Prima Guerra Mondiale...?

Mi servirebbe una piccola descrizione delle condizioni dei soldati italiani nella Prima Guerra Mondiale...

Grazie..

2 risposte

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Gigispina: "io sono che sono.."????? ma ripigliati va'..

    Quanto alla tua domanda, le condizioni di vita dei soldati italiani nelle trincee del Carso erano pressapoco le stesse degli altri combattenti della Prima guerra mondiale: malattie come il tifo petecchiale, la dissenteria, il "piede da trincea" (provocato dal fatto di essere costantamente coi piedi immersi nell'acqua putrida)..inoltre nell'esercito italiano vi furono molti casi di "shock da proiettile" o "trauma da artiglieria", x via del fatto che i nostri ragazzi erano impreparati a sostenere lo stress psicologico dei bombardamenti (mortai pesanti e obici che riducevano gli alberi a mozziconi, facevano eruttare la terra e disintegravano interi pezzi di montagna, figurati che cosa potevano fare a un uomo).

    Ma c'erano altri motivi x cui i fanti italiani se la passavano peggio, se possibile, di quelli degli altri eserciti. Intanto l'idiozia di certi comandanti (che seguendo alla lettera il manuale ordinavano ai soldati che "ogni posizione conquistata deve essere tenuta e difesa a qualsiasi costo"), aveva portato a situazioni assurde, con interi battaglioni di italiani ammassati a presidiare trincee indifendibili a mezza costa delle montagne - trincee che gli austriaci avevano abbandonato di proposito, ritenendole posizioni troppo esposte, x piazzarsi invece sulla cima delle vette da cui la loro artiglieria pesante poteva dominare intere vallate e tenere inchiodata la nostra fanteria con il tiro verticale delle mitragliatrici.

    L'equipaggiamento italiano poi era tra i piu scadenti: ancora ancora il fucile Carcano mod. 1891 in dotazione alle nostre compagnie di fanteria poteva considerarsi relativamente una buona arma x l'epoca, ma gli uomini (specie gli alpini) erano appesantiti da goffi zaini e involti di coperte e chissà cos'altro che rendevano i loro movimenti goffi e impacciati (una cosa del resto comune un po' a tutti gli eserciti dell'epoca, tedeschi inclusi). Alcuni comandanti di fanteria evidentemente troppo fantasiosi escogitarono addirittura un buffo stratagemma - che fu presto abbandonato, ma intanto costò la vita a parecchi soldati - x proteggersi dal fuoco delle mitragliatrici: pesanti armature da indossare sopra l'uniforme, insieme agli elmi d'acciaio. Chissà che risate devono essersi fatti gli austriaci quando hanno visto i nostri uomini uscire dalle trincee a avanzare verso di loro allo scoperto abbigliati in quel modo, tipo cavalieri medievali, muovendosi lentamente x via del peso, simili a pupazzi meccanici..sino a barcollare e cadere uno alla volta, esattamente come pupazzi meccanici, sotto il fuoco delle mitragliatrici (le corazze nn erano spesse abbastanza x poter reggere l'impatto di un proiettile, e quindi venivano perforate). Pensa te che roba era l'alto comando di una volta..

    A parte gli assalti, che nello spazio ridotto delle trincee carsiche degeneravano spesso e volentieri in feroci combattimenti corpo a corpo, condotti con mazze chiodate, spranghe, vanghe coi bordi affilati e anche pugnali (la baionetta montata sul fucile in realtà era difficile da usare, perché la lunghezza stessa del fucile la rendeva poco adatta al combattimento in spazi ridotti - le condizioni in trincea erano a dir poco pietose: con la cattiva stagione poi le piogge lasciavano entrambi i contendenti alle prese con trincee allagate, coi pazzi del parapetto che cedevano trasformati in fango liquido..immersi in questa poltiglia i soldati sguazzavano e consumavano il rancio, quasi sempre freddo, sopportando ogni genere di privazione..gli stessi ufficiali minori di fanteria condividevano la pena con i loro uomini.

    Come ci racconta Curzio Malaparte, soldato al fronte e scrittore: "Tutto a un tratto la fanteria usciva dalle trincee e si incamminava trotterellando verso le mitragliatrici austriache, con un vocio confuso che nulla aveva di eroico. Gli uomini cadevano a gruppi, uno sull'altro."

    In alta montagna le condizioni erano anche piu spaventose, perché se è vero che la neve e il gelo disperdono l'odore di putrefazione c'era però il rischio di morire assiderati a causa della mancanza di indumenti invernali (gli alpini ce li avevano, la fanteria no, calzava scarponi chiodati ma come protezione dal freddo aveva solo una mantellina..oltretutto i ripari scavati x la truppa come "dormitori" erano insufficienti)..i casi di congelamento (specie delle gambe e dei piedi) in certi reggimenti avevano raggiunto 1/3 degli uomini, vale a dire intere compagnie.

    Le difficoltà dell'esercito italiano infine erano anche legate all'impossibilità di capirsi: molti parlavano in dialetto, e tu prova a far dialogare un sardo con un italiano del Tirolo e poi dimmi se parlano la stessa lingua! A volte gli ordini dovevano essere trasmessi in dialetto, così che tutti li capissero alla perfezione..

  • 10 anni fa

    leggiti i libri che parlano di ció domanda amche in cineteca.

    io sono che sono stati girati alcuni film

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