Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Differenze tra la tragedia greca e la tragedia Manzoniana!?

Aiuto x domani ho un compito da fare e la prof lo valuterà, in comitiva non si può fare perkè la prof se ne accorge. Ki mi sa dire le differenze tra la tragedia greca e la tragezia Manzoniana??? 10 punti al migliore. grz anticipatamente.

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Prende in esame le vicende del mito, inteso come evocazione-rappresentazione di vicende dal significato universale, governate dal volere del fato degli dei. I miti riprendono in forma tragica le grandi passioni incontrollabili da parte dell'uomo le sue pulsioni inconsce, il suo erotismo violatore della morale ( amori adulterini, incestuosi ) e la conseguente punizione divina della sua violenza ( ubris ). Tra i modelli antichi ecco Edipo uccisore del padre, unito in amore incestuoso con la madre Giocasta e punito dagli dei con l'accecamento e la rovina della sua stirpe (Edipo re di Sofocle ). Il recupero del teatro greco e romano viene operato nel '600 in Francia da Corneille e Racine. Ecco Fedra innamorata vanamente del figliastro Ippolito, che si vendica facendolo condannare a morte da Teseo ( Racine ). In Italia è Alfieri ad attualizzare il mito tragico di ascendenza classica: Mirra innamorata del padre Ciniro si suicida dopo la rivelazione dei suoi sentimenti inconfessabili ( Mirra di Alfieri )

    Il mito è fonte di ispirazione, non la storia. Sono adottate le tre unità di spazio, tempo e azione per concentrare al massimo l'azione scenica e garantire un pieno effetto tragico ( la catastrofe finale , sempre cruenta ).

    Il teatro storico manzoniano

    L'Adelchi di Manzoni, esempio di dramma storico

    Il teatro manzoniano si ispira alla storia e non al mito. La storia è infatti la vera sostanza della vita umana, dove l'uomo può ritrovare se stesso e le sue contraddizioni.

    La rilettura della vicenda storica ( vero storico ) attraverso la rappresentazione letteraria del drammaturgo ( vero poetico ) permette al lettore di cogliere le contraddizioni dell'agire umano, la dura legge del più forte, che nega la moralità del giusto. La storia è dunque dramma, che impone leggi necessarie ( pessimismo ). L'uomo incolpevole nella logica storica soffre e sconta anche colpe non sue ma del suo popolo (Adelchi, Ermengarda) Emerge dalla storia una legge superiore: la legge cristiana, capace di consolare gli oppressi dal destino..

    Il lettore è chiamato a riflettere sul senso degli eventi, utilizzando una prospettiva più alta: quella del cristianesimo manzoniano. Anche la sorte dei popoli può essere interpretata analizzando dall'interno (psicologicamente ) gli eventi. ( coro atto III Adelchi )

    Manzoni nega valore a due delle tre unità aristoteliche.

    Si conserva solo l'unità di azione, intesa come centralità di un avvenimento storico, che può comunque dilatarsi nel tempo (es.la lotta tra Franchi e Longobardi,772-774). Il coro in questo tipo di tragedia è lo spazio che l'autore si riserva per commentare il senso della vicenda rappresentata (il dramma del popolo italiano ) o la prospettiva in cui va letto il dramma di alcuni personaggi ( Ermengarda ).

    E' recuperato il modello del teatro di Shakespeare e di Schiller, ispirato a fatti storici liberamente reinterpretati per evidenziare il dramma composito dei sentimenti umani.

    Fonte/i: :)
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