mi fate la parafrasi di un sonetto?

fatemi parafrasi sonetto: io voglio del ver la mia donna laudare adtta per le medie

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Parafrasi:

    Io voglio veramente lodare lamia donna

    E paragonarla alla rosa e al giglio

    Lei splende e appare più della stella del mattino

    E ciò che in cielo è bello a lei paragono

    A lei paragone le verdi campagne e l’aria

    Tutti i colori dei fiori, giallo e rosso

    Oro e azzurro e ricchi gioielli da regalarle

    Lo stesso amore grazie a Lei si affina di più

    Ella passa per la via adornata, è così gentile

    Che abbassa l’orgoglio(oppure..che rende umile) a colui che dona il saluto

    E converte alla fede cristiana se lui non lo è

    E non le si può avvicinare uomo vile

    E ancora vi dirò che la sua maggior virtù:

    nessun uomo può pensar male finche la vede

    Il testo di Guido Guinizelli è un’esaltazione della donna. Carattere tipico dell’amor cortese e quindi anche del Dolce Stil Novo, è noto che all’interno del movimento letterario il quale è lo Stil Novo la figura della donna assume un aspetto addirittura teologica , lo stesso Guinizelli nella canzone “Al cor gentil reimpiara sempre amore”Giustifica il suo amore assoluto verso la donna perché la donna come essere superiore all’uomo si avvicina alle intelligenze celesti(gli angeli) e loda la donna come imago degli angeli e delle creature celesti. Infatti il tema dominante all’interno del sonetto è la Lode all’interno delle quartine l’autore insiste sui paragoni. Paragonando cioè la donna alle forme della natura più belle come i fiori l’aria, anche qui però l’autore mette il paragone con le creature celesti nel vv-4. Nelle terzine l’autore si sofferma su le doti(virtù) della donna; nel sonetto l’apparazione della donna ha quasi effetti benefici e miracolosi; rende umili le persone a cui dona il saluto( su la parola salute c’è una doppia interpretazione la prima quella letterale l’altra anagogica per la quale il sostantivo viene dal greco salus che significa salvezza). Un'altra virtù e quella dell’annullamento e della repulsione della viltà; e infine nessun uomo può fare pensieri cattivi finchè la vede

    -Sonetto, costruito secondo il classico schema da due quartine con rima ABAB, ABAB e due terzine a rima CDE, CDE. 1

    Livello lessicale, sintattico, stilistico

    La dolcezza dello stile risalta dalla chiarezza e linearità del dettato (gli enunciati tendono a corrispondere con i versi), dall’assenza di artifici e dalla semplicità del lessico. La materia è disposta secondo una legge di costruzione simmetrica, che denota una grande attenzione all’aspetto formale. Così nei primi due versi, dopo l’enunciazione dell’intenzione del poeta sottolineata dall’allitterazione («io voglio del ver»), si succedono due infiniti, da ciascuno dei quali dipende un complemento oggetto, disposti a chiasmo: nel primo verso si ha il complemento oggetto seguito verbo («la mia donna laudare»); nel secondo verso l’ordine è invertito («asembrarli la rosa e lo giglio»). La costruzione dell’ultimo verso della quartina richiama poi in modo speculare quella del primo, in particolare per la posizione dei verbi («io voglio» all’inizio del v. 1, «somiglio» alla fine del v. 4). Meno articolata la seconda quartina, che si distende in una enunciazione paratattica delle immagini piacevoli evocate dal poeta per raffigurare per similitudine la donna (secondo la tecnica del plazer provenzale). Con l’ultimo verso della seconda quartina (e cioè a metà esatta del componimento) si ha uno slittamento del soggetto dal poeta all’Amore e, da questo, alla donna. Nelle terzine, specie nell’ultima, la corrispondenza tra ritmo e sintassi diviene quasi perfetta: a ciascun verso corrisponde una proposizione (e si tratta quasi sempre di proposizioni tra loro coordinate).

    La scelta linguistica è in linea con la precedente tradizione poetica, presentando qualche gallicismo come «rivera», «giano»; alla tradizione rimanda anche la coppia di verbi che, nel terzo verso, designa il manifestarsi della donna: si ha infatti la classica dittologia sinonimica («splende e pare»).

    SPERO DI ESSERTI STATA D'AIUTO:)

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