questo ordine religioso era molto simile a quello dei Benedettini, infatti le uniche attività a cui si dedicavano i frati erano pregare e lavorare. La costruzione era circondata da una grande palude dove coltivavano il falasco, una particolare erba utile per fare cordami. Alcuni frati avevano invece il compito di estirpare dal terreno tutte le erbacce infestanti. I loro incontri di preghiera erano solo serali e questo ci parve abbastanza insolito. La nostra prof ci sembrò alquanto affascinata da questi argomenti.

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  • aaaaaaaaa

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