Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoCinema · 10 anni fa

Trama di un film, grazie?

Salve ragazzi, domani andrò al cinema a vedere "Il grande dittatore", mi servirebbe la trama o un piccolo riassunto che contenga abbastanza informazioni, ma non troppo lungo.

Grazie ^^

4 risposte

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Trama:

    Un barbiere ebreo che in seguito a ferite riportate nella guerra mondiale del 1915-18 aveva perso la memoria, dopo molti anni di degenza in un ospedale ritorna nella sua città in Germania dove riapre il suo negozio. Egli capita però in un periodo in cui il dittatore che governa il Paese, ha iniziato una feroce lotta contro gli ebrei ed il malcapitato deve subire una marea di soprusi.

    Recensione:

    Sogna mai ad occhi aperti? Io sì.

    Non solo Hanna, ma tutti quanti, dal barbiere-Charlot al dittatore, e più di tutti il regista, sognano. Chaplin dà forma a questo sogno rappresentando il ‘grande sonno’ europeo, il periodo di messa al bando della libertà e non solo di quella (ma siamo nel 1940, e l’abominio nazista non è ancora palese).

    Attraverso il sogno del dittatore tomanico – la conquista del mondo – Chaplin chiede la parola: ha deciso di parlare di schiavitù e libertà, di disperazione e speranza. Lo fa con tutta la maestria di quasi trent’anni di comicità, servendosi del suo sognatore: uno Charlot estraneo (come al solito) al suo tempo, anche se si parla di un tempo al quale non è possibile sottrarsi e c’è bisogno, per giustificarlo, di ricorrere a un’amnesia. Ma la sua ‘voce’, udita una sola volta nel finale di Tempi Moderni, non può che essere in linea col personaggio: nel momento in cui il barbiere ebreo inizia il suo accorato appello, scompare (per sempre) Charlot.

    Un uscita di scena in grande stile, davanti a milioni di spettatori: la sua ultima caduta dalla sedia, l’ultima indefinibile camminata arrivano al termine di un parallelo ardito e memorabile. Chaplin-Charlot e Hitler-Hynkel, con una condanna a priori (la didascalia iniziale) ed una a posteriori (quasi un pentimento, stando alle parole del regista), ma lungo la strada una miriade di trovate più o meno geniali e sempre divertenti. L’enorme proiettile che gira su se stesso è una dichiarazione d’intenti, cui seguono giochi di citazioni storpiate e gag in vecchio stile, con la divisa di Herring privata delle medaglie e dei bottoni o intermezzi non-sense quali i test delle invenzioni.

    Il culmine del comico è raggiunto con la visita del dittatore di Batalia Napaloni, due caricature a confronto col povero ‘Fui’ che ne subisce di tutti i colori prima di sbarazzarsi dell’alleato-rivale grazie al consiglio di Garbitsch, ministro della propaganda (la rappresentazione dei due scudieri di Hynkel meriterebbe un discorso a parte, ma tra i personaggi di contorno sono i più azzeccati).

    Non solo risate, comunque, nel continuo riflettersi di barbiere e dittatore; tra le scene più forti, sia a livello di immagine che di significato, Hynkel che danza (con Wagner in sottofondo, scelta ponderata) giocando con la Terra, per l’occasione un enorme pallone: non appena esplode, il cambio di scena è istantaneo e, al ritmo della Danza ungherese n° 5 di Brahms, tocca al barbiere compiere le proprie evoluzioni.

    Fin qui l’immagine, il gioco, l’allusione: dove non arrivano queste, o la musica, Chaplin si arma della parola: Hanna, guarda in alto. Ascoltate. Il finale non è cinema, è amore.

  • Clotho
    Lv 4
    10 anni fa

    wikipedia

    it.wikipedia.org/wiki/Il_grande_dittatore

  • ?
    Lv 4
    10 anni fa

    Un barbiere ebreo che in seguito a ferite riportate nella guerra mondiale del 1915-18 aveva perso la memoria, dopo molti anni di degenza in un ospedale ritorna nella sua città in Germania dove riapre il suo negozio. Egli capita però in un periodo in cui il dittatore che governa il Paese, ha iniziato una feroce lotta contro gli ebrei ed il malcapitato deve subire una marea di soprusi. Aiutato da una povera fanciulla sua correligionaria per la quale nutre dei sentimenti di affetto, egli fa subire spesso ai ridicoli ed inumani sgherri del dittatore - il quale viene tratteggiato con sapida caricatura - dei gustosi smacchi.

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