COME SI CURANO I BONSAI?

Se vi aiuta è un ficus ginseng...

2 risposte

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  • 9 anni fa
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    Il Bonsai ficus ginseng è una pianta sempreverde e si può considerare un bonsai da interno dato che vive in perfetta salute negli appartamenti, purché collocata in un angolo bene illuminato, lontano da fonti di calore, fuori dalla portata di eventuali correnti d’aria e spifferi vari, anche se trattasi di una pianta non particolarmente apprezzata dagli appassionati.

    Dal punto di vista climatico si tratta di una pianta che teme il freddo e che, pertanto, vive bene in casa, ma che durante la primavera e l’estate può essere collocata all’esterno, preservandola da condizioni di calore particolarmente estreme.

    Per quanto riguarda la cura di tale specie, come tutti i Bonsai Ficus, anche il Bonsai ficus ginseng va innaffiato, dall’alto, immergendo il vaso in un contenitore o versando l’acqua direttamente sul terreno, operazione da ripetere quando il terreno risulta asciutto, dotando possibilmente il relativo vaso del bonsai di un grosso sottovaso che contiene argilla espansa imbevuta d’acqua, in modo da assicurare in ogni momento le richieste condizione di umidità, anche in presenza di riscaldamenti accesi. La frequenza dell’intervento di innaffiatura dipende in modo particolare dalle condizioni climatiche del momento. Di certo le innaffiature dovranno essere frequenti e intense in estate, durante la cui stagione è opportuno provvedere con una certa cadenza anche ad opportune nebulizzazioni della chioma.

    Le concimazioni vanno cadenzate dall’inizio della primavera alla fine dell’estate, evitando gli interventi con condizioni climatiche estreme sia di caldo eccessivo che di temperature glaciali.

    La Tecnica Bonsai in senso stretto, anche per il Bonsai Ficus Ginseng, prevede interventi di potatura del bonsai sulle radici e sui rami, affiancati da periodici interventi di rinvaso del bonsai e dall’applicazione di fili, pesi, tiranti e tutori ai rami ed al tronco per modellare gli stessi, secondo le proprie preferenze, nel rispetto di quanto detto.

    Il più incisivo intervento annuale di potatura di formazione è quello primaverile, da eseguire prima che per il Bonsai abbia inizio il nuovo periodo vegetativo (intervento possibile da eseguire anche in autunno, quando per la pianta è iniziato il riposo vegetativo) cui seguiranno gli interventi di defogliazione, per assicurare alla pianta foglie piccole, proporzionate alla grandezza dell’alberello miniaturizzato.

    Tenuto conto che il Bonsai ficus ginseng predilige le stagioni calde, durante le quali gode delle migliori condizioni di salute, il periodo migliore per il rinvaso, da eseguire a Bonsai adulto ogni 3-4 anni, coincide con la primavera inoltrata. Con l’intervento di rinvaso si cerca di assicurare alla massa radicale, che con l’occasione va ridimensionata, cominciando dalle radici più legnose, un terriccio nuovo ed in quantità sufficiente ad assicurare la crescita della radici capillari. Non bisogna dimenticare che in piena terra le radici sono libere di espandersi a proprio piacimento in ogni direzione, alimentando la pianta anche in condizioni climatiche estreme. Col rinvaso si provvede anche a proteggere la pianta dall’attacco dei parassiti animali, sistemando sui fori di drenaggio presenti nel vaso la prevista griglia.

    questo è qll che ho trovato girando un po su internet spero ti possa aiutare!!ciaoo

    Fonte/i: internet
  • 9 anni fa

    Gli alberi più adatti a diventare bonsai sono quelli decidui a lenta crescita, come le querce e gli aceri, ma si prestano anche alcune conifere e arbusti sempreverdi, come cotoneaster e agazzini. La pianta può essere coltivata da seme, raccolta allo stato selvatico oppure ottenuta per talea da un altro bonsai. Una volta scelto il tipo di pianta e lo stile che si vuole realizzare, il piccolo albero va impiantato in un contenitore, che favorisca lo sviluppo delle radici in orizzontale, e sottoposto alla prima potatura.

    Il periodo di “educazione” del bonsai, detto seishi, è quello in cui viene data forma all’albero mediante la potatura dei germogli, delle foglie e dei rami. Oltre che con la potatura, la forma del bonsai viene ottenuta mediante l’applicazione di fili metallici variamente ritorti intorno al fusto. Inoltre, nel caso si voglia irrobustire il tronco alla base per conferirgli un aspetto più antico, si lega un filo di alluminio appena sopra il livello del terreno, in modo che la porzione immediatamente superiore si inturgidisca e si rigonfi, apparendo più robusta. Esistono inoltre diverse tecniche di invecchiamento artificiale, che consistono nello scortecciamento parziale del tronco e dei rami, o nella creazione di rami vecchi scortecciati lasciati ad arte sul tronco. Inoltre, per abbassare i rami vi si possono appendere dei pesi, che alterino l’orientazione naturale.

    In qualità di pianta particolarmente delicata, il bonsai ha bisogno di condizioni ambientali piuttosto stabili, con temperature moderate e intensa illuminazione. In genere deve crescere all’aperto, ma non in presenza di temperature troppo basse (inferiori allo 0 °C). Esistono tuttavia bonsai specifici da interno, ricavati da piante tropicali e subtropicali, come alcune specie di Ficus a foglia piccola. Di tanto in tanto, per assecondare la crescita del bonsai, deve essere eseguito un travaso in un contenitore leggermente più grande, che comunque conservi le caratteristiche geometriche descritte.

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