Deb
Lv 4
Deb ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

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Quanti giorni erano passati? Tre o quattro? Amanda aveva perso il senso del tempo. Era come se il ciclo del mondo si fosse fermato. Ormai la fine della scuola si stava avvicinando, anche se mancavano tre mesi e mezzo, e questo la rendeva nettamente più felice. Comunque non era solo quella la ragione della sua felicità, condivisa tra l’altro da tutti gli alunni, infatti la Vitali aveva subito un cambiamento piuttosto insolito, era diventata più …docile, mutamento dovuto forse a un piccolo scherzo magico che le aveva fatto la bambina.

Un giorno infatti, mentre stava insegnando,che tra l’altro come al solito tartassava con la sua aria sadica i suoi studenti, Amanda si decise a mettere in atto una burla alquanto difficile da applicare ma molto divertente, che avrebbe segnato la storia della classe e salvato tutti i suoi compagni. L’insegnate stava per puntare il suo sguardo da “Strega delle selve” su di lei quando Amanda, con sorprendente facilità, riuscì a muovere mentalmente il gessetto bianco che era appoggiato sulla scrivania, facendolo levitare lentamente fino alla lavagna.

In quel momento non aveva saputo con esattezza se qualcuno l’avesse notato, poiché tutti stavano in silenzio.

Poi il gessetto incominciò a scrivere sulla lavagna. Lavinia White aveva subito lanciato un urlo così acuto da eguagliare un banshee irlandese. La Vitali si era girata e con stupore era rimasta paralizzata, fissando con incredulità il gessetto che scriveva da solo, senza nessuno, frasi di minaccia che la intimavano a comportarsi bene con gli altri studenti, pena il tormento eterno del cosiddetto “fantasma”.

La Vitali, leggendo quelle parole era svenuta mentre in classe regnava il caos più travolgente. Tutti erano spaventati, allo stesso tempo Amanda inscenava di essere terrorizzata mentre in realtà se la rideva.

Nessuno naturalmente credette alle parole dell’insegnate ( pur avendo la testimonianza dei bambini), alcuni addirittura le consigliarono un periodo di riposo, fatto sta che comunque quello scherzo ebbe il suo effetto a beneficenza degli alunni.

E INFANTILE? COME PORTEI MIGLIORARLO? PS: MA SE UN RAGAZZINO FOSSE "INGLOBATO" DAL PROPRIO MOSTRO INTERIORE, PERò SIA IL MOSTRO CHE LA SUA PARTE BUONA AMANO UNA RAGAZZA(uno in modo normale, puro e innocente, l'altro è un istinto incontrollabile di "possederla") SECONDO VOI COME REGIRà IL MOSTRO NEL VEDERLA?

1 risposta

Classificazione
  • Mary
    Lv 4
    9 anni fa
    Migliore risposta

    L'inizio è un po' confuso, non si capisce chi è il soggetto. Ti suggerisco di rivedere i soggetti.

    Quanto metti il punto e vai a capo è necessario ripetere il soggetto. "Un giorno, infatti, mentre stava insegnando" (Chi stava insegnando?)

    "La sua aria sadica i suoi studenti" è un po' brutta come forma, potresti dire "con la sua abituale aria sadica tartassava gli studenti" (è implicito che tartassasse i suoi)

    Quando si separano frasi coordinate con ma, però e tuttavia occorre la virgola. Quindi, "Amanda si decise a mettere in atto una burla alquanto difficile da realizzare, ma molto divertente, che avrebbe..."

    Dopo io sottolineerei il fatto che Amanda riesce a spostare il gessetto con la forza della mente. Quindi "Amanda riuscì a muovere il gessetto bianco che si trovava sulla scrivania, con la sola forza del pensiero..."

    Sei andata a capo ma non è necessario, poiché stai continuando a raccontare dello scherzo.

    Ora, hai nominato la prof.ssa, ma non l'hai presentata. "La vitali, così si chiamava l'insegnante, si era girata.."

    "Inscenava di essere terrorizzata" è bruttina come forma, ti consiglio di usare il verbo fingere, "fingeva di essere terrorizzata, mentre in realtà se la rideva di gusto".

    "a beneficenza degli alunni" è scorretto, si dice "a beneficio".

    La storia è carina, lavoraci su e vedrai come sarai soddisfatta! Per la faccenda del mostro, visto che credo tu voglia scrivere una storia per ragazzi eviterei riferimenti al sesso e punterei sulla gelosia.

    Fonte/i: Me stessa Per la regola della virgola ho citato "l'italiano nel cassetto" di roberto tresoldi
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