? ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 1 decennio fa

lo spread diventa sovrano anke in borsa...?

«Altro che Grecia o Irlanda, è la Germania che dovrebbe abbandonare l'euro». Le parole di un gestore di hedge fund hanno sicuramente il sapore della provocazione, ma per quanto possa apparire paradossale, lo sfogo si avvicina alla realtà: è Berlino a trovarsi un gradino sopra gli altri e ad aver bisogno di una banca centrale diversa e di una moneta diversa, entrambe forti come lo erano la Bundesbank e il marco dei tempi andati. La Germania può infatti vantare una crescita doppia rispetto agli altri principali partner dell'Eurozona e una disoccupazione che viaggia ai livelli minimi dal 1992 quando nel resto del Continente si fatica a scendere sotto il 10 percento.

Se a questi numeri si aggiunge un deficit che ammonta «solo» al 3,7% del Pil e si considera la bufera che si sta scatenando sui debiti pubblici d'Europa non si fa fatica a capire perché gli investitori corrano ad acquistare Bund e a vendere gli altri titoli di stato dell'Eurozona. Un fenomeno che si traduce e al tempo stesso si misura con l'allargamento dei differenziali di rendimento fra titoli tedeschi e «periferici», il cosiddetto spread di cui tanto si parla in questi giorni. Basta però guardare le performance da inizio anno degli indici di Borsa per capire come il tema del «rifugio sicuro» non si giochi soltanto sul piano delle obbligazioni. Nell'Eurozona, il Dax di Francoforte ha guadagnato oltre il 15% ed è l'unico fra i principali listini a registrare un rialzo in questo 2010 travagliato: nello stesso periodo Milano ha ceduto quasi il 16%, Madrid il 19%, Atene addirittura il 32% e perfino Parigi è in calo di quasi il 7%.

Una classifica, quella dei listini, che a conti fatti riflette quasi fedelmente quella dei rendimenti delle obbligazioni di stato, visto che più alti sono gli spread e peggiori sono gli andamenti borsistici: come fuggono dalla periferia per acquistare emissioni di Berlino, così gli investitori lasciano Milano, Madrid o Parigi per puntare sul Dax di Francoforte. Ed è curioso pensare che se qualche anno fa le frontiere all'interno dell'Eurozona sembravano non esistere più e si investiva considerando soprattutto il settore o la singola società, adesso il rischio paese è tornato ad avere un ruolo predominante nelle scelte.L'exploit di Francoforte non si spiega infatti con la sola forza dell'economia tedesca o attraverso la qualità delle quotate (gli utili delle varie Basf, Linde o Bmw sono da record). Né con la minor esposizione del mercato a quel settore finanziario nel mirino degli investitori negli ultimi mesi (le banche pesano il 16% dell'indice Dax contro il 34-35% di Piazza Affari o Madrid). Anche gli spread obbligazionari giocano il proprio ruolo: indirettamente quando influenzano sotto l'aspetto psicologico i risparmiatori, invitandoli a preferire le società tedesche a quelle italiane, spagnole o francesi anche a parità di qualità; ma anche direttamente perché gli investitori professionali ne tengono conto negli algoritmi che portano alla valutazione dei singoli titoli da acquistare.

«I modelli utilizzati dalle società di gestione per selezionare le aziende su cui investire – conferma Alessandro Capeccia, gestore di Azimut Sgr – tengono sempre più in considerazione un fattore come il rischio paese, che viene espresso attraverso lo spread nei confronti del bund». In altre parole, a parità di condizioni le società quotate saranno tanto più penalizzate quanto più è elevato il differenziale di rendimento del paese a cui appartengono, finendo così per farsi preferire dalle concorrenti tedesche anche se queste hanno paradossalmente prezzi più cari.

I limiti di meccanismi simili sono evidenti, perché possono portare a forti movimenti in parte decorrelati con meriti e demeriti delle società in cui si investe. E le oscillazioni possono diventare ancora più violente quando automatismi di questo tipo vengono utilizzati dai trader elettronici, attraverso i quali passa ormai la gran parte degli scambi sui listini. Il lato positivo, volendo, è che un modello del genere presenta al suo interno una sorta di meccanismo auto-correttivo: nel momento in cui gli spread si contraggono, gli investitori tornano a preferire in termini relativi le Borse «periferiche». Anche in questo modo si spiegano i rimbalzi violenti come quello di ieri.

qualcuno me lo può spiegare?..perchè la germania non esce dall'eurozona?

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Domanda interessante.

    Perchè nonostante la Germania si lagni tanto,gli fa comodo tenere uniti tutti i paesi dell'Eurozona sotto un'unica moneta (la sua!L'€uro è il marco tedesco travestito), sotto un'unica banca centrale ( che fa da ripetitore della Bundesbank ), sotto regole scritte sotto dettatura di Berlino, sotto una politica di bilancio in linea con quella di Berlino.

    L'€uro tedesco (il marco!) ha unificato l'Europa in modo più efficace ed indolore delle temibili divisioni Panzer della Wehrmacht.

    In questi anni i paesi PIIGS sono stati tra i principali clienti delle merci tedesche e le banche tedesche, dove la borghesia tedesca ha depositato i suoi profitti miliardari, hanno investito nelle economie periferiche clienti della Germania.

    Esempio:la Germania è esposta per 100 milairdi in Irlanda.

    Ecco perchè la UE e la Merkel hanno fatto tanta pressione su Dublino perchè accettasse gli aiuti.

    Anche il Portogallo dovrà accettere aiuti perchè se fa defult lui i mercati attaccheranno la Spagna con virulenza.Con quest'ultima la Germania è pesantemente esposta.

    Insomma,il mercato UE (e non solo) è pesantemente interdipendente.

    La verità è che per la Germania questo è il migliro scenario possibile a patto però che la crisi si fermi al Portogallo.In caso contrario, Berlino potrebbe subbire pesanti contraccolpi.

  • Mark
    Lv 7
    1 decennio fa

    L'unico motivo vero per cui la Germania abbandonerebbe l'euro o spingerebbe fuori i paesi meno virtuosi è dato dalla "garanzia" che la banca centrale europea sta dando ai paesi dell'unione di "sottoscrivere i titli pubblici che non trovano collocamento sul mercato.

    In pratica la bce o emette carta moneta provocando una inflazione su tutta l' area euro e non solo nei paesi in difficoltà, inflazione che la Germania memore della repubblica di Weimar non vole, o implicitamente rende sicuri i titoli annullando il rischio legato al paese.

    In queste condizioni a rischio paese inesistente i sottoscrittori potrebbero comperare titoli italiani o portoghesi o spagnoli o irlandesi e persino greci che, garantiti dalla BCE, danno rendimenti più alti di quelli tedeschi. Mi pare che le ultime emissioni dei bund siano andate piuttosto male.

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