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Al cospetto di quali versi non potete fare a meno di inchinarvi?

31 risposte

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  • Risposta preferita

    Taci. Su le soglie

    del bosco non odo

    parole che dici

    umane; ma odo

    parole più nuove

    che parlano gocciole e foglie

    lontane.

    Ascolta. Piove

    dalle nuvole sparse.

    Piove su le tamerici

    salmastre ed arse,

    piove sui pini

    scagliosi ed irti,

    piove su i mirti

    divini,

    su le ginestre fulgenti

    di fiori accolti,

    su i ginepri folti

    di coccole aulenti,

    piove su i nostri volti

    silvani,

    piove su le nostre mani

    ignude,

    su i nostri vestimenti

    leggeri,

    su i freschi pensieri

    che l'anima schiude

    novella,

    su la favola bella

    che ieri

    t'illuse, che oggi m'illude,

    o Ermione.

    Odi? La pioggia cade

    su la solitaria

    verdura

    con un crepitio che dura

    e varia nell'aria secondo le fronde

    più rade, men rade.

    Ascolta. Risponde

    al pianto il canto

    delle cicale

    che il pianto australe

    non impaura,

    né il ciel cinerino.

    E il pino

    ha un suono, e il mirto

    altro suono, e il ginepro

    altro ancora, stromenti

    diversi

    sotto innumerevoli dita.

    E immensi

    noi siam nello spirito

    silvestre,

    d'arborea vita viventi;

    e il tuo volto ebro

    è molle di pioggia

    come una foglia,

    e le tue chiome

    auliscono come

    le chiare ginestre,

    o creatura terrestre

    che hai nome

    Ermione.

    Ascolta, Ascolta. L'accordo

    delle aeree cicale

    a poco a poco

    più sordo

    si fa sotto il pianto

    che cresce;

    ma un canto vi si mesce

    più roco

    che di laggiù sale,

    dall'umida ombra remota.

    Più sordo e più fioco

    s'allenta, si spegne.

    Sola una nota

    ancor trema, si spegne,

    risorge, trema, si spegne.

    Non s'ode su tutta la fronda

    crosciare

    l'argentea pioggia

    che monda,

    il croscio che varia

    secondo la fronda

    più folta, men folta.

    Ascolta.

    La figlia dell'aria

    è muta: ma la figlia

    del limo lontana,

    la rana,

    canta nell'ombra più fonda,

    chi sa dove, chi sa dove!

    E piove su le tue ciglia,

    Ermione.

    Piove su le tue ciglia nere

    sì che par tu pianga

    ma di piacere; non bianca

    ma quasi fatta virente,

    par da scorza tu esca.

    E tutta la vita è in noi fresca

    aulente,

    il cuor nel petto è come pesca

    intatta,

    tra le palpebre gli occhi

    son come polle tra l'erbe,

    i denti negli alveoli

    son come mandorle acerbe.

    E andiam di fratta in fratta,

    or congiunti or disciolti

    ( e il verde vigor rude

    ci allaccia i melleoli

    c'intrica i ginocchi)

    chi sa dove, chi sa dove!

    E piove su i nostri volti

    silvani,

    piove su le nostre mani

    ignude,

    su i nostri vestimenti

    leggeri,

    su i freschi pensieri

    che l'anima schiude

    novella,

    su la favola bella

    che ieri

    m'illuse, che oggi t'illude,

    o Ermione.

    .

    Fonte/i: Il Vate, l'Artiere, il Sommo Gabriele D'Annunzio, che trasforma la parola in puro suono, e scinde dal razionale il meraviglioso irrazionale, e potenzia il sentimento pànico racchiuso in ognuno di noi fino alla sua espressione massima. Meraviglioso.
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  • 9 anni fa

    (...)

    A me, se di vecchiezza

    la detestata soglia

    evitar non impetro,

    quando muti questi occhi all'altrui core,

    e lor fia voto il mondo, e il dì futuro

    del dì presente più noioso e tetro,

    che parrà di tal voglia?

    che di quest'anni miei? Che di me stesso?

    Ahi pentirommi, e spesso,

    ma sconsolato, volgerommi indietro."

    (da "Il passero solitario", Giacomo Leopardi).

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  • Geo
    Lv 7
    9 anni fa

    A tutti, se non ho gli occhiali. Da lontano non ci vedo bene.

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  • miau e bau.. mi inchino sicuro per accarezzali :) ed evenuamente ai versi dei bimbi piccoli

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  • ?
    Lv 7
    9 anni fa

    Difficile scegliere.

    Potrei citare l'Infinito, il Monologo di Lady Macbeth, Itaca.

    Tutte parole che hanno un corpo: il corpo che delinea significati , delineati come mai prima il lettore aveva osato pensare.

    Difficile scegliere.

    PS: però c'è una frase alla quale sicuramente non mi inchinerei mai

    "Mi raccogli la saponetta?"

