Paix.... ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 1 decennio fa

Vi siete mai trovati soli, sdraiati su un prato, in un bosco, ai bordi di una pineta che delimita una spiaggia?

....seduti su di un sasso sull'argine di un torrente impetuoso....avete mai sentito quella sensazione così forte e così naturale che vi univa alla Natura...quella una sorta di complicità, come se sei Lei vi conoscesse...come se percepiste che Lei fa parte di voi e voi di Lei.....?

Quella sensazione che poi, quando ti alzi per andartene, ti strappa un sorriso complice, quasi a voler dire "allora ciao, alla prossima"...

Aggiornamento:

Mi raccontate una vostra esperienza?....

(scusate gli errori, non ho riletto prima di inviare....)

7 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sono scout da quasi 10 anni e di queste esperienze ne ho vissute molte e ne racconterò una che mi è rimasta impressa nella mente:

    Stavamo facendo una gita in montagna, sulle alpi svizzere, quando ci siamo fermati per mangiare vicino ad un alpe...posto stupendo...immensi prati fioriti con mucche e capre....farfalle e altri insetti....veramente un posto favoloso.

    Mi sono sdraiato da parte ad un ruscelletto a prendere il sole e mi sono addormentato e quando mi sono svegliato sentivo tutti i rumori della natura non contaminati dalla civiltà rude e sporca della città...e li mi sono reso conto di quanto fosse importante preservare quei posti e quelle esperienze...veramente bello!

    Grazie per avermi fatto riflettere di nuovo su questo fatto!!

  • John
    Lv 7
    1 decennio fa

    Gentile Paix,

    mi è capitato da bambino, in mezzo ad un bosco di castagni.

    Una mia sorella maggiore, mi aveva alzato di buon mattino (era ancora buio pesto), per andar per funghi nei boschi; orbene, dopo aver camminato tra i castagni (in cerca di porcini) ad un certo punto, stanco, mi son fermato su di una roccia che sovrastava un burrone e mentre ero così assorto a osservare i dintorni, ecco sorgere l’alba pian piano all’orizzonte.

    Un autentico rapimento, al punto di non riuscire a staccare gli occhi da quella visione; quando in meditazione rievoco quella scena, mi prende un brivido che attraversa il corpo intero. È l’abbraccio della natura che ci trasporta in un altro mondo, nel “suo” mondo.

    Osservate le esperienze in questa mia domanda, dove anche Paix ha chiuso, con: “Sì, dove c’è rapimento c’è sacralità!”:

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=As...

    Chiudo con la tua bella riflessione che mi hai inviato allora:

    “Per un momento senti che esiste qualcosa di più...come se si creasse un ponte tra l’umano e il divino; dal quale ci viene concesso per un istante di intravedere ciò che sta nascosto dietro le cose...una emozione pura, che svanisce insieme al momento...”.

    “Quando l’anima percepisce il Sacro, allora la goccia diventa mare”. Meister Eckhart.

    Ti regalo qualche sonetto di Wordsworth, autentica magia, tratto dalla sua opera: “The Prelude or Growth of a Paoet’s Mind” tradotto da Stefano Chizzolini:

    http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:FxtIvPgR...

    Fu per questo che uno, il più leale dei fiumi, amava

    miscelare i suoi murmuri col canto della mia nutrice,

    e dall'ombrosi suoi alni e cascate rupestri,

    e da' suoi guadi e secche, recava una voce

    che fluiva assieme ai miei sogni. Per questo, Tu,

    o Derwent! solcando gl'uberi prati

    vicino il "dolce mio loco natio", tu, mirabile ruscello,

    spandevi incessante musica notte e giorno

    Sentivo tra le sperse colline

    Flebili sospiri raggiungermi in seguito, e romori

    D'indistinguibile movenza, passi

    Taciti quasi come la gleba che calpestavano.

    L'animo umano è composito come lo spiro

    E l'armonia musicali. V'è un'oscura

    Invisibile opera che riconcilia

    Elementi discordanti, e li converge

    In associazione.

    Un'aspra erta sorgeva

    Sovra lo speco del Salice

    E allora, satisfatto quanto

    chi remighi gagliardo

    Del suo meglio, fissai un guardo fermo

    Al sommo di quel crinale scosceso,

    Limitare d'orizzonte, dietro al quale

    Era null'altro che stelle e cupo cielo.

    Ciao, nonno Eugenio.

  • 1 decennio fa

    quando vado,in posti isolati a pesca,sia al mare,fiumi,o laghi,mi capita spesso,di:sentirmi in simbiosi con la natura,al suo confronto mi sento:molto piccolo.ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sì , mi succede automaticamente ogni volta in cui mi immergo nella natura , indipendentemente dal tipo di paesaggio che mi trovo ad osservare. Si tratta quasi di un rapimento dei sensi, di una comunione totale che mi commuove fino a strapparmi lacrime gioiose. Gioia per tanta bellezza, estasi ed una forma di profondo rispetto verso il creato. Allora mi sento figlia dell'universo , anche se in parte infinitesimale e percepisco l'intimo senso della vita.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    si si, mi capita spesso quando magari vado in campagna in giro per i campi, oppure quando sono in montagna.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mi successo più di una volta. Per vedere IL TUTTO CHE NON SI VEDE è indispensabile una personalità compiuta o una età molto giovane non ancora inquinata. Stamattina a pochi Km da Roma, sulla spiaggia, mare piatto, alle mie spalle un piccolo bosco, praticamente solo.

  • 1 decennio fa

    certo'E' successo.Questo significa che abbiamo un'anima in sintonia con la natura...e ke dopo la morte avremo un'altra vita bellissima...almeno x ki se lo merita

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