Gio ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Potreste trovarmi questa leggenda ?

Mi potete trovare un riassunto della leggenda di Teseo e Arianna e del minotauro ?

non troppo lungo , Grazie

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Minosse chiese a Poseidone, dio del mare, di mandargli un toro. Ricevere questo toro dal dio era la prova che l'Olimpo approvava il suo regno. In effetti, Poseidone mandò il toro, un toro di un bianco stupefacente, destinato ad essere sacrificato. Ma Minosse affascinato dalla sua bellezza non lo sacrificò; la sua forza era tale che il re di Creta, pieno di ammirazione, decise di utilizzarlo come toro da monta per i suoi greggi.

    Quando Poseidone lo venne a sapere, al fine di punire Minosse, non solo convertì il bel toro in un animale pericoloso ma fece anche in modo che Pasifae, moglie di Minosse, s'innamorasse del toro e si unisse a lui. Fu da questa unione che nacque il Minotauro, un mostro con il corpo di uomo e la testa di toro. Un mostro pericoloso e al tempo stesso di così alta stirpe, un pericolo da scongiurare che minacciava la pace ed il benessere del regno. Così Minosse lo rinchiuse in un palazio la cui costruzione affidò ad un architetto ateniese di nome Dedalo il quale, iniziato da Atenea a tutte le invenzioni dell'arte e dell'industria, costruì un palazzo a forma di labirinto - il labirinto di Cnosso: doveva essere un inestricabile susseguirsi di camere, corridoi, sale, finti ingressi e finte porte, un luogo dove perdersi e da cui fosse impossibile uscire.

    Più tardi,anche l'ateniese Dedalo vi fu rinchiuso col figlio Icaro, e poté fuggire soltanto costruendosi delle ali fatte di penne e cera inventando così l'arte del volo. Racconta la leggenda che Icaro volò tropo vicino al sole, le ali si sciolssero ed egli cadde in quel mare, che presumibilmente da lui fu chiamato Icario. Soltanto Dedalo si salvò.

    Il figlio di Minosse, Androgeo, giunse ad Atene per misurarsi con i giovani ateniesi nei giochi tauromachici, ma rimase ucciso dal toro di Maratona. Suo padre, pazzo di dolore, si strappò la corona dalla fronte accusando gli ateniesi di quell'omicidio, la morte di Androgeo doveva portare loro sfortuna e da lì in poi dovettero pagare un orribile tributo: ogni nove anni Minosse esigeva che mandassero a Creta quattordici sudditi ateniesi, sette fanciulli e sette fanciulle vergini in pubertà, che sparivano nel labirinto sacrificate al Minotauro.

    Quando Teseo vinse il toro di Maratona, erano già passati diciotto anni e Minosse stava per scegliere, per la terza volta, la schiera del sacrificio. Secondo la narrazione più antica, Teseo sarebbe andato a Creta con la sua nave o con quella di suo padre per evitare un'altro inutile sacrificio, ossia per uccidere il minotauro. Era partito con le vele nere ma suo padre gliene aveva data anche una bianca che avrebbe dovuto essere issata se Teseo fosse ritornato vittorioso.

    In tutte le narrazioni, Teseo fu ricevuto a Cnosso da una figura di donna gentile, forse una dea come Anfitrite.

    Ma quando questi volle entrare spontaneamente nel labirinto, Arianna (nipote di Elio e Zeus, figlia di Minosse e Pasifae), signora del labirinto, ebbe pietà di lui e, per amore del giovane ateniese, tradì il proprio fratello, il Minotauro. Non ci sono narrazioni di come Teseo riuscì ad ottenere il dono da Arianna, che doveva assicurargli l'uscita dal labirinto; un disegno molto antico la rappresenta filando e mentre gli consegna il fuso col filo. L'astuta ragazza sugerì a Teseo di fissare il capo del filo all'architrave dell'entrata del labirinto e di tenersi il gomitolo in mano senza perderlo mai, poiché gli sarebbe servito a trovare la via di uscita.

    Il Minotauro dormiva nella parte più interna del labirinto. Teseo doveva afferrarlo per le sopracciglia e sacrificarlo a Poseidone. Con una mano si afferrarono a vicenda, e infine Teseo trafisse mortalmente il Minotauro. Egli appare vittorioso alla porta dell'edificio sotterraneo senza portare con se il Minotauro ucciso, dove viene accolto festosamente dai fanciulli ateniesi scampati al sacrificio.

    Teseo salì sulla nave con Arianna e durante la notte presero la via del ritorno, portando con sé anche i giovani ateniesi. Teseo aveva promesso di corrispondere all'amore di Arianna sposandola una volta vinto il Minotauro. Consumarono il loro amore nella nave, ma prima dell'alba Teseo volle scendere a terra, e sbarcarono nell'isola di Dia, l'attuale Nasso. Dioniso apparve in sogno a Teseo e lo minacciò se non gli avesse ceduto Arianna. Egli si svegliò spaventato e la lasciò sull'isola immersa nel sonno. Quella stessa notte ella fu portata da Dioniso sul monte Drios, e scomparvero entrambi.

