"Medico ebreo si rifiuta di operare paziente neonazista". Secondo voi, va punito?

● La notizia.

In Germania, un chirurgo di religione ebraica si è rifiutato di operare un paziente sul cui corpo è tatuata una svastica nazista.

Il chirurgo, non appena visto il tatuaggio sull'avambraccio del paziente, si è fatto sostituire e il paziente è stato operato da un altro medico.

Incollo ora parte di un articolo: <<Il medico è uscito dalla sala operatoria ed è andato direttamente a parlare con la moglie del paziente. "Io non opererò suo marito, signora, non posso, perché sono ebreo, la mia coscienza non me lo permette". Per quanto anche l'omissione di soccorso sia perseguita con severità, nella Repubblica federale qualsiasi esibizione di simboli nazisti è illecito penale.>>

● La domanda.

Qual è la vostra opinione in merito?

A) Il medico va punito poiché ha infranto il giuramento di Ippocrate;

B) Il medico non va punito in quanto ha agito per motivazioni etiche;

C) Altro.

26 risposte

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  • Dexter
    Lv 7
    9 anni fa
    Migliore risposta

    Il medico non va punito, ma elogiato perchè non ha lasciato che il paziente morisse, si è fatto semplicemente sostituire da un altro medico che non avesse i suoi stessi problemi. Problemi che tutti comprendiamo.

    C'è da aggiungere anche che se lo avesse operato lui, magari, condizionato da quel tatuaggio, avrebbe potuto commettere un errore che il suo sostituto non ha commesso.

    Insomma, tanto di cappello al chirurgo che conscio dei suoi limiti ha preferito farsi sostituire e incorrere in una pubblicità negativa piuttosto che fare qualcosa di più grave.

    Suerte

    .

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  • la cura migliore per quel demente neonazista è farlo curare proprio da un ebreo

    così ha la possibilità di mettersi la testa e la coscienza a posto

    il medico che si rifiuta di curare non è un medico

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  • 9 anni fa

    Non punirlo diventerebbe un precedente pericoloso. Perché la storia è fatta anche di guerre e crudeltà e se tutti dovessero rifiutarsi (per esempio in questo caso) per ragioni storico politiche di fare il proprio dovere verso i discendenti degli antichi avversari allora il mondo si fermerebbe.

    Anche girata è uguale. Se un medico neonazi non operasse un ebreo...sarebbe omissione di prestazione medica. E se questa omissione, in un caso grave, fa perdere minuti preziosi, sarebbe ancora più grave. La tolleranza del pensiero altrui è (o dovrebbe essere visto che in realtà in pochi hanno questo dono) alla base di ogni democrazia degna di essere chiamata tale.

    Se perdoniamo questa allora bisogna tornare alla giustizia fai da te. Dipende dai punti di vista.

    Provate a pensarla così:

    L'ebreo si rifiuta di curare il neo nazi. Poi si ammala.

    Il palestinese non lo cura. Poi si ammala anche lui.

    Il medico americano non lo cura perché gli stanno sulle balle i musulmani. Poi si ammala anche lui.

    Il giapponese non lo cura. Poi si ammala anche lui.

    Il cinese non lo cura. Poi si ammala anche lui.

    E via così all'infinito...

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  • 9 anni fa

    La questione è molto delicata e non credo si arriverà mai in tribunale proprio perchè anche l'esibizione di simboli nazisti costituisce reato penale.

    Non sono sicura però che si tratti di non rispetto del giuramento di Ippocrate perchè il medico, secondo quanto ho letto, ha delegato un altro medico ad effettuare l'operazione ed il paziente non era in pericolo di vita.

    Considerando che:

    -le condiizoni del paziente non erano precarie

    -il medico si è premurato di farsi sostituire

    direi che ha comunque rispettato la deontologia della sua professione.

    Diverso sarebbe stato se non avesse chiesto ad alcun medico di continuare l'operazione o se si fosse trattato di un paziente in pericolo di vita con quindi una correlata omissione di soccorso.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Provo a risponderti mettendomi nei panni del dottore, quindi ti dico che nemmeno io l' avrei operato. Comunque mi pare di capire che per il paziente non ci sono state conseguenze gravi in quanto il dottore è stato prontamente sostituto da un collega.

    Lo so che eticamente non è corretto, ma moralmente lo capisco. Avrei fatto la stessa cosa.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    c-ha fatto bene a nn operarlo perchè il suo credo politico avrebbe potuto offuscare la sua prestazione.

    sai che le donne chirurgo se hanno le mestruazioni nn possono operare?immagina un chirurgo arrabbiato quanti danni potenzialmente potrebbe fare.

    la scelta è stata più che giusta,poi se qualcosa fosse andato storto,subito sarebbero state imputate le colpe a lui.

    Fonte/i: buonsenso.
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  • 9 anni fa

    Per me il medico non andrebbe punito lui non l'ha fatto morire l'ha fatto operare da un altro medico spiegando le sue motivazioni se l'avesse operato e l'operazione fosse andata male lo avrebbero accusato di averlo fatto morire perché il paziente era nazista mettetevi nei suoi panni!!!!

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  • Anonimo
    9 anni fa

    ciao ^_^

    La domanda è davvero molto difficile dato che si tratta di un caso singolare, e perciò la legge da sola non potrà mai trovare una soluzione giusta, dato che essa è schematica, inflessibile, non si adegua ai singoli casi, come invece richiederebbe questa circostanza.

