? ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

Riassunto Italo Calvino ''Il Giardino Incantanto''?

La Risposta 1O Punti

2 risposte

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  • Risposta preferita

    In un giorno d’estate due bambini giocano felici sotto il sole. Può chiamarsi con una parola impegnativa, “amore” l’amicizia che li lega? Loro non lo sanno né se lo chiedono, appagati della reciproca fiducia che fa pensare a Serenella che con Giovannino può sentirsi sempre

    al sicuro e a Giovannino che Serenella è coraggiosa e, a differenza di tutte le altre bambine, non piange mai. La gioia che li unisce è una magia capace di trasformare ogni gioco in un’avventura meravigliosa: come prima, quando erano andati a caccia di granchi tra le squame azzurre del mare, come adesso che camminano in equilibrio sui binari della ferrovia tenendosi per mano e saltano da una traversina all’altra attenti a non sfiorare con i piedi le pietre sottostanti. Ogni loro momento condiviso è perfetto, quasi fosse il primo della storia del mondo.

    Lo scarto di uno scambio li attira verso l’ingresso nero e misterioso della galleria: arriverà il treno! Ma Giovannino ha già scovato una fessura lungo la grande siepe di campanule e convolvoli che costeggia i binari. Dietro, una rete di recinzione slabbrata e arrotolata su se stessa: da lì comincia un altro mondo! Dopo che Giovannino ha aiutato Serenella a sgusciare al di là del confine, si ritrovano entrambi carponi nell’aiuola di un immenso giardino. Che scenario da fiaba! Vialetti di ghiaia, eucalipti altissimi che con i loro rami intrecciati levano verso il cielo arcate di foglie che ricordano le architetture di una cattedrale antica. Uno sconfinato silenzio tutt’intorno, rotto appena da un volo di passeri. E se il giardino fosse abbandonato?

    Giovannino e Serenella si inoltrano tra i viali e le aiuole, guardinghi ma curiosi, sino a che appare dinnanzi ai loro occhi una grande villa dai vetri scintillanti nel sole. Ma allora i padroni del giardino potrebbero comparire da un momento all’altro, sgridarli per la loro incursione e cacciarli via!Per nascondere la paura Giovannino si mette a spingere una carriola e Serenella vi si accomoda come su una sontuosa carrozza, indicando al suo cavaliere i fiori che più le piacciono perché possa raccoglierli per lei, formandone un bel mazzetto. È così che giungono ai bordi di una piscina azzurrissima. L’acqua è tanto invitante che, nonostante il timore di essere scoperti, non sanno resistere e, pur attenti a non attirare l’attenzione, si regalano un magnifico bagno. Usciti dall’acqua, ancora con circospezione, scambiano qualche battuta al tavolo da ping-pong che hanno scoperto vicino alla piscina, ma un colpo mal parato da

    Giovannino manda la pallina proprio contro un gong sospeso tra i sostegni di una pergola. Ecco, adesso è finita! Giovannino e Serenella, impauriti, percepiscono che ora saranno cacciati da quel giardino incantato. Invece, due servitori in livrea escono dalla villa reggendo vassoi che depositano su un tavolo all’ombra. Ai bambini basta nascondersi un momento per potersi poi servire indisturbati di quella magnifica e imprevista merenda: latte, tè e dolci a volontà. La sensazione che soltanto per una distrazione del destino sia loro concesso di stare in quel posto bellissimo li rende, però, sospettosi e altera il gusto dei dolci e delle bevande, mentre li fa stare seduti sull’orlo delle sedie. Ancora invasi dal disagio e da quella strana paura, Giovannino e Serenella si avvicinano alla villa per sbirciare tra le stecche di una persiana. Ed è così che finalmente lo vedono, il padrone di quel giardino e di quella casa in cui si sentono irrimediabilmente degli intrusi: è un ragazzo pallido e smunto che, in pigiama, seduto su una sedia a sdraio, sfoglia un grande libro illustrato. Non solo non ha un’espressione felice, anzi

    sembra che tra quelle meraviglie si senta come loro un intruso, e come loro provi quell’oscuro senso di colpa che li riempie di amarezza. Anche lui, dunque, deve a nient’altro che a una svista del destino di poter abitare quella villa, di godere la bellezza di quel giardino?

    Senza accorgersene, è così che Giovannino e Serenella scoprono, d’un tratto, tutta l’infelicità del mondo. E, ancorasenza che ne possano dire il perché, usciti lentamente dal recinto del giardino, li prende incontenibile la voglia di tornare a divertirsi, al mare. Lentamente, facendo a ritroso il cammino, recuperano la spiaggia e lì, finalmente liberi e felici, inventano un nuovo gioco: una battaglia con le alghe, che si scagliano addosso vicendevolmente, fino a che il sole tramonta.

  • 10 anni fa

    In un giorno d’estate due bambini giocano felici sotto il sole.

    Può chiamarsi con una parola impegnativa, “amore” l’amicizia che li lega? Loro non lo sanno né se lo

    chiedono, appagati della reciproca fiducia che fa pensare a Serenella che con Giovannino può sentirsi sempre

    al sicuro e a Giovannino che Serenella è coraggiosa e, a differenza di tutte le altre bambine, non piange mai.

    La gioia che li unisce è una magia capace di trasformare ogni gioco in un’avventura meravigliosa: come

    prima, quando erano andati a caccia di granchi tra le squame azzurre del mare, come adesso che camminano

    in equilibrio sui binari della ferrovia tenendosi per mano e saltano da una traversina all’altra attenti a non

    sfiorare con i piedi le pietre sottostanti. Ogni loro momento condiviso è perfetto, quasi fosse il primo della

    storia del mondo.

    Lo scarto di uno scambio li attira verso l’ingresso nero e misterioso della galleria: arriverà il treno! Ma

    Giovannino ha già scovato una fessura lungo la grande siepe di campanule e convolvoli che costeggia i

    binari. Dietro, una rete di recinzione slabbrata e arrotolata su se stessa: da lì comincia un altro mondo!

    Dopo che Giovannino ha aiutato Serenella a sgusciare al di là del confine, si ritrovano entrambi carponi

    nell’aiuola di un immenso giardino. Che scenario da fiaba! Vialetti di ghiaia, eucalipti altissimi che con i loro

    rami intrecciati levano verso il cielo arcate di foglie che ricordano le architetture di una cattedrale antica.

    Uno sconfinato silenzio tutt’intorno, rotto appena da un volo di passeri. E se il giardino fosse abbandonato?

    Giovannino e Serenella si inoltrano tra i viali e le aiuole, guardinghi ma curiosi, sino a che appare

    dinnanzi ai loro occhi una grande villa dai vetri scintillanti nel sole. Ma allora i padroni del giardino

    potrebbero comparire da un momento all’altro, sgridarli per la loro incursione e cacciarli via!

    Per nascondere la paura Giovannino si mette a spingere una carriola e Serenella vi si accomoda come su

    una sontuosa carrozza, indicando al suo cavaliere i fiori che più le piacciono perché possa raccoglierli per lei,

    formandone un bel mazzetto. È così che giungono ai bordi di una piscina azzurrissima. L’acqua è tanto

    invitante che, nonostante il timore di essere scoperti, non sanno resistere e, pur attenti a non attirare

    l’attenzione, si regalano un magnifico bagno. Usciti dall’acqua, ancora con circospezione, scambiano

    qualche battuta al tavolo da ping-pong che hanno scoperto vicino alla piscina, ma un colpo mal parato da

    Giovannino manda la pallina proprio contro un gong sospeso tra i sostegni di una pergola. Ecco, adesso è

    finita! Giovannino e Serenella, impauriti, percepiscono che ora saranno cacciati da quel giardino incantato.

    Invece, due servitori in livrea escono dalla villa reggendo vassoi che depositano su un tavolo all’ombra. Ai

    bambini basta nascondersi un momento per potersi poi servire indisturbati di quella magnifica e imprevista

    merenda: latte, tè e dolci a volontà. La sensazione che soltanto per una distrazione del destino sia loro

    concesso di stare in quel posto bellissimo li rende, però, sospettosi e altera il gusto dei dolci e delle bevande,

    mentre li fa stare seduti sull’orlo delle sedie.

    Ancora invasi dal disagio e da quella strana paura, Giovannino e Serenella si avvicinano alla villa per

    sbirciare tra le stecche di una persiana. Ed è così che finalmente lo vedono, il padrone di quel giardino e di

    quella casa in cui si sentono irrimediabilmente degli intrusi: è un ragazzo pallido e smunto che, in pigiama,

    seduto su una sedia a sdraio, sfoglia un grande libro illustrato. Non solo non ha un’espressione felice, anzi

    sembra che tra quelle meraviglie si senta come loro un intruso, e come loro provi quell’oscuro senso di colpa

    che li riempie di amarezza. Anche lui, dunque, deve a nient’altro che a una svista del destino di poter abitare

    quella villa, di godere la bellezza di quel giardino?

    Senza accorgersene, è così che Giovannino e Serenella scoprono, d’un tratto, tutta l’infelicità del mondo.

    E, ancora senza che ne possano dire il perché, usciti lentamente dal recinto del giardino, li prende

    incontenibile la voglia di tornare a divertirsi, al mare. Lentamente, facendo a ritroso il cammino, recuperano

    la spiaggia e lì, finalmente liberi e felici, inventano un nuovo gioco: una battaglia con le alghe, che si

    scagliano addosso vicendevolmente, fino a che il sole tramonta.

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