genius ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

breve tema sul bullismo!!! aiutooo!!!?

ragazzi mi serve un breve tema subito però!!!!!!!!!!!!!!

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DIMENTICAVO :

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2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ciao, per mandartelo subito non lo ho accorciato, pensaci tu:

    Negli ultimi tempi, giornali e telegiornali trattano di vicende assai gravi:

    gruppi di ragazzini e ragazzine che picchiano e filmano l’ aggressione.

    Questi ragazzi, sono soggetti al bullismo.

    In Italia viene considerato “bullo” una persona esibizionista, molte volte sbruffone, che ama fare il gradasso e che la maggior parte delle volte si approfitta dei più “deboli”.

    In verità, il bullismo non è una forza, ma debolezza e il perché lo si capisce ragionando: se un ragazzo picchia o minaccia un altro individuo è per sentirsi forte, e gli fa piacere sentirsi così perché non riesce a esprimere in un altro modo le sue “doti”.

    Secondo me, non serve essere violenti per far vedere che si è forti: basta essere gentili ed educati; in questo modo si dimostra anche di avere un buon carattere.

    Una cosa però è certa: i bulli hanno i loro problemi e cosa ancor più certa, non sono seguiti dai loro genitori, i quali non stando vicini ai figli per diverse ragioni, hanno dei “sensi di colpa”.

    I bulli di solito cercano di attirare l’ attenzione di altre persone e perciò si comportano stupidamente.

    Infatti pensano che la prepotenza regni; in qualche scuola i prepotenti sono ammirati dagli altri, riescono ad ottenere ciò che vogliono e hanno meno problemi di essere vittime di altri simili.

    Sono aggressivi e impulsivi, compiono azioni senza pensare alle conseguenze; trovano divertente dominare sugli altri, soprattutto quando poi si fa parte di un gruppo che molesta qualcuno. Inoltre se un bullo continua a esser prepotente per un determinato periodo, perde la “paura e la compassione” per gli altri.

    Io un bullo lo definisco come ho appena scritto, e in parole più semplici, lo vedo come un debole che ha bisogno anche del giudizio degli altri per sentirsi più forte.

    Risono poi dei gravi episodi, accaduti sempre per mano dei bulli.

    A Bari, per esempio, un ragazzino di tredici anni è stato ricoverato in ospedale per una lesione al timpano dopo che cinque suoi compagni di scuola lo hanno bersagliato con petardi che sono esplosi addosso al tredicenne.

    Un altro episodio di bullismo si è svolto in un’ altra scuola di Bari dove altri sei ragazzini, tra cui tre ragazze, hanno costretto per più giorni una ragazzina, facendole fare docce fredde nei bagni degli spogliatoi della scuola.

    Quando ho sentito tutto ciò, sono rimasta inorridita, per di più delusa dall’ atteggiamento di altri adolescenti che anno all’ incirca la mia età.

    Più che altro, sono rimasta sorpresa nel sapere che anche tra le ragazze c’è il fenomeno del bullismo.

    Di sicuro, questo si nota di più nei maschi; per le femmine però è diverso: incominciano a creare i loro “gruppetti” fin dalle elementari e man mano che crescono diventano più cattive. Sembrerebbe che siano in “competizione” con i loro compagni maschi: infatti sono molto più aggressive e spietate.

    Ma tutto ciò deve pur avere un inizio!

    Questi ragazzi diventano così prendendo esempio dai loro coetanei, fratelli o genitori stessi.

    Se un bambino cresce in mezzo all’ aggressività e alla cattiveria, sarà molto difficile che da grande sia buono e gentile, ma anche perché gli manca l’ educazione.

    Secondo me, sarebbe molto utile la presenza di un bravo psicologo nelle scuole: i ragazzi con questi problemi, segnalati dagli insegnanti e dal preside stesso, dovrebbero fare degli incontri con queste persone in modo da capire il perché del loro atteggiamento irresponsabile e cercare di correggerlo.

    Tempo fa avevo letto un libro di cui purtroppo non ricordo né l’ autore né il titolo, ma ricordo bene l’ argomento trattato: un ragazzino avendo un atteggiamento da bullo, fu mandato dalla psicologa scolastica.

    All’ inizio il ragazzo rifiutava di andarci, ma alla fine, era riuscito a ritrovare nella psicologa una figura materna; grazie all’ affetto della donna, quel ragazzino era diventato buono: tutta la sua cattiveria era sparita.

