Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Ai cattolici: la cresima, cosa ne pensate?

La cresima è stata "istituita" quando lo Spirito Santo è sceso sugli apostoli. Non su tutti i seguaci di Gesù Cristo, sugli apostoli.

Oggi la cresima viene amministrata a tutti i ragazzini, siano convinti o no della missione che comporta, i quali ragazzini, nella maggior parte, una volta fatta la cresima non si fanno più vedere nemmeno alla Messa. A cosa è servita?

Ho letto sui "missionari del PIME" che questo è un problema generale in tutto il mondo. Non sarebbe ora di rivedere la cosa, e cambiare sistema, fare un "tirocinio" lungo (come stanno sperimentando in una parrocchia del Brasile) e dare la cresima a chi non si stufa e rimane?

N.B. LE RISPOSTE DEI NON CRISTIANI NON SARANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE.

Aggiornamento:

VALEJEX:

quanti anni avevi quando hai fatto la cresima?

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il problema è a monte....

    Il Battesimo degli adulti è Battesimo-Cresima-Eucarestia

    Col battesimo degli infanti, garante la famiglia e i padrini, Cresima ed Eucarestia sono spostati dopo una iniziazione cristiana affidata alla Chiesa, il catechismo o dottrina.

    Per opportunità pedagogiche e per permettere l'Eucarestia intorno ai 12 anni, si è postposta la Cresima, non senza incongruenze dottrinali. Tuttavia, in questo modo, posticipando la cresima anche ad una età adulta, si rende possibile una iniziazione più duratura e rispondente ai problemi dell'adolescente e dell'adulto.

    Personalmente, negli anni in cui mi è stata affidata la catechesi crismale per adulti, ho incontrato parecchi che si erano allontanati dalla fede perché incapace di rispondere alle esigenze delle problematiche relative al mondo degli adulti. Incontri di confronto sulla fede e sulla iniziazione cristiana con re-iniziazione alla eucarestia, alla preghiera e alla confessione. Corsi che trovavano poi una continuità con il corso pre-matrimoniale e gli incontri nelle case dei bimbi da battezzare. Insomma, un cammino che accompagnava i singoli e le famiglie nella vita quotidiana e li riaccoglieva nella Chiesa, abitualdoli ad una dinamica pasquale domenicale e sacramentale.

    Cambiato il parroco, si ritornò alla pedo-cresima post prima comunione...

    Risultato: gli adulti non cresimati fanno la cresima in Cattedrale come atto dovuto. I bambini cresimati non si vedono più in parrocchia.

    I fatti sono questi: la pastorale risponde alle teorie ecclesiologiche di un parroco senza confronto con la realtà. Forse, il confronto con gli adulti fa paura...E' più facile imbonire ragazzini con contenuti che non li aiuteranno nella vita di fede.

    Non c'è niente più da fare: bisogna istituire un catecumenato post-battesimale nelle parrocchie, un cammino di reiniziazione alla fede. Lo steso Catechismo ne afferma l'importanza.

    Ad oggi, l'unico serio neo-catecumenato post-battesimale nella Chiesa Cattolica è il Cammino Neocatecumenale fondato da Kiko Arguello e Carmen Hernandez. E' discusso, ma è stato riconosciuto e approvato e i risultati si vedono nelle parrocchie dove il Cammino è arrivato alla fase finale della re-iniziazione. Tuttavia, i suoi contorni sono ancora quelli di un gruppo carismatico con un leader, cosa che stride con gli equilibri (ipocriti) di gruppi nelle parrocchie, e non di una istituzione a servizio della Chiesa...

    Non vedo altre alternative, a livello di neo-catecumenati e di re-iniziazione all fede.

    In ogni caso, un post-cresima di tipo neo-catecumenale (non quello di Kiko...) potrebbe essere una soluzione, ma richiede persone con una fede vera, che possano rispondere ai problemi degli adolescenti non come genitori o maestri, ma come testimoni di fede. Ma queste persone ci sono oggi nelle parrocchie? Volontari, quanti ne vuoi, ma persone di salda e provata fede?

    Non voglio dilungarmi, ma la questione è drammatica e richiede urgenti risposte.

    Se i passi di Papa Benedetto XVI verso il Cammino Neocatecumenale sono da intendersi come una approvazione, non tanto del movimento, quanto del "bene spirituale" ad esso riconosciuto, il neo-catecumenato, allora è necessario deporre le critiche clericali e cominciare a seminare comunità neo-catecumenali nelle parrocchie, non per rimpolpare un movimento per le fisime megalomani di un leader carismatico, ma per formare cristiani adulti per le parrocchie e per la Chiesa di domani.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    io non sono d'accordo sul "siano convinti o no".

    Io all età della cresima avevo paghetta,cellulare e chiavi di casa,non si è piu nell età di non essere in grado di intendere e di volere.

    Ci sono molti,purtroppo,che lo fanno esclusivamente per la festa ed i regali

    14 su mia richiesta..e sempre per mia richiesta non ho voluto ne festa ne regali;i miei non mi hanno incoraggiata in tal senso ma nemmeno ostacolata

    Fonte/i: cattolica e cresimata per mia richiesta
  • 1 decennio fa

    bella domanda anche se moto ma molto triste realtà. ce ne parlavano al corso di teologia che ho frequentato e continuo a frequentare. i Sacramenti sono importantissimi e la Chiesa non ha più intenzione di dare così come le macchinette distribuiscono il caffè....un sacerdote addirittura diceva ciò che dici tu: Gesù ha detto: Voi siete il sale della terra....voi, che volete esserlo. non tutti, altrimenti chi dovremo salare? se gia siamo tutti sale? non perchè non lo si voglia ma perchè ecco la situazione che si ha. battesimo? per scaramanzia, altrimenti i bambini vanno all'inferno. superstizione non fede. eucarestia? la fanno tutti la comunione, e poi è bello vedere mia figlia vestita come una sposina. cresima? e si, mo la facciamo così poi fino al matrimonio, se ci sarà, siamo a posto. non è così. cmq la chiesa si sta muovendo tantissimo! al corso ci parlano del cammino catecumenale, non neocatecumenale, è differente. i bambini seguono un percorso, chi vuole, e durante il percorso ci saranno varie tappe. ( comunione, confessione, cresima) ma continueranno il percorso accanto a Gesù per conoscerlo ed amarlo altrimenti a poco serve. anche se io mi rifaccio al salmo 1 che dice: sono come alberi piantati lungo corsi d'acqua che daranno frutti a suo tempo. :-) grazie della domanda

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ... credo che vista l'importanza del sacramento sia necessario che venga amministrato solo nei riguardi di chi dimostra di averne compresto il senso e la portata (studiando naturalmente) e che, pertanto, ci sia meno superficialità a riguardo spesso mascherata dal fatto che "col sacramento comunque sempre la grazia di Dio potrà essere efficace per quella persona". Mi sono sempre chiesto se il sacerdote che presenta i candidati al Vescovo si rende conto di quanto dice (assumendosene la responsabilità) nel momento in cui afferma che "sono pronti" per ricevere il sacramento.

    Ciao ...

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  • goan
    Lv 4
    4 anni fa

    Basta che da omosessuale non diventi omosessuale praticante e l. a. chiesa non ha problemi. Poi sta a lui in tutta libertà decidere se nella sua vita è più importante l. a. chiesa o le sue inclinazioni sessuali. Inoltre se scopre di essere omosessuale l. a. chiesa non solo non lo obbliga a sposarsi con una character del sesso opposto, ma ritiene organic nullo il matrimonio nel caso lo contraesse comunque.

  • 1 decennio fa

    Inutile

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