Che cosa vi siete inventati per risolvere una necessità, che a detta di altri è stata una pazzia?

Ma per voi era ok ;)

Io, molti anni fa, vivevo in una casa, in aperta campagna ( inutile dire che a oggi la zona è popolatissima ) e la casa più vicina era a centinaia di metri, ed il centro abitato a 3 km...

Avendo il motorino rotto, e vista l'ora ( mezzanotte ) mi sono accorto di non avere niente per accendere... ne un accendino, ne i fiammiferi, che ho trovato fuori bagnati... quindi, mumble mumble... mi si è accesa la lampadina... ho preso un filo di corrente con una spina ed ho spellato i fili ad una estremità, facendoli toccare; li ho messi sul fornello a gas, sono andato fuori ed ho staccato la corrente, quindi ho inserito la spina nella presa... ho aperto il gas e di corsa ho riattaccato la corrente... apprendendo a vista la scintilla ed il gas acceso, mentre l'automatico per il piccolo corto tornava giù contemporaneamente... quindi sono andato a staccare la spina, ho rimesso la corrente, ho acceso una candela per avere il fuoco per qualche ora... ho cucinato, fumato....ed avevo 16 anni ;)

Non poteva succedere niente; avevo tutto sotto controllo... ma raccontandola agli amici, molti di loro sarebbero andati a letto così, senza mangiare e ne fumare... erano gli anni '70,

Pensate che questa cosa mi è ritornata in mente quando, oggi, ho ritrovato un vecchio registratore : National Panasonic... andava a batterie; spero di farlo funzionare di nuovo... ci è piovuto ma stava in parte coperto da una busta...

Scusate le divagazioni, mi si erano aperti un po' di cassetti della memoria ;)

5 risposte

Classificazione
  • Jade V
    Lv 7
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Caro Stv,

    in effetti, sei meglio di MacGyver!!!

    Col tuo racconto mi hai fatto tornare in mente un fatto successo tanti anni fa. I miei nonni avevano una villetta in campagna, molto isolata (in mezzo ad un bosco in pratica) col paese a circa 8 km e la casa più vicina ad almeno 1 km. Durante l'anno vivevamo in città e in genere li ci si andava in estate ma, non ricordo più perchè, in quell'occasione era autunno inoltrato, ed ero con loro (forse erano le vacanze per Ognissanti, ora che ci penso, quando all'epoca si stava a casa da scuola 5 giorni, e dato che quando i miei genitori lavoravano io stavo coi nonni, immagino mi avessero portato con loro).

    Venne un temporale tremendo, di quelli improvvisi autunnali, e restammo senza corrente elettrica, così mio nonno si infilò cerata e stivaloni e andò sulla strada a vedere se la centralina fosse bruciata per un fulmine. Mentre controllava, vide una piccola luce tremolante che si avvicinava e poco dopo distinse una figura su una bicicletta, che arrancava a stento sotto quel diluvio. L'uomo in bici lo vide e si fermò: era un uomo anziano, un contadino che era stato colto all'improvviso dal temporale mentre accudiva il proprio orto e stava cercando di tornare in paese. Mio nonno gli fece notare che la pioggia era troppo forte e che la strada, semisterrata, si stava rapidamente trasformando in un torrente e che lui non sarebbe riuscito a percorrere i 10 km per arrivare a destinazione. Così lo invitò a casa, e lui accettò. Mia nonna gli prestò degli abiti di mio nonno, dato che i suoi erano zuppi d'acqua, gli preparò un tè caldo (e lui, da bravo contadino d'altri tempi, rispose: grazie, ma il vino andava meglio!) e ci mettemmo tutti e quattro davanti al fuoco del camino, con candele accese in giro, mentre lo sconosciuto visitatore raccontava aneddoti del passato e avventure varie.

    Mi ricordo ancora la scena, che a me bambina sembrò davvero singolare, quasi magica e irreale.

    La mia storia non è particolarmente pazza (se non per il fatto che al giorno d'oggi forse nessuno avrebbe fatto entrare in casa un completo sconosciuto...) ma era tantissimo tempo che non mi tornava in mente e mi ha fatto piacere ricordarla, con un leggero senso di nostalgia dell'infanzia e, forse, di tempi più sereni...

    Grazie Stv di avermi fatto aprire, coi tuoi, anche un cassetto della mia memoria. :-)

  • Anonimo
    10 anni fa

    Andare via da casa a diciassette anni per formarmi una famiglia...la mia.Era la mia necessità e non c'è stato niente da inventare,ma da costruire...giorno dopo giorno insieme... :)

    http://www.youtube.com/watch?v=QmNGVdVsZsM

    Youtube thumbnail

  • 10 anni fa

    Vivo una storia a distanza... un giorno litigammo di brutto per colpa mia... così per fargli capire che io lo amo veramente... ho preso tutto e sono andata da lui.

    Nessuno sapeva nulla,neppure la mia famiglia e neppure lui.....

    Quando l'ho visto...un suo amico gli ha ordinato di chiudere gli occhi...e poi l'ho raggiunto baciandolo.

    E' stata una bellissima sorpresa.

    Non la dimenticherò mai.

  • 10 anni fa

    Mc Giver! xD (o come si scrive)

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  • 4 anni fa

    perchè è l. a. natura stessa che produce i suoi figli, gay o non gay che siano. Puoi dire che non ti piacciono, anche criticarli, ma non rispettarli diventa bestiale e soprattutto da ignoranti, sono persone come noi, che giudicano e giudicabili come noi, ma insultarli di essere contronatura è molto diverso...

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