ipnos ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Siamo di fronte ad un secondo Risorgimento?

Prendo spunto dal bel discorso di ieri di Roberto Benigni per chiedere se noi in questo periodo, con tutte le divisioni interne, pareri discordanti su ogni argomento, tra destra e sinistra che si fanno la guerra in ogni modo...è un caso che i 150 anni dell'unità d'Italia arrivano forse nel momento in cui più ne abbiamo bisogno per ricordarci che siamo un paese ricco e benestante e invidiato da tutti, nonostante tutto?

Evviva l'Italia!

Aggiornamento:

A volte mi piacerebbe sentire anche le opinioni di chi non ha la fortuna di vivere in un bel paese come il nostro. Davvero, a volte leggere e percepire tanto pessimismo diventa avvilente. Mi riferisco all'intervento di Guido soprattutto che ci vede come una serie di comunità barbare costrette a stare unite contro la loro volontà. C'è gente davvero incontentabile al giorno d'oggi. In tanti siamo fieri della nostra bandiera.

Aggiornamento 2:

Volevo aggiungere un appunto per thraling. Ovviamente l'intervento aveva come obiettivo quello di palpare, come dire, quanto è sentita questa unità a livello nazionale. Io personalmente la sento forte...ho dato all'Italia un giudizio globale senza andare a scavare troppo nelle problematiche specifiche. Posso solo dirti che i problemi di cui ti lamenti tu sono esattamente gli stessi che lamentano tutti i paesi civilizzati e che cercano sempre la perfezione in tutti gli ambiti lavorativi; sfido a trovare un operaio americano che sia completamente soddisfatto della sua situazione (per dare l'idea)!

Sentire però un italiano che schifa la sua nazione come fai tu non è proprio educativo a parere mio...e comunque volevo vedere te in un paese del terzo mondo! Non decidiamo noi dove nascere e allora proviamo ad accontentarci un attimo delle cose che abbiamo.

Aggiornamento 3:

-"Chi è con me?" -"Noi no" -"Ah, ma voi non c'entrate. Che bello, tutti sono con me!".

Ma scusa non regge quello che dici; tu affermi che si affrontano banalmente le questioni ma prendi le parti che fanno solo comodo a te. Allora con questo modo di pensare il discorso del Gabon e del terzo mondo c'entra eccome (altrimenti saremmo superficiali no?). Per accorgerci di una competitività di una nazione a livello mondiale ci si confronta con tutti i paesi o no? O le nazioni più deboli non hanno voce in capitolo? Ragioniamo da questo punto di vista e da qui possiamo stilare una classifica di competitività e benessere. Se confronto dev'essere, deve essere onesto, prendere tutti gli elementi, forti e deboli e vedere realmente dove si colloca la competitività e il benessere di una nazione.

E anche il discorso delle diversità a livello regionale non stanno in piedi, e credimi che stando lontani dall'Italia che tu sia campano o lombardo o laziale o sardo non cambia nulla..certo nell'entroterra i

Aggiornamento 4:

..certo nell'entroterra italiano le divisioni sono marcate, ma in quale grande paese non è così? In Spagna forse? O Negli Stati Uniti? O in Germania che fino a pochi anni fa era politicamente divisa in due paesi? Per non parlare dello stesso Regno Unito!

Sembra dalle tue parole che viviamo in un paese irremediabilmente arretrato, calpestato da tutti, schiacciato dalle oppressioni di non so chi, quando invece se ci affacciamo oltre l'Alpe scopriamo che nelle case degli altri ci si lamenta dei problemi più svariati...non siamo poi così diversi dagli altri!

E comunque certo che abbiamo i nostri problemi, nessuno è cieco da non vederli, certo che il debito che pesa come un macigno non ci aiuta, che la disoccupazione e la concorrenza aumenta sempre di più e che spesso la politica di questi temi non da risposte adeguate; bisogna tuttavia comprendere che la globalizzazione avanza sempre di più ed è necessario più tempo per trovare nuove strade di crescita. Questo non toglie il fatto che il s

Aggiornamento 5:

Questo non toglie il fatto che il senso patriottico debba essere nullo, il senso di appartenenza alla nazione l'ho sempre trovato molto forte basandomi su esperienze anche personali; poi certo, non si può andare d'accordo sul piano politico, culturale o quant'altro ma questo è appunto un altro tema che non volevo mettere in risalto nella domanda. Tutto qui.

Aggiornamento 6:

Scusami l'intervento è tutto spezzettato, non ho avuto il dono di sintesi e in un blocco solo non ci stava. Buona Serata comunque e spero di essermi fatto capire.