    Teseo proseguì con i giovani in direzione di Delo, dove ballò una danza che imitava le sinuosità del labirinto. Ma nella confusione di emozioni per la perdita di Arianna, si dimenticò di cambiare le vele nere con quella bianca. Egeo che attendeva il ritorno del figlio dall'alto delle mura, vide dall'Acropoli le vele nere che la nave portava alla partenza. Così, scorgendo quel segno di sventura, disperato, si uccise gettandosi in quel mare che da lui prese il nome.

  • 1 decennio fa

    Il re di Creta Minosse aveva vinto la guerra contro Atene. Ordinò allora che ogni nove anni (secondo alcune versioni ogni anno) sette giovani e sette giovinette ateniesi venissero inviati a Creta per essere divorati dal Minotauro. Quando venne il momento di effettuare la terza spedizione sacrificale, Teseo si offrì subito volontario per andare ad uccidere il mostro. Promise al padre Egeo che, in caso di successo, al suo ritorno avrebbe issato sulla nave delle vele bianche. Quando arrivò a Creta Arianna, la figlia di Minosse, si innamorò di lui e lo aiutò a ritrovare la via d’uscita dal labirinto dandogli una matassa di filo che, srotolata, gli avrebbe permesso di seguire a ritroso le proprie tracce,e una spada avvelenata. Trovato il Minotauro, Teseo lo uccise e guidò gli altri ragazzi ateniesi fuori dal labirinto.[3] Teseo portò Arianna via da Creta con sé, ma poi la abbandonò sull’isola di Nasso e la ragazza, quando si accorse di ciò che era successo, lo maledisse e pianse talmente tanto che Dioniso per confortarla le donò una corona d'oro, che venne poi mutata dal dio in una costellazione splendente alla sua morte: è la moderna costellazione della Corona Boreale. Al suo ritorno Teseo e il nocchiero della nave si dimenticarono di cambiare le vele nere con quelle bianche come promesso al padre Egeo; egli allora, credendo il figlio morto, si uccise lanciandosi nel mare, che da allora porta il suo nome. Morto il padre, Teseo viene proclamato re di Atene. Il suo primo atto fu di realizzare il "sinecismo", cioè di riunire in una sola città gli abitanti fino ad allora disseminati nella campagna. Atene divenne la capitale dello stato così costituito. Teseo instaurò, nelle linee principali, un governo democratico, al cui modello si richiamerà l'Atene classica.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il generoso Teseo, quando seppe la triste storia del tributo dei quattordici giovani, si offrì di unirsi a loro per porre fine a tutto e uccidere il Minotauro. I cittadini di Creta furono felici e ammirarono il gesto del giovane, al contrario, Egeo ne era preoccupato perchè, per quanto fosse coraggioso e valoroso suo figlio, era più probabile che il Minotauro avesse divorato Teseo che lui fosse riuscito ad ucciderlo. Egeo pregò il figlio di una cosa: la nave che portava i quattordici ostaggi da Creta ad Atene, di solito innalzava una bandiera nera, in segno di lutto; se Teseo fosse riuscito nel suo intento, il re lo pregò di sostiruire la bandiera nera con una bianca, in segno di vittoria.

    Quando la nave arrivò ad Atene, tra i curiosi sulla spiaggia, per vedere le giovani vittime si trovava anche Arianna, figlia del re Minosse. La giovane alla vista di Teseo subito se ne innamorò e quando seppe che era venuto ad Atene per uccidere il Minotauro, provò pietà sapendo che era votato a una morte sicura. Gli si avvicinò e gli chiese se in qualche modo poteva aiutarlo. Teseo rimase affascinato dalla bellezza di Arianna e gli piacque la sua offerta, tanto da prometterle che se l'avesse fatto uscire vivo da quell'impresa, l'avrebbe felicemente sposata.

    La giovane fanciulle per aiutare Teseo nell'impresa, si rivolse al costruttore del Labirinto: Dedalo. Il grande architetto, decise di aiutare la bella Arianna insegnandole come l'eroe doveva comportarsi per colpire il Minotauro al momento giusto e come poi uscire dal palazzo senza perdersi. A tale scopo consegnò ad Arianna un gomitolo di filo spiegandole che bastasse che Teseo fissasse un capo del gomitolo in un punto qualunque dell'ingresso, svolgendone poi il filo a mano a mano che avanzava, fino al momento dell'incontro col Minotauro; per tornare indietro non doveva far altro che raggomitolare il filo...

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