Kagome94 ha chiesto in Arte e culturaStoria · 10 anni fa

Conoscete il nome di una donna del Rinascimento contraddistintasi per capacità intellettuali?

Per favore rispondete !!!

8 risposte

Classificazione
  • C@rol
    Lv 7
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Te ne indico due. Sicuramente Caterina Sforza, madre di "Giovanni delle Bande Nere". Tra l' altro, conduceva in battaglia i suoi soldati. Era una donna tenace, determinata, molto versatile, si occupava di erboristeria, di medicina, di cosmetica e d'alchimia. Le sue ricette sono state tramandate in un libro "Experimenti della excellentissima signora Caterina da Forlì" composto da quattrocentosettantuno rimedi curativi e di bellezza del viso e del corpo con indicazioni per la preparazione di pomate, unguenti, miscele, acqua che Caterina preparava con l'aiuto degli speziali di corte. Una sua ricetta: Malva, prezzemolo e trifoglio (infuso ) per far crescere i capelli ( non ci credo) ma diventano lucidissimi .......

    Perchè no, Caterina De' Medici ( quella del famoso massacro di San Bartolomeo). Fu una sincera protettrice delle lettere e delle arti e introdusse in Francia artisti e costumi del raffinato Rinascimento italiano. Che fosse una donna versatile ed amante delle arti e del bello lo dimostra anche il fatto che progettò la costruzione dello splendido palazzo delle Tuileries, una nuova ala del Louvre e la sua biblioteca personale, contenente numerosi manoscritti, non aveva eguali nella Francia del tempo. Introduce in Francia la cucina italiana e l' uso della forchetta. Donna crudele e spietata ( anche se questa versione per certi aspetti è riveduta e corretta), non si può essere perfette!

    Fonte/i: Google
  • Roger
    Lv 7
    10 anni fa

    La donna nel rinascimento

    Nel XVI secolo un gruppo di scrittrici e di poetesse crearono un primo rapporto con la letteratura, producendo anche opere letterarie.

    La donna in questo periodo, ha nella bellezza una qualità imprescindibile, il suo compito è il saper governare le facoltà del marito, la casa e i figli; in più deve saper vivere secondo le regole della vita cortigiana: in particolare, deve intrattenere ogni sorte d’omo con ragionamenti grati e onesti: quindi lei deve essere a conoscenza di molti (meglio tutti) gli argomenti, ma deve essere modesta e onesta.

    Il nuovo ambiente sociale e culturale seguente ai cambiamenti storici del ‘500 porta a novità nella letteratura riguardante la donna. La maggiore comprensione, in quanto parte attiva, della crisi politica ed economica che si era formata in Italia scuote il ceto intellettuale e segna l a fine del sogno rinascimentale.

    Uno dei temi più in voga in questo periodo è stato certamente il matrimonio; tale relazione comporta la convivenza con una realtà pericolosa e instabile come la donna. Nel periodo umanistico, la vita di coppia e l’ambiente familiare sono visti come contrastanti all’impegno civile e culturale dell’uomo nella società. Secondo altri pensatori invece il matrimonio era una forma di garanzia dell’ordine sociale e di controllo per l’imprevedibile natura femminile; proprio da qui nascono testi dedicati alla donna e inquadrati in primo luogo sui criteri di scelta della buona moglie e sull’educazione della giovane dal marito.

    Usuali sono in Italia i testi che delin eano l’ideale della bellezza femminile, con una minuziosa analisi di ogni particolare del corpo della donna e con la descrizione di quelle caratteristiche (colore, forma, consistenza) che accontentano l’occhio maschile: è il caso del trattato francese di Jean Liébault dal titolo “Trois livres de l’embellessiment du corps humain” nel quale il medico parigino mostra l’immaginario di bellezza femminile del ‘500 secondo una visione tipicamente maschilista. È eloquente che al nuovo ideale cinquecentesco, che presenta una donna ben in carne e formosa, corrisponda anche, nei ceti alti, la diffusione di nuove abitudini alimentari ricche di grassi e zuccheri; come si può scoprire dai libri di cucina e pasticceria ritrovati dagli studiosi. Per l’uomo del XVI secolo la carnagione bianca e le forme opulente del corpo evocano un pensiero di sanità fisica, di bellezza e di appartenenza all’elitè sociale, mentre la gracilità e l’abbronzatura sono associate alle donne del popolo. Osservazioni alquanto strane visto che il nostro modello di bellezza predispone proprio l’attitudine a scegliere donne magre e con una carnagione scura.

    Aspetto degno di attenzione e particolarmente rilevante del XVI secolo è la presenza di un gruppo femminile alla vita culturale; la donna modifica il suo ruolo, oggetto di scrittura maschile, in soggetto nei discorsi al femminile dove si manifesta una visione autonoma del mondo, dell’amore, del matrimonio e del rapporto con l’altro sesso. Affiorarono figure di donne colte come Alessandra Scala e Cassandra Fedele ambedue ammirate dal Poliziano; queste donne spinsero anche la formazione di una scuola poetica al femminile. Ogni poetessa aveva caratteristiche specifiche ma tutte i loro testi erano influenzati dal genere lirico e dai testi di Petrarca. Tra le poetesse più famose dell’epoca spiccano i nomi di Vittoria Colonna, Gaspara Stampa, Veronica Gambara, Tullia d’Aragona, Veronica Franco, Isabella di Morra e Laura Bacio Terracina. Il loro humus culturale è rappresentato dalla corte, nella quale sono non solo partecipi in qualità di nobili dame, ma anche di cantanti e musiciste di grado sociale più modesto.

    Nella seconda metà del ‘500 invece si può notare la testimonianza di uno spostamento dell’interesse femminile verso altri generi letterari come il poemetto, la favola pastorale, l’epistolario, la scrittura mistico-religiosa e anche trattatistica, zona di esclusiva competenza maschile. “Il merito delle donne” di Moderata Fonte e “La nobiltà et eccellenza delle donne” di Lucrezia Borgia sono stati scritti proprio per dare risposta alla pubblicazione, sul finire del secolo, di alcuni poeti contrari che mettono in discussione il sesso femminile. Ne “Il merito delle donne” l’autrice vuole parlare dei meriti del sesso femminile, il che porta il discorso all’esame comportamenti reali, non ideali o metafisici, del soggetto: invece di celebrare la figura femminile o istruirla, Moderata Fonte preferisce partire dal modello di comportamento già presente nella società ponendo in risalto le contraddizioni caratteristiche, al fine di dimostrare quanto di falso ci sia nella realtà dei rapporti fra i sessi.

  • 10 anni fa

    La pittrice Artemisa Gentileschi

  • 10 anni fa

    leggi cosa dice edward. é molto ben informato.

    io gli ho dato una stella

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  • Anonimo
    10 anni fa

    caterina sforza

  • 10 anni fa

    - Lucrezia Borgia...

  • 10 anni fa

    La prima che mi viene in mente (ma ce ne sono tante): Marfisa d'Este, mecenatessa (chissà se si può dire?), che si attorniava di poeti e scienziati fra cui Torquato Tasso. A Ferrara si può visitare la palazzina in cui viveva e radunava la sua cerchia culturale

  • Anonimo
    10 anni fa

    wikipedia

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