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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

TEMA DI ITALIANO .. sulla caduta del muro di berlino?

e riflettere sul concetto di "liberta e democrazia"

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il Muro di Berlino (in tedesco: Berliner Mauer), nella propaganda della DDR talvolta chiamato antifaschistischer Schutzwall (Barriera di protezione antifascista), termine coniato nel 1961 da Horst Sindermann), era una barriera in cemento alta circa tre metri che separava Berlino Est, capitale della Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est), da Berlino Ovest, enclave della Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) circondata dal territorio della Repubblica Democratica Tedesca. È considerato il simbolo della Cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.

    Eretto dal governo comunista della Germania Est, divise in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo crollo, avvenuto il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento della cortina di ferro da parte dell'Ungheria (23 agosto 1989) e del successivo esodo (attraverso il paese danubiano) dei tedeschi dall'Est a partire dall'11 settembre dello stesso anno.

    Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise dai Vopos, le guardie della DDR, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque alcuni studiosi sostengono che furono più di 200 le persone uccise mentre cercavano di raggiungere Berlino Ovest o catturate ed in seguito giustiziate.

    Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto.Tutt'oggi c'è un grande commercio dei piccoli frammenti, il prezzo può variare a seconda della grandezza di questi.

    La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

    Il Muro di Berlino ebbe ovviamente un forte impatto emotivo, sociale e culturale, non solo sui cittadini di Berlino o della Germania, ma anche nel resto del mondo. Al momento della sua erezione il muro separò, apparentemente per sempre, famiglie e amicizie, lasciando entrambe le metà della città, dopo l'incredulità iniziale, nello sconforto e nella disperazione.

    Il parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005[20], ha dichiarato il 9 novembre "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

    In occasione del Giorno della libertà, vengono annualmente organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà, evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti.

  • ?
    Lv 5
    1 decennio fa

    La caduta del Muro di Berlino, vent'anni or sono, è stato un evento emblematico della fine di un'era. Concluse quello che lo storico Eric Hobsbawn definì "il secolo breve", iniziato con lo scoppio della prima guerra mondiale. Le immagini del muro abbattuto da una folla in lacrime e festante sono una delle immagini più celebri del Novecento. La disgregazione dell'impero sovietico, che iniziò di lì a poco, fu una conseguenza della voglia di cambiamento che si respirava oltre la cortina di ferro alla fine degli anni Ottanta.

    Un'idea quantomeno originale è quella di inserire nel tema alcune considerazioni su un altro evento fondamentale del 1989, e cioè la repressione delle manifestazioni cinesi in Piazza Tien an Men a Pechino nel 1989. Se nell'Europa dell'est la voglia di libertà e democrazia si faceva prepotentemente spazio, l'apparato repressivo cinese si mostrava al mondo in tutta la sua forza nello stesso periodo, annullando le richieste di libertà e democrazia dei giovani manifestanti. Non può mancare qualche considerazione sulla salute della democrazia al giorno d'oggi, inserendo magari riferimenti a particolari situazione geo-politiche studiate nel corso dell'anno.

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