? ha chiesto in SaluteSalute - Altro · 9 anni fa

analisi da fare per capelli bianchi precoci?

ho solo 21 anni e ne ho tantissimi ... credetemi non è una bella cosa!! ho provato afare la tinta ma non m iva di stare sempre dal barbiere .. inoltre ho dei fratelli più grandi di quasi 30 anni e non ne hanno io ne solo 21 volevo sapere qualche analisi da fare per capire??? sono arrivato aall' estrmità

2 risposte

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  • 9 anni fa
    Migliore risposta

    La visita tricologica è il primo passo per iniziare un percorso di cura efficace per un qualsiasi problema di capelli. Eccettuate patologie del cuoio capelluto (vedi il lichen plano pilare, l’alopecia areata, la psoriasi e la dermatite seborroica, le problematiche infettive ed allergiche, i tumori cutanei e le precancerosi etc.) che ben si prestano ad una immagine squisitamente clinica, mal si potrebbe digerire come una calvizie - che è in realtà un accelerazione di un processo fisiologico (andamento androgenetico) di ogni uomo o donna, in taluni soggetti geneticamente ed ormonalmente predisposti – possa entrare nel computo delle “malattie da curare” da parte di un medico specialista.

    Questo primo punto riveste importanza fondamentale: spesso è proprio il paziente e la sua storia clinica a far comprendere allo specialista quali sono i dubbi, i problemi reali, e le situazioni attuali, rispetto alle aspettative del paziente stesso che si trova ad affrontare un presunto problema di capelli.

    Compito del Dermato-Tricologo è quindi quello di ascoltare attentamente il proprio paziente per saggiare non solo l'attinenza clinica a quanto affermato, ma anche, il grado di ricettività di fronte al prospetto di una diangosi e di una eventuale cura. Tutto questo poichè - specialmente in ambito tricologico - il paziente ha già accumulato esperienze, postivie o negative, ha già tentato delle strade mediche e non, ha ascoltato diversi e spesso dissimili pareri - da parte del farmacista sotto casa, dell'amico "con lo stesso problema", del conoscente che "ha risolto il suo stesso caso", oppure ha letto le tante, spesso troppe e non controllabili indicazioni che la rete ci porta fin dentro casa.

    La fase 1 è quindi quella più cruciale: la stessa che potrà dire se quel paziente dopo la visita, gli esami strumentali e la diagnosi, sarà in grado di seguire una terapia, ma soprattutto di fidarsi del proprio Dermatologo Tricologo e quindi, di affidarsi alle sue cure e (cosa fondamentale) ai suoi controlli periodici. La situazione che ne deriva si chiama, con un termine anglosassone "compliance", che significa “aderenza” ma anche “accondiscendenza” non solo alle terapie prescritte, ma anche al rapporto fiduciario che deve ineluttabilmente intercorrere fra il medico ed il suo paziente.

    2. La raccolta dei segni clinici: la visita del cuoio capelluto e dei capelli

    In questa fase, al paziente viene richiesto di sedersi su una poltrona o sedia per l’analisi generale dello stato dei capelli e del cuoio capelluto: l’esame deve essere effettuato per mezzo di una lampada dermatologica con ingrandimento 3 o 5X.

    In questa fase si analizza la presenza di segni clinici macroscopici indicativi di una situazione patologica: l’esplorazione, l’effettuazione di test manuali come il pull-test, il test al cartonfeltro, il test della scriminatura, la valutazione macroscopica delle radici del capello, sono i più classicamente effettuati.

    Ciaoo!

  • 9 anni fa

    ma non ci pensare fatti il coloreee tranquillo

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