Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 10 anni fa

Diritto privato..aiutoo!!!!?

Salve ragazzi...sto studiando diritto privato 2,la parte inerente alla proprietà...ad un certo punto,nomina la proprietà edilizia! Fa la differenza tra il diritto pubblico e privato riguardando lo "ius aedificandi"(ossia la possibilità di edificare sul suolo)..dice :nel lato pubblicistico bisogna ottenere la concessione diliazia dal comune..è un compito spettante al sindaco!Mentre nel lato privatistico è compreso nella proprietà terriera!! Adesso mi chiedo...la concessione edilizia nel privato da chi viene stabilità?? come funziona nel privato?un esempio?? Grazie mille..punti al miglioreeeee!! :D

Aggiornamento:

potete inoltre indicarmi un edificio pubblico e uno privato?? Grazieee!!!!!

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Hai fatto un'enorme confusione, sovrapponendo piani che vanno tenuti rigorosamente distinti.

    Da una parte abbiamo il diritto privato e la proprietà come diritto reale. Come avrai studiato la (piena) proprietà è, in un certo senso, la "regina" dei diritti reali. E' quella che attribuisce al proprietario una sovranità incontrastata sul bene, attribuendogli il più ampio pacchetto di facoltà. Il proprietario può fare del bene quello che vuole: anzitutto ne può godere o trarne utilità (per esempio chi è proprietario di una casa può abitarci oppure darla in locazione, percependo i canoni), può disporne (vendendo il bene o donandolo o destinandolo a uno scopo), può, all'estremo, distruggere il bene. E' stato affermato che lo ius aedificandi è INSITO nel diritto di proprietà, nel senso che la signoria che il proprietario di un fondo ha sul bene è tale per cui, teoricamente, egli ha facoltà di edificarvi. Detto in altri termini: se ho un terreno, da un punto di vista strettamente privatistico, posso costruirci sopra quello che voglio perché, essendo proprietario, ho anche lo ius aedificandi.

    Però bisogna fare i conti con altre esigenze e interessi di natura pubblicistica. Infatti non si può consentire che chiunque, per il solo fatto di essere proprietario, costruisca selvaggiamente dove, come e quando gli pare. In altre parole: è necessario essere titolari del diritto di proprietà (e, conseguentemente, dello ius aedificandi) per costruire sul proprio fondo, ma, d'altra parte, non è sufficiente. Pensa al caso in cui in un ridente paesino della Valle d'Aosta, mille abitanti e duecento baite monofamiliari, una parsona si mettesse in testa di costruire, magari accanto a un edificio d'interesse storico, un grattacielo di cinquata piani. La domanda, a cui credo che saprai già rispondere è: è sufficiente essere proprietari, e quindi titolari dello ius aedificandi, per costruire come ci pare e piace?. Chiaramente no. Il diritto di proprietà, infatti, deve convivere: anzitutto con i diritti di proprietà degli altri consociati e poi, soprattutto, con l'interesse della collettività. Per questo le amministrazioni predispongono cosiddetti "documenti di piano" cioè STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA (che sono provvedimenti amministrativi, quindi di diritto pubblico - nello specifico urbanistico) con cui dettano le regole a cui chiunque deve attenersi se intende edificare sul proprio suolo. Per esempio dovranno essere rispettate le distanze fra edifici, le prescrizioni sull'altezza delle costruzioni, i metri quadri di aree destinate a parcheggi, la destinazione di quella specifica area in cui s'intende costruire (non posso costruirmi una villa nella zona industriale così come non posso costruire una fabbrica in una zona residenziale) ecc.

    Quindi: quando un proprietario (titolare dello ius aedificandi e quindi astrattamente idoneo al rilascio dei permessi amministrativi) intende costruire deve presentare un progetto di costruzione all'amministrazione competente (in ogni Comune c'è un ufficio a ciò preposto) la quale avvierà un procedimento amministrativo teso alla verifica della compatibilità del progetto presentato con i documenti di pianificazione urbanistica. A seguito dello svolgimento del procedimento, l'amministrazione (nella persona del sindaco, che è competente al rilascio) emetterà un provvedimento chiamato PERMESSO DI COSTRUIRE (un tempo si chiamava concessione edilizia, ancora prima si parlava di autorizzazione). Munitosi del permesso di costruire il proprietario potrà dare avvio ai lavori in quanto l'amministrazione ha avuto modo di operare un controllo - preventivo - sull'attività costruttiva che il privato ha intenzione di svolgere. Tornanado a monte: cosa c'entra lo ius aedificandi? Devi sapere che la dottrina civilistica, quando ancora si parlava di AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE alla costruzione, affermò che SE LO IUS AEDIFICANDI è INSITO NEL DIRITTO DI PROPRIETA' allora il proprietario dovrebbe poterlo esercitare a prescindere da qualsiasi forma di autorizzazione. Mentre parlare di autorizzazione equivale ad ammettere che un certo potere sia attribuito da una fonte esterna (l'amministrazione) mentre lo ius aedificandi è già nella sfera del proprietario, a prescindere dall'autorizzazione. Cioè: se io ho già un potere nessun soggetto, esterno alla mia sfera, può attribuirmelo. Per questo si modificò la terminologia, parlando prima di concessione edilizia e oggi di permesso di costruire. La questione non è solo di forma, ma è sostanziale perché in tal modo si esclude che l'amministrazione attribuisca il potere di costruire al privato ma SI RICONOSCE CHE IL PRIVATO HA GIA' IL POTERE DI COSTRUIRE ed è libero di farlo quando vuole, salvo l'onere di sottoporre il suo progetto all'amministrazione per la verifica della compatibilità con le disposizioni urbanistiche.

    Fonte/i: (proseguo qua perché mi dice che la risposta è troppo lunga)------- Con il permesso, quindi, l'amministrazione NON DA' il potere di edificare (che il proprietario, in quanto tale, già ha) ma ATTESTA CHE NON CI SONO OSTACOLI DI NATURA PUBBLICISTICA ALLA COSTRUZIONE.
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