Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

L'ira dI Achille parafrasi?

aiuto iniziò così

E allora con durissime parole

di nuovo Achille apostrofò l'Atride

senza punto ...

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    O Calliope canta l'ira dell' impetuoso e valoroso guerriero Achille che agli Achei inflisse punizioni infinite, le gloriose vite getto nel regno dei morti e ne fece il bottino dei cani e di tutti gli uccelli.

    La decisione di Zeus si stava realizzando da cui si divisero scontrandosi il signore degli eroi Agamennone e il glorioso Achille

    Chi degli Dei li fece entrare in conflitto?

    Apollo, infuriato con il re, fece crescere sul campo una micidiale pestilenza, e la gente moriva perché Agamennone trattò malamente il sacerdote di Apollo.

    Per liberare la figlia, Crise venne alle veloci navi degli Achei, avendo tra le mani bende e le saette d'oro per riscattare sua figlia, e pregava tutti gli Achei, ma soprattutto i due comandanti dell'esercito:

    "Agamennone e Menelao, e voi tutti, Achei con armature robuste difendenti lo stinco, a voi diano gli dei che abitano il Monte Olimpo, il potere di abbattere la città di Priamo, tornando vivi in patria; e voi accettando il riscatto, liberate mia figlia venerando Apollo, figlio di Zeus. "

    Allora tutti gli altri Achei manifestarono il loro consenso, onorando il sacerdote per il ricco riscatto.

    Ma il sacerdote fu malamente cacciato, per volontà del figlio di Agamennone, Atreo, che non contento dell'offerta che gli era stata posta, rispose brutalmente:

    mai ti incontrerò sulle tue navi a indugiare se tornare in futuro e spero che tu sia colto dalla morte.

    Io non la libererò, diventerà vecchia lontano dalla patria, nella mia casa nell'Argòlide, lavorando al telaio e accorrendomi nel letto.

    Ma vattene, non mi faccia infuriare, se vuole partire sano e salvo.

    Il vecchio tremò e obbedì al comando, avviandosi in silenzio lungo la riva del mare;

    ma poi in disparte, molto autorevolmente prego il sovrano Apollo, che partorì la bella chioma Latona:

    "Ascoltami uccisore di Delfi e proteggi Crisa, località sacre al Dio, qualche volta ti ho fatto costruire un tempio e vi ho bruciato delle cosce grasse di capre e topi, ma compimi questo voto:

    paghino gli Achei le mie lacrime con le tue frecce."

    Pregando disse così: l'Apollo udì, e venne giù dalla cime del monte Olimpo, con il cuore pieno d'ira; egli scendeva come la notte.

    Si collocò lontano dalle navi, e lanciò una freccia, creando un pauroso ronzio con il proprio arco d'argento.

    Mirò prima sugli asini, poi sui cani più veloci, mirando e lanciando poi sugli uomini l'acuta freccia, e di continuo i roghi funebri ardevano fitti.

    TI RICORDO CHE LA PARAFRASI CONSISTE NELL'ORDINARE UN VERSO SECONDO L'ORDINE SOGG-P.VERBALE-COMPLEMENTO E DEVI CAMBIARE LE VEKKIE PAROLE IN DISUSO CON ALTRE PIU MODERNE

    --------------------------------------------------------------

    CIAO E SPERO DI AVERTI AIUTATO<1 10 PT PLEEEEEEEEEEASE GRZ XD

  • 6 anni fa

    ?????

  • Anonimo
    1 decennio fa

    O Calliope canta l'ira dell' impetuoso e valoroso guerriero Achille che agli Achei inflisse punizioni infinite, le gloriose vite getto nel regno dei morti e ne fece il bottino dei cani e di tutti gli uccelli.

    La decisione di Zeus si stava realizzando da cui si divisero scontrandosi il signore degli eroi Agamennone e il glorioso Achille

    Chi degli Dei li fece entrare in conflitto?

    Apollo, infuriato con il re, fece crescere sul campo una micidiale pestilenza, e la gente moriva perché Agamennone trattò malamente il sacerdote di Apollo.

    Per liberare la figlia, Crise venne alle veloci navi degli Achei, avendo tra le mani bende e le saette d'oro per riscattare sua figlia, e pregava tutti gli Achei, ma soprattutto i due comandanti dell'esercito:

    "Agamennone e Menelao, e voi tutti, Achei con armature robuste difendenti lo stinco, a voi diano gli dei che abitano il Monte Olimpo, il potere di abbattere la città di Priamo, tornando vivi in patria; e voi accettando il riscatto, liberate mia figlia venerando Apollo, figlio di Zeus. "

    Allora tutti gli altri Achei manifestarono il loro consenso, onorando il sacerdote per il ricco riscatto.

    Ma il sacerdote fu malamente cacciato, per volontà del figlio di Agamennone, Atreo, che non contento dell'offerta che gli era stata posta, rispose brutalmente:

    mai ti incontrerò sulle tue navi a indugiare se tornare in futuro e spero che tu sia colto dalla morte.

    Io non la libererò, diventerà vecchia lontano dalla patria, nella mia casa nell'Argòlide, lavorando al telaio e accorrendomi nel letto.

    Ma vattene, non mi faccia infuriare, se vuole partire sano e salvo.

    Il vecchio tremò e obbedì al comando, avviandosi in silenzio lungo la riva del mare;

    ma poi in disparte, molto autorevolmente prego il sovrano Apollo, che partorì la bella chioma Latona:

    "Ascoltami uccisore di Delfi e proteggi Crisa, località sacre al Dio, qualche volta ti ho fatto costruire un tempio e vi ho bruciato delle cosce grasse di capre e topi, ma compimi questo voto:

    paghino gli Achei le mie lacrime con le tue frecce."

    Pregando disse così: l'Apollo udì, e venne giù dalla cime del monte Olimpo, con il cuore pieno d'ira; egli scendeva come la notte.

    Si collocò lontano dalle navi, e lanciò una freccia, creando un pauroso ronzio con il proprio arco d'argento.

    Mirò prima sugli asini, poi sui cani più veloci, mirando e lanciando poi sugli uomini l'acuta freccia, e di continuo i roghi funebri ardevano fitti.

    10pt plizz!!!

    Fonte/i: Mie
  • 1 decennio fa

    Ma il Pelide di nuovo, con parole oltraggiose,si rivolgeva all’Atride, non desisteva ancora dall’ira: «Avvinazzato, tu che hai lo sguardo del cane, ma il cuore di un cervo,mai di armarti alla guerra insieme all’esercito,né di appostarti in agguato con i più forti degli Acheiti senti il coraggio nell’animo: questo ti sembra la morte.Certo che è molto più comodo, nello spazioso accampamento acheo, rapinare premi a chiunque parli diverso da te. Sei un re che divora il suo popolo, poiché comandi su gente danulla:se no adesso, figlio di Atreo, era l’ultima volta che insolentivi!Ma ti dirò una cosa, e farò un gran giuramento: certo un giorno verrà rimpianto di Achille ai figli degli Achei, a tutti quanti, e allora non sarai capace, per quanto ti affligga,di dare un aiuto, quando molti per mano di Ettore massacratorecadranno morendo; e tu dentro ti mangerai l’anima,crucciandoti che al migliore degli Achei negasti un compenso».

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