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Credo che bearsi di una visione rose e fiori sia un atto di arroganza molto fuorviante dalla realtà. Vuoi opinioni di chi non è così fortunato da vivere nel nostro Belpaese? Eccole: 1002 pagine e fai pure i tuoi conti sulla serietà del sondaggio e su quanti e come ne parlano bene.

    http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/risu...

    A me onestamente viene da piangere. Del resto io preferisco prendere come riferimento i paesi civili, non il Gabon perché devo festeggiare il fatto di non girare con il gonnellino di paglia. Ma ti dirò di più, mostrandoti quanto il tuo Belpaese sia cauto ed attento nei confronti dei suoi pargoli:

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=As...

    Personalmente (nelle mie zone) sento quotidianamente l'esperienza o la concorrenza estera. Di che cosa dovrei felicitarmi esattamente? Di avere una bandiera più carina o una classe statale con una storia più divertente? Di solito si è fieri per qualcosa di cui si ha merito. Gli Italiani invece saltano sempre sul carro degli slogan culturali tipo "arte e archeologia" (che invece sono tipici abissi di ignoranza popolare), pronti però a discenderne quando si parla dello stereotipo di italiano chiassoso e disonesto. No, quello va visto caso per caso. Senza rendersi conto che, all'estero, un italiano è visto come i Rumeni o gli Albanesi in Italia.

    No, direi proprio che l'orgoglio un Italiano non può permetterselo.

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    ipnos, non ti offendere ma se vuoi avere un atteggiamento educativo (riga 8 della tua aggiunta) devi innanzitutto essere onesto, altrimenti è indottrinamento. Ti ho già spiegato che citare il Gabon (riga 9 - "terzo mondo") è retorica facile e sterile per ovvi motivi. Io non mi diverto a pensare come penso. Penso semplicemente sia giusto farlo.

    L'unità nazionale è un sentimento che può avere sfumature molto divergenti tra loro. Escludere dalla conta le forze centrifughe perché "casi specifici" (riga 4) può servire ad illudersi che tutti suonino la stessa campana, ma nulla più. Come se io chiedessi -"Chi è con me?" -"Noi no" -"Ah, ma voi non c'entrate. Che bello, tutti sono con me!".

    Inoltre i problemi locali che citavo non sono comuni a tutti i paesi civili (riga 5). O hanno tutti subìto tranciamenti sociali e collasso economico per le politiche imposte da un paese invasore? Comunque, al di là di questo, forse sarebbe anche il caso di soffermarsi a riflettere sulle differenze culturali, che non oppongono solo la mia zona al resto d'Italia, ma letteralmente ogni regione ad un'altra.

    Queste differenze, da sempre presenti, sono sempre state reciprocamente bloccate da campanilismi, disinteresse e sordità: banalmente tu, come la grandissima parte degli Italiani, non sai a cosa io faccia riferimento con la storia delle mie terre (infatti lo paragoni a generici problemi industriali). Eppure sto parlando di Italia, quella che proprio tu dici di sentire unita.

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    Sei una persona civile, ipnos, te ne rendo merito. Il silenzio che seguirà le nostre parole ci renderà entrambi (te e me) più ricchi.

  • 1 decennio fa

    no,siamo di fronte ad un decadimento.Speriamo davvero di risorgere

  • lo spero proprio, specialmente al giorno d'oogi che ideale è solo una definizione sul vocabolario. dovremmo impugnare non le armi ma la penna e dare filo da torcere a questi politici (Berlusca, Fini solo per citarne alcuni) che non sanno nè immaginano che degli eroi sono andati a morire affinché a l'Italia fosse libera unita e indipendente dallo straniero (Mameli morto a 22 annni in difesa della Repubblica Romana). dovremmo svegliarci come fecero gli italiani di due secoli fa, tirare giù il governo e portare al potere la Sinistra.

    Evviva l'Italia

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io non ho guardato la tv, mi riferisco alla bella scenetta recitata da Benigni. Per quanto riguarda quel secondo risorgimento, se ipoteticamente ce n'è stato uno, è finito da almeno 35 anni, mi riferisco alla seconda metà degli anni settanta. Come lo chiameranno nei futuri libri di scuola questo non lo so, ma di risorgimento ne ha poco. Per l' Italia, insieme ai paesi del G8, è il periodo del terziario.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    molto probabilmente...

  • 1 decennio fa

    bella questione,me lo chiedo anch'io..

  • 1 decennio fa

    paese ricco e benestante? con le tasse del nord che mantengono il sud? un secondo risorgimento si realizzerà non quando le strutture politiche costringeranno popoli diversi (per cultura e tradizioni civili, economia, storia) a stare insieme, ma quando i popoli costringeranno le strutture politiche a lasciarli organizzare in stati basati sulle loro diverse culture. A ben considerare l'Italia non era unita 150 anni fa: Friuli e Trentino non ne facevano parte.

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