    È importante correggere l’ atteggiamento dei bulli: prima si provvede, maggiore sarà la probabilità che il ragazzo o la ragazza cambi.

  • 1 decennio fa

    Il termine “bullismo”, molto spesso dimenticato o sottovalutato, è tornato di moda durante quest’anno scolastico 2006-2007, nel quale molti sono stati gli avvenimenti d’attualità che lo riguardano.

    Vi è stata una bambina di 13 anni che è stata violentata e poi ripresa coi videofonini, ma il caso che ha creato più scalpore è stato quello del ragazzo down deriso e picchiato dai compagni di classe che poi hanno diffuso su internet il “video divertente” delle loro gesta. Ma cos’è in realtà il bullismo?

    Deriva dal termine inglese “bulling” ma nella nostra lingua ha assunto un significato più leggero, di sbruffone, di colui che ama fare il gradasso e che spesso tende a prevaricare, senza mai però raggiungere quelle caratteristiche di cattiveria e di sadismo che invece sono tipici del fenomeno del bullismo così come viene spesso osservato in ambito scolastico.

    Si può affermare che senza dubbio il luogo in cui questi atti si manifestano di più è la scuola, soprattutto durante l’intervallo e nell’orario mensa, poiché è il posto dove si ritrovano i ragazzi, ma bisogna anche ricordare che la scuola è un luogo d’istruzione che non ha assolutamente niente a che vedere col bullismo. Infatti esso si può riscontrare anche in altri ambienti e nel tragitto casa scuola. La caratteristica principale del bullo è chiaramente quella dell'aggressività, di un forte bisogno di dominare gli altri, si dimostra spesso impulsivo, si arrabbia facilmente e presenta una bassa tolleranza alla frustrazione, ed è concentrato sui propri desideri senza badare a coloro che gli sono intorno.

    Ma bisogna fare una distinzione con i “bulli passivi” ovvero i seguaci o sobillatori che non partecipano attivamente agli episodi di bullismo, sono nel branco ma non sono interessati a prevaricare ma a far parte, un modo per non essere vittima.

    Tre infatti sono di solito i protagonisti degli atti di bullismo: la vittima, il bullo ed il branco, cioè gli altri, il gruppo, la classe che sta a guardare l’atto di violenza sul più debole senza intervenire, o incitando il bullo o facendo finta di niente.

    Infatti il silenzio e la segretezza sono potenti alleati del bullo, perché non ci si ribella e le vittime si sentono troppo impaurite o deboli per parlarne anche con i genitori, quindi il bullismo passa spesso inosservato.

    Esso inoltre si manifesta in diversi atteggiamenti, i cui principali sono bullismo verbale e bullismo fisico.

    Il primo consiste nell'umiliare la vittima attraverso insulti, sarcasmo o derisione, mentre il secondo, il più classico, con in un contatto diretto (spinte, pugni, calci), e riguarda principalmente i maschi rispetto alle femmine.

    Ma se precedentemente erano solo i ragazzi a fare i bulli e le femmine ad esserne vittima adesso le bambine da vittime passano ad “aggressori” dando luogo al “bullismo femminile” che si manifesta in modo più subdolo perché è meno basato sullo scontro fisico e maggiormente caratterizzato dall'aspetto verbale e indiretto, in particolare si concentra sulla manipolazione dei rapporti di amicizia di cui gode la vittima al fine di portarla all'isolamento sociale.

    Le vittime sono per lo più degli individui molto sensibili e calmi, che quasi mai prendono in giro i propri compagni; sono più deboli dal punto di vista fisico, sono insicuri e se vengono "attaccati" reagiscono chiudendosi in se stessi oppure scoppiando in lacrime.

    Per prevenire questo fenomeno l’arma migliore è il dialogo, aiutare questi “bulli” a raccontare i loro problemi agli adulti per risolverli nel modo migliore, magari sfogando la loro aggressività in qualche sport.

    Essendo il bullismo un problema molto diffuso, è diventato sempre più oggetto di studio e di analisi da parte di esperti.

    Sono stati organizzati incontri e convegni al fine di valutarne le origini e le cause, così da fornire strumenti per intervenire in modo più efficace e porre un freno a questi comportamenti.

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