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  • 9 anni fa

    Nelle orecchie i frantumi di un accaldato ballo

    e dal Nord, più canuta della neve, una nebbia

    dal volto di cannibale assetato di sangue

    masticava gli insipidi passanti.

    Le ore incombevano come un volgare insulto,

    incombono le cinque e sono poi

    le sei, ci sta a guardare dal cielo una canaglia

    maestosamente come un Lev Tolstoj.

    Vladimir Majakovskij, "Ancora Pietroburgo"

    1914

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  • 9 anni fa

    Nessun uomo è un'Isola,

    intero in se stesso.

    Ogni uomo è un pezzo del Continente,

    una parte della Terra.

    Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,

    la Terra ne è diminuita,

    come se un Promontorio fosse stato al suo posto,

    o una Magione amica o la tua stessa Casa.

    Ogni morte d'uomo mi diminusce,

    perchè io partecipo all'Umanità.

    E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:

    Essa suona per te.

    John Donne

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  • *
    Lv 6
    9 anni fa

    Al cospetto dei versi che amo è come se diventassi "tutta spirito"..

    Sono tutto e non sono niente, sono ovunque e da nessuna parte..

    "Più felice sono quando più lontana

    porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,

    in una notte di vento quando la luna brilla

    e l'occhio vaga attraverso mondi di luce

    Quando mi annullo e niente mi è accanto

    né terra, né mare, né cieli tersi

    e sono tutta spirito, ampiamente errando

    attraverso infinite immensità."

    (Emily Brontë)

    "Mettimi come sigillo sul tuo cuore,

    come sigillo sul tuo braccio;

    perché forte come la morte è l'amore,

    tenace come gli inferi è la passione:

    le sue vampe son vampe di fuoco,

    una fiamma del Signore!

    Le grandi acque non possono spegnere l'amore

    né i fiumi travolgerlo.

    Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa

    in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio."

    (Cantico dei Cantici)

    "Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta

    lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta

    nottambulo raccatta con mistico fervore

    nel cavo della mano quella pallida lacrima

    iridescente come scheggia d'opale.

    e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore."

    (Tristezza della Luna, C. Baudelaire)

    Forse s’avess’io l’ale

    Da volar su le nubi,

    E noverar le stelle ad una ad una,

    O come il tuono errar di giogo in giogo,

    Più felice sarei, dolce mia greggia,

    Più felice sarei, candida luna.

    (Leopardi)

    Fonte/i: Ok, mi fermo... XD
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  • Lv 5
    9 anni fa

    SALVATORE QUASIMODO

    Alle fronde dei salici

    E come potevamo noi cantare

    con il piede straniero sopra il cuore,

    fra i morti abbandonati nelle piazze

    sull’erba dura di ghiaccio, al lamento

    d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

    della madre che andava incontro al figlio

    crocifisso sul palo del telegrafo?

    Alle fronde dei salici, per voto,

    anche le nostre cetre erano appese,

    oscillavano lievi al triste vento.

    Mamma mia quanti pollici versi in questa domanda!!!!!!!

    Ti volevo solo dire che difficilmente mi inchino ciao

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  • Carla
    Lv 6
    9 anni fa

    UNA BUSSOLA

    Tutte le cose sono parole di una lingua

    in cui Qualcuno o Qualcosa, notte e giorno,

    scrive quell'infinito guazzabuglio

    che è la storia del mondo. Nel suo vortice

    passano Cartagine e Roma, io, tu, lui,

    la mia vita che non capisco, quest'agonia

    di essere enigma, caso, criptografia

    e tutta la discordia di Babele.

    Dietro il nome c'è quel qualcosa che non si nomina;

    oggi ho sentito gravitare la sua ombra

    su questo ago azzurro, lucido e lieve,

    che verso il confine di un mare tende il suo zelo,

    con qualcosa di un orologio visto in sogno

    e qualcosa di un uccello addormentato che si muove

    (A Esther Zemborain de Torres)

    Jorge Luis Borges

    Fonte/i: è talmente difficile, direi impossibile scegliere una poesia, ma è invece possibile essere guidati dallo stato d'animo dell'attimo. Ma qui c'era di mezzo la parola "inchino" e la mia scelta è andata a Borges, la cui lettura mi sorprende sempre, quasi mai sopraffatta dall'emozione immediata, restando a volte anche confusa ma inevitabilmente ossequiosa
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  • Ro
    Lv 7
    9 anni fa

    Rispondo controcorrente: non mi inchino di fronte alle cose belle, alle cose che mi riempiono il cuore, ai versi sublimi.

    Non mi inchino: Amo. E mi rendo devota, guardando l'oggetto del mio Amore fisso negli occhi.

    Tra i versi che mi riempiono il cuore, quelli di Dante e di Leopardi. Ma ne potrei citare centomila, loro e di altri Sommi. Non so scegliere cose che non metto in classica.

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