    Comunque sia ci sono sempre due punti di vista: quello legislativo e quello umano.

    Dal punto di vista giuridico, effettivamente l'azione compiuta rappresenta un'infrazione al giuramento di Ippocrate, infatti questo prevede (cito) " di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;" ( http://it.wikipedia.org/wiki/Giuramento_di_Ippocra... ) Il giuramento è molto lungo e questo fatto va contro diversi altri punti del suddetto, comunque sia questo esempio che ho citato è chiaro ed è il primo della lista.

    Dal punto di vista giuridico la regola è stata infranta, non c'è alcun dubbio: ad operare dev'essere un medico, prima che un uomo, ragione per la quale non dovrebbe esserci di mezzo alcun sentimento (ostile) nei confronti del paziente. Ma ecco che come in ogni processo va esaminato il caso in questione con molta attenzione.

    Come hai ben detto qualsiasi incitamento alla mentalità nazista e la rappresentazione (di conseguenza) della svastica a tal scopo sono proibite. La croce uncinata al giorno d'oggi simboleggia tutte le atrocità della 2a guerra mondiale in generale. Quello è un simbolo di appartenenza ad una certa setta che come base fondamentale pone la discriminazione razziale nei confronti degli ebrei, ed essendo stato Hitler il fondatore di questa setta, l'aderimento comporta anche l'apprezzare non solo i principi, ma anche i metodi che son stati usati. Questo chirurgo si è in pratica visto scritto sul braccio del paziente "se ci incontravamo 60-70 anni fa morivi di una morte atroce". Penso ci fossero nel regime dei soldati che bene o male dovevano (erano costretti) a seguire gli ordini dei superiori e del Führer, ma se uno si tatua la svastica al giorno d'oggi, allora quello tra il 1940 e 1945 sarebbe stato un generale o sarebbe potuto essere il Führer stesso!

    Detto ciò, ci sarebbero anche da chiarire un altro paio di cose: innanzitutto le condizioni del paziente. Nella domanda non hai detto il perché quel medico stava per operare: se il neonazista era lì a seguito di un grave incidente ed era in fin di vita è un conto; se invece era una operazione di poco conto è un altro. In un caso infatti l'ebreo potrebbe essere accusato di tentato omicidio o omicidio colposo, in che potrebbe costargli non il licenziamento, bensì il carcere anche fino a 10 e passa anni.

    Poi bisogna vedere da dove viene il tatuaggio: per quel che ne sappiamo (e per quel che ne sapeva il medico), il paziente aveva un padre alcolizzato che lo picchiava e che in giovane età lo costrinse a tatuarsi la svastica in maniera indelebile. Se questo fosse stato il caso, e se il paziente fosse stato in fin di vita, allora il dottore (in caso di decesso) avrebbe avuto una gravissima responsabilità!

    D'altro canto il paziente potrebbe essere un sostenitore del nazismo e chissà, magari un delinquente con la coscienza nera. In quel caso moralmente l'azione del dottore sarebbe stata (a parer mio) tollerabile (non che sia il chirurgo a doverlo giudicare, ma umanamente parlando...) : la motivazione è quella che ho scritto sopra (se si fossero incontrati 60-70 prima...)

    Dunque per giudicare bisognerebbe conoscere come minimo:

    a) Condizioni mediche del paziente

    b) Fedina penale del paziente

    A dipendenza di questi due fattori tutto può variare: dai 10 e passa anni di carcere per il medico, fino a dire che il paziente è un nazista e che il medico, aiutando quell'uomo che lo considera meno che feccia per la sua religione, avrebbe compiuto un'azione meritevole di elogi, e dunque se anche non l'avesse fatto, nulla gli si poteva rimproverare.

    In conclusione penso che in quella sala operatoria secondo la legge dovevano esserci un dottore (non un uomo) e un paziente (un uomo, e non un nazista). Dati i due fattori variabili il chirurgo avrebbe dovuto operare, e poi denunciare il neo-nazista per l'esibizione della croce uncinata o per quel che sia.

    In assenza di dati più specifici credo che questa possa essere la mia opinione. Leggendo il titolo ho pensato che il medico ha il diritto di non operarlo per la sua morale, etica e dignità ebraica.

    Purtroppo al giorno d'oggi però l'etica non trova spazio nei codici penali, perciò... tra le tre opzioni dateci da te io direi la C), ma solo perché come detto non esiste un'opzione su misura per questo caso. Credo però che infine si avvererà la A) (proprio per il fatto che l'etica non viene considerata), e semmai potrebbero esserci problemi anche per il paziente.

    E così chiudo la sentenza!

    ciao ^_^

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Va punito comunque, per quanto potesse avere ragione da un punto di vista morale, e ce l'aveva, era tenuto ad operare e non l'ha fatto.

    • Accedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    9 anni fa

    I medici non dovrebbero essere chiamati ad esprimere valutazioni morali sui propri pazienti, o ne consegue che tutti potrebbero rifiutare di curare questo o quel paziente per i propri convincimenti (di qualsiasi natura).

    Dal mio punto di vista sarebbe stato molto più giusto che il malato dovesse ringraziare della propria vita e salute proprio un esponente di quella cultura che tanto detesta.

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