Fanno bene le imprese a sposarsi in altri paesi?

Questa è la riprova di quanto questo governo, considera il paese, e i lavoratori.

Fanno bene le imprese a spostarsi in altri paesi se non si fa come dicono loro.

Riferimento al caso Fiat (intervista da Berlino al N° 1 del nostro governo)

9 risposte

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Non è affatto un problema di rispetto o meno da parte del governo verso i lavoratori.

    E' infatti un problema essenzialmente prodotto dalla globalizzazione, la quale permette la delocalizzazione di alcune delle attività d' impresa in altri paesi dove, il disinteresse dei governi verso i problemi economici e del lavoro è lampante.

    Cina, tutti i territori del Sud Est asiatico, l' Africa, l' America del Sud ed anche quella centrale e l' Oceania mostrano ed hanno mostrato disinteresse verso il cittadino, tutti nessuno escluso e dove è inesistente ovvero combattuto l' associazionismo sindacale, si badi bene """ il vero associazionismo sindacale e non quello tipo USA anni 30 "".

    A tali cose non dimentichiamo di aggiungere i bassi costi di mano d' opera, l' assenza di sicurezza sul lavoro, le basse tasse e la pressochè totale mancanza della rappresentanza sindacale.

    Del resto anche la nostra rappresentanza sindacale non è che brilli per efficienza e per la propenzione alla soluzione dei problemi dei lavoratori ( i salari e gli stipendi sono, in Italia, tra i più bassi d' Europa, il sindacato ed in particolare la CGIL ha favorito, con il concorso di Prodi - Presidente IRI il regalo Alfa-Romeo a FIAT rigettando l' offerta di 75OO miliardi "" 1986 "" di Ford e permettendo anche che fosse esentata FIAT dall' applicazione "" cosa però obbligatoria per Ford ""

    della clausola d' obbligo a mantenere in italia la produzione Alfa ) ed ancora la chiusura dell' OM e di tutta l' elettronica di consumo Zanussi elettronica, la gloriosa Atlantic, la Mivar e chi più ne ha più ne metta ed a favore dell' elettronoca di consumo tedesca.

    Il problema, secondo il mio punto di vista, è che, CGIL in testa, si è fatto solo l' interesse del sindacato e dei politicanti di turno, dimenticando il cittadino lavoratore.

    Ora la CGIL fa cagnara, ma badate bene, fa cagnara perchè autoescludendosi dalla trattativa vuol tornare alla trattativa per una questione di puntiglio ed avendo più che bistecche davanti agli occhi """ ma animali interi """" non si rende conto che il mondo è cambiato.

    Non siamo più negli anni 50 o 60 o 70, ma nel 2010 ed imperando la globalizzazione il mercato, per vendere, deve ridurre i costi. La CGIL vorrebbe che il mondo sindacale fosse sempre lo stesso, quando a Pomigliano impose uno sciopero di una settimana perchè alcuni involtini di carne giungevano sulla tavola """" freddi """" mentre sempre dalla CGIL si pretendeva che i 6.000 lavoratori del turno 8 - 17 avessero tutti, nessuno escluso, l' involtino di carne"" ben caldo ""

    Vorrei qualche parere!!!

    Grazie a tutti ed a chi "" soprattutto "" ha fatto la domanda.

  • 10 anni fa

    è organico al capitalismo l'espansione mondiale, è questa la globalizzazione. La necessità di conquistare altri mercati.

    La necessità di acquistare meschi per produrre a minor costo, per battere la concorrenza.

    Tu saprai che un auto viene si assemblata in un posto, ma i componenti vengono da tutto il mondo. Così si spostano le fabbriche dove la manodopera costa meno, la forza lavoro è una merce particolare, a differenza delle altre merci è composta da umani, nel momento in cui attivano il salario, si attiva anche il mercato di area. Quindi vai a produrre dove il mercato è vergine, costi più bassi, ma nel contempo formi i futuri clienti. Finché il pianeta non sarà saturo di merci e di fabbriche il ciclo di espansione andrà avanti..

    Per il capitalismo è necessario questo processo, necessario e inarrestabile.

    Le vecchie potenze decadono e si formano nuove potenze. Un processo in atto ed evidente da vent'anni.

    Fino alla completa saturazione..

    Poi..Buumm! sarà necessario distruggere le metropoli industrializzate con i bombardieri.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Be', la Fiat è un'azienda operante nel libero mercato globalizzato, Berlusconi è un liberista,,, di cosa ci si meraviglia? Io non l'ho votato, chi l'ha fatto ed ora si lamenta doveva pensarci prima, chi si lamenta (giustamente) e non l'ha votato deve tenere conto che Berlusconi non ha tradito in questo caso le sue promesse, è un liberista che punta al profitto, non un filantropo, e questo dovrebbe essere palese.

  • se si tratta di delocalizzare la produzione lasciando a casa le persone per spostarsi in paesi dove la manodopera è sfruttata e sottopagata ti dico no

    e poi la delocalizzazione non è una cosa molto etica da fare in quanto lo si fa sempre per abbattere i costi e speculare sul prodotto finito

    esempio

    la nike usava i bambini di alcune parti del globo come manodopera per un costo irrisorio

    successivamente portava sul mercato un prodotto 100 volte più costoso e guadagnava utili spaventosi

    comunque è vero la pressione fiscale è troppo elevata e l'italia è il terzo stato europeo per tasse dopo svezia e danimarca ma mentre questi paesi hanno servizi di prima qualità l'italia a servizi da terzo mondo

    ci stanno fregando dobbiamo svegliarci gente

    Fonte/i: lo fa tuttora ma un pò è stata boicottata
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  • Anonimo
    10 anni fa

    purtroppo credo che le aziende abbiano poca scelta, in italia la pressione fiscale è troppo alta, e per essere competitivi come negli altri paesi da qualche parte bisogna pur tagliare, la colpa non è dei lavoratori, è prima di tutto di una politica che da decenni non fa altro che aumentare la pressione fiscale.

    Abbiamo le tasse piu alte d'europa ma non riceviamo praticamente nessuno dei servizi che paghiamo, e pensa che chi come me ha 21 anni non arriverà MAI a prendere la pensione, e quei fortunati che ci arriveranno avranno pensioni talmente misere che si dovranno far mantenere dalla caritas

    la disparità tra i ricchi e i "poveri" aumenta di anno in anno, i ricchi sempre piu ricchi e i poveri sempre piu poveri, questo porterà al fallimento del paese oltre alla fuga generalizzata delle imprese.

  • 10 anni fa

    La cosiddetta delocalizzazione è un fenomeno sempre più dilagante. I motivi sono disparati, ma, in primis, possono essere in unico concetto di base. Ossia, la manodopera costa ormai tanto, troppo nel nostro Paese, senza tener conto delle centinaia e centinaie ore-lavoro perse in assemblee, scioperi, occupazioni. Chiaramente, gli industriali hanno tutto l'interesse a trasferire la produzione in altri Stati (soprattutto dell'Europa orientale), laddove la manodopera costa meno della metà e non sono mai (o quasi) organizzate manifestazioni di sorta. Altrettanto chiaramente, essendo il nostro attuale Presidente del Consiglio il primo degli industriali e dei miliardari, egli non poteva che schierarsi a spada tratta dalla parte di Marchionne. Di certo, il presente caso Fiat, indipendentemente dagli esiti del referendum, segnerà una tappa fondamentale nella futura gestione aziendale, e non solo dell'industria automobilistica.

  • Silvio
    Lv 5
    10 anni fa

    .....più che sposarsi vorrebbero solo convivere in altri paesi.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Fa benissimo.In particolar modo la Fiat.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Sicuramente se sono imprese italiane, fanno bene si a spostarsi e creare filiali in tutto il mondo

    Se invece parli di imprese edili, e industriali, meglio che si spostino verso l'est che la manodopera e i materiali costano molto meno.

    Nel caso Fiat..sarebbe bene espandere anche da altre parti, come fanno tutte le altre case automobilistiche

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