ciao a tutti mi aiutate a fare una ricerca entro oggi x favore? nn lunga le cose essenziali?

allora qst ricerca dovrei farla sul dispotismo illuminato di maria teresa d'austria

2 risposte

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    Nel Settecento Milano si trovava sotto il dominio degli Asburgo: già dal 1706 gli Austriaci avevano soppiantato gli Spagnoli nel controllo della città, ma fu solo al termine della Guerra di Successione spagnola, con le paci di Utrecht e Rastatt (1713-1714), che il dominio austriaco venne riconosciuto.

    Mentre la Roma dell'Arcadia, che aveva dominato la Cultura letteraria dell'inizio Settecento, era chiusa all'Illuminismo riformatore e razionalista, Milano era invece molto più aperta, alle novità. Il primo segno evidente dell'evoluzione culturale, che passava da cerimoniosità arcade a razionali­smo illuministico, fu la fondazione, nel 1762, dell'Accademia dei Pugni, subito affiancata da quella dei Trasformati. L'Accademia dei Pugni curò l'edizione di un giornale letterario e culturale, pubblicato ogni dieci giorni dal giugno '64 al mag­gio '66. Il nome del periodico era "Il Caffè" e indicava esplicitamente il locale all'ultima moda, nel quale veniva servito il caffè, la bevanda di origine americana, che aveva conquistato l'Europa. A Milano gli Intellettuali partecipavano attivamente anche alla vita pubblica: per esempio Gian Rinaldo Carli, già collaboratore del ”`Caffè", nel 1765 fu incaricato dal Governo austriaco di presiedere il Consiglio Economico di Milano. Non era raro che a quel tempo un letterato ricoprisse cariche pubbliche: l'Austria pro­muoveva lo sviluppo e la diffusione della Cultura e favoriva gli uomini d'intelletto. Le riforme e la politica di Maria Teresa d'Austria erano volte alla creazione di uno Stato moderno, burocratico e accentrato e portarono grandi benefici alla città di Milano, che si riprese visibilmente dai duri colpi subiti in passato. L'Imperatrice mirava a costituire uno Stato unito ed efficiente, e si circondò dei migliori intellettuali illuministici, che poteva avere a sua disposizione; tuttavia il suo operato era frutto di un'intelligenza, che aveva capito come creare uno Stato, potente, più che di dettami illuministici. In realtà Maria Teresa non aderì pienamente agli ideali proposti dai "Philosophes"; piuttosto le sue riforme furono la risposta a specifiche esigenze di riorganizzazione amministrativa e avvennero con l'appoggio degli Intellettuali, non su loro proposta.

  • 6 anni fa

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