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Anonimo
Anonimo ha chiesto in ViaggiViaggi (Generale)Viaggi - Altro · 1 decennio fa

Aiutatemiiiiii....weekend a Trento!?

Ciao a tutti ragazzi! vorrei regalare per Natale al mio ragazzo un weekend a Trento, visto che è una città che lo interessa particolarmente e che vorrebbe tanto visitare....vorrei sapere se potete consigliarmi innanzitutto un pò di hotel validi ma non costosissimi in cui stare e soprattutto quali posti visitare.....e se sapete dirmi magari qualche data in gennaio di qualche mercatino particolare mi fareste un piacere grazie mille!!!

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ma lascia perdere lo yoga e ravvediti piuttosto voglio raccontarti la mia avventura nella città di liverpool la città della mia squadra ascolta si parte allacciate le cinture?bene primo giorno

    Cielo grigio. Pioviggine fastidiosa che viene giù. Io, Andrea, Mario e Tiziano siamo gli ultimi a scendere dai gradoni d’acciaio dell’aereo. Mi guardo intorno, c’è solo asfalto. Un addetto ai lavori ci dice con un indistinguibile accento scouse di allontanarci dalla pista d’atterraggio, ma noi siamo lì, immobili, pietrificati, incapaci di reagire. I nostri guardi si incrociano senza troppo interesse, siamo troppo emozionati nel guardarci intorno. Troppo emozionati nel goderci questo momento. Pian piano torniamo coscienti e decidiamo di scattare qualche foto, ma il signore di prima ci ordina con aria seccata di andar via. Entriamo all’interno dell’aeroporto e, sbrigata qualche commissione, usciamo subito. La scritta enorme sulla vetrata mi aiuta a rendermi conto della situazione: non posso crederci, sono fuori dal John Lennon Airport!

    Descrivere delle emozioni così intense è pressoché impossibile, non ci sono aggettivi che rendano la gioia e l’eccitazione nel vedere l’amore della tua vita. Liverpool mi ha sempre affascinato, anche prima di essere un vero e proprio supporter dei Reds: avevo aspettative molto alte, quasi idealistiche, e nonostante ciò sono rimasto stregato dalla bellezza di questa città.

    Dicevo, trovarmi di fronte all’enorme scritta in onore del leader dei Beatles mi aiutava a rendermi conto della situazione. L’emozione era così grande che mi sembrava tutto perfetto: mi guardavo intorno come un bambino nel paese dei balocchi, non ancora completamente consapevole del fatto che stavo realizzando il sogno di una vita. Saliti sull’autobus per il centro, subito mi resi conto del tipo di mentalità british, distante anni luce dalla nostra. Una cultura splendida, che sento mia, fatta di rispetto reciproco, civiltà ed intelligenza. Non facevi in tempo a sfiorare qualcuno, anche il più rude della città, che subito ti sentivi dire “Sorry!”, seguito da un sorriso sincero. Insomma, un altro mondo.

    Arrivati all’Albert Dock, ci dividemmo: ognuno andò nel proprio hotel a rilassarsi per un po’, prima di ritrovarci in centro per iniziare a goderci la città. Un salto al The Cavern pub era d’obbligo, così come un giretto in centro. Le ore volavano fra una pinta di birra, due risate ed il vento tagliente del Merseyside. In men che non si dica si fece sera e dopo aver “cenato” (da vegetariano con i gusti molti sofisticati ho cercato di adattarmi, ma finivo per mangiare sempre le stesse cose) in un tipico locale british, ci siamo diretti verso Mathew Street per la prima serata nella folle Liverpool. Intanto ci raggiunsero Stefano Mori, il suo simpaticissimo amico Michele, il “playboy” Chris Smith (signore di Liverpool attualmente residente in Macedonia) ed il mastodontico Stephen Andrews, un autentico emblema della cultura scouse: una delle persone più disponibili, gentili ed amichevoli mai conosciute in vita mia. Deffo. La prima serata in città è stato il preludio alla follia pura dei giorni successivi: gente vestita da giraffe, mucche, fate… ragazze senza scarpe che con un colpo secco lanciavano via le mutande da sotto la gonna… devastati che mentre camminavano pendevano completamente da un lato manco fossero monchi… gente che ballava in mezzo alla strada invitandoti ad entrare in questo o in quel locale… ladies sconosciute che, dopo aver chiesto di dove eravamo, ci hanno energicamente abbracciato e salutato con il bacio sulle guance “all’italiana” manco fossimo i loro migliori amici… sconosciuti Norvegesi che ci abbracciavano urlando non appena entrati nel Flanagan’s… insomma, provate ad immaginare il più folle degli scenari: Liverpool è ancora più folle di notte. Il mio unico rimpianto, oltre a non aver potuto seriamente approcciare con nessuna ragazza (a proposito, no comment: meno male che le inglesi erano bruttine….) a causa della lingua ancora zoppicante, è stato quello di non aver potuto mai fare una “nottata” a causa degli impegni di ogni mattina.

    Fonti:

    meraviglioso e il cielo di notte è meraviglioso

    2 mesi